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Survival International |
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Survival International è un'organizzazione mondiale di sostegno ai popoli tribali. Anthropos supporta Survival con una sezione dedicata. Visita la sezione dedicata a Survival!

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Uiki Onlus |
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L’Ufficio d’Informazione del Kurdistan in Italia (UIKI-Onlus) fin dalla sua nascita si occupa soprattutto di fare informazione: in generale sulla questione kurda sia in Kurdistan che in Europa. Anthropos supporta Uiki Onlus con una sezione dedicata, che invitiamo a visitare!

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Documento senza titolo
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Spesso, quando si parla di antropologia, la mente corre subito a grandi
viaggi e avventurose esplorazioni alla scoperta di popoli tribali dai
costumi esotici, le cui usanze sono rimaste invariate dai tempi dell'età
della pietra. In realtà l'antropologia abbraccia diversi aspetti dello
studio dell'uomo: la non facile comprensione della natura umana passa
infatti attraverso lo studio della biologia, della cultura e del rapporto
tra uomini e ambiente, nonché delle relazioni sociali tra gli uomini stessi.
I campi di ricerca sono così vasti e correlati tra loro che non di rado
si preferisce parlare di Scienze Antropologiche, una denominazione in
cui confluiscono l'Antropologia Fisica e l'Antropologia Culturale. Se
l'oggetto di entrambe le discipline è sempre l'Uomo, la prima si focalizza
maggiormente sulla biologia degli esseri umani, mentre la seconda sulla
loro cultura e la loro società. Diverse cause hanno fatto sì che le due
discipline si incontrassero di rado, ma il bisogno di relazione e la concezione
dell'Uomo come ente in cui natura e cultura sono così unite da essere
un unicum inscindibile, hanno ispirato nuove metodologie e nuovi approcci
di studio. Si sono aperte così, specialmente negli ultimi vent'anni, nuovi
orizzonti in cui le Scienze Antropologiche hanno trovato un fertile terreno
di applicazione.
Ai più lo studio delle varie culture potrà sembrare di
gran lunga più interessante di quello della biologia umana: del resto,
l'innata curiosità che caratterizza la nostra specie porta istintivamente
alla ricerca di tutto ciò che è diverso dal nostro abituale modo di pensare
ed agire. E' quindi comprensibile che spesso si dimentichi come, alla
base delle stesse strutture culturali, vi sia in fondo l'essenza biologica
dell'uomo. Ad esempio, osserviamo per un momento la nostra mano, e chiudiamola
a pugno più volte, per poi toccare con il pollice la punta delle altre
dita focalizzando la vostra attenzione sulla sensibilità dei polpastrelli.
Chiudere le dita in questo modo sembra un'operazione facile, che a prima
vista non ha nulla a che fare con l'antropologia… Ma se considerassimo
i milioni d'anni di evoluzione necessari ad ottenere questa "semplicità"?
E se considerassimo che avere il pollice opponibile alle altre dita è
la caratteristica che ci ha permesso di costruire i primi utensili, e
di elaborare le prime forme d'arte? Perché abbiamo due mani e camminiamo
eretti, anziché a quattro zampe come la maggior parte degli altri animali?
In effetti le differenze tra l'uomo e le altre specie animali sono vistose:
abbiamo infatti caratteristiche che ci distinguono nettamente dagli altri
esseri viventi, sebbene non ci distanzino a tal punto da non poterci comunque
annoverare nel regno animale. Infatti, studiare le peculiarità biologiche
umane è un'occasione per comprendere il ruolo della nostra specie nel
più vasto disegno della natura. Tale ricerca non rimane confinata alla
sfera teorica dello studio, ma si pone obiettivi pratici di indubbia utilità.
Questi propositi purtroppo non raggiungono facilmente il grande pubblico,
che quindi non può recepire l'utilità dell'antropologia fisica. Se forse
è più facile collegare gli studi fisiologici, ematologici e auxologici
al campo medico e sportivo, o le ricerche di ergonomia all'architettura
e all'ingegneria, più difficile è far comprendere come le ricerche somatologiche,
biomolecolari e paleoantropologiche contribuiscano, analizzando e dando
la dovuta importanza alla "diversità" umana, nell'abbattimento delle presunte
barriere razziali e dei preconcetti a loro collegati, come gli studi biodemografici
e popolazionistici aiutino all'instaurarsi di un miglior rapporto tra
noi e l'ambiente circostante. Ancora più arduo è far recepire l'importanza
degli studi paleopatologici, una fonte preziosa di informazione circa
l'origine e l'evoluzione di diverse malattie: comprendere questi aspetti
significa avere una visione più completa della patologia al fine di curarla
e risolverla. Le possibilità offerte dall'Antropologia Fisica non sono
allora trascurabili. La speranza è che possa, prima o poi, essere considerata
veramente utile, restituendole la dignità e il senso pratico che merita!
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