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Perchè l'Antropologia Fisica..., Lupo email Autore
.: Data Pubblicazione 12-Mar-2003 :: Letture:: 5903 :: Stampa solo questa pagina :: Stampa pagina con tutte le sottopagine:.
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Uomo Vitruviano Spesso, quando si parla di antropologia, la mente corre subito a grandi viaggi e avventurose esplorazioni alla scoperta di popoli tribali dai costumi esotici, le cui usanze sono rimaste invariate dai tempi dell'età della pietra. In realtà l'antropologia abbraccia diversi aspetti dello studio dell'uomo: la non facile comprensione della natura umana passa infatti attraverso lo studio della biologia, della cultura e del rapporto tra uomini e ambiente, nonché delle relazioni sociali tra gli uomini stessi. I campi di ricerca sono così vasti e correlati tra loro che non di rado si preferisce parlare di Scienze Antropologiche, una denominazione in cui confluiscono l'Antropologia Fisica e l'Antropologia Culturale. Se l'oggetto di entrambe le discipline è sempre l'Uomo, la prima si focalizza maggiormente sulla biologia degli esseri umani, mentre la seconda sulla loro cultura e la loro società. Diverse cause hanno fatto sì che le due discipline si incontrassero di rado, ma il bisogno di relazione e la concezione dell'Uomo come ente in cui natura e cultura sono così unite da essere un unicum inscindibile, hanno ispirato nuove metodologie e nuovi approcci di studio. Si sono aperte così, specialmente negli ultimi vent'anni, nuovi orizzonti in cui le Scienze Antropologiche hanno trovato un fertile terreno di applicazione.
Ai più lo studio delle varie culture potrà sembrare di gran lunga più interessante di quello della biologia umana: del resto, l'innata curiosità che caratterizza la nostra specie porta istintivamente alla ricerca di tutto ciò che è diverso dal nostro abituale modo di pensare ed agire. E' quindi comprensibile che spesso si dimentichi come, alla base delle stesse strutture culturali, vi sia in fondo l'essenza biologica dell'uomo.
Ad esempio, osserviamo per un momento la nostra mano, e chiudiamola a pugno più volte, per poi toccare con il pollice la punta delle altre dita focalizzando la vostra attenzione sulla sensibilità dei polpastrelli. Chiudere le dita in questo modo sembra un'operazione facile, che a prima vista non ha nulla a che fare con l'antropologia… Ma se considerassimo i milioni d'anni di evoluzione necessari ad ottenere questa "semplicità"? E se considerassimo che avere il pollice opponibile alle altre dita è la caratteristica che ci ha permesso di costruire i primi utensili, e di elaborare le prime forme d'arte? Perché abbiamo due mani e camminiamo eretti, anziché a quattro zampe come la maggior parte degli altri animali?
In effetti le differenze tra l'uomo e le altre specie animali sono vistose: abbiamo infatti caratteristiche che ci distinguono nettamente dagli altri esseri viventi, sebbene non ci distanzino a tal punto da non poterci comunque annoverare nel regno animale. Infatti, studiare le peculiarità biologiche umane è un'occasione per comprendere il ruolo della nostra specie nel più vasto disegno della natura. Tale ricerca non rimane confinata alla sfera teorica dello studio, ma si pone obiettivi pratici di indubbia utilità. Questi propositi purtroppo non raggiungono facilmente il grande pubblico, che quindi non può recepire l'utilità dell'antropologia fisica. Se forse è più facile collegare gli studi fisiologici, ematologici e auxologici al campo medico e sportivo, o le ricerche di ergonomia all'architettura e all'ingegneria, più difficile è far comprendere come le ricerche somatologiche, biomolecolari e paleoantropologiche contribuiscano, analizzando e dando la dovuta importanza alla "diversità" umana, nell'abbattimento delle presunte barriere razziali e dei preconcetti a loro collegati, come gli studi biodemografici e popolazionistici aiutino all'instaurarsi di un miglior rapporto tra noi e l'ambiente circostante. Ancora più arduo è far recepire l'importanza degli studi paleopatologici, una fonte preziosa di informazione circa l'origine e l'evoluzione di diverse malattie: comprendere questi aspetti significa avere una visione più completa della patologia al fine di curarla e risolverla.
Le possibilità offerte dall'Antropologia Fisica non sono allora trascurabili. La speranza è che possa, prima o poi, essere considerata veramente utile, restituendole la dignità e il senso pratico che merita!

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