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mariposa_mbOffline
H. habilis
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Messaggio   Inviato: 02 Set 2010 - 23:40 Rispondi citando Torna in cima

ma si, chiaro che dopo anni di studio a tutti piacerebbe poter vivere di ciò che ci ha occupato per tanto tempo e mi sembra anche una cosa giusta e legittima, ma, diciamo, lo scopo primario non è necessariamente quello di guadagnare. Soprattutto ai giorni nostri credo che chi intraprende studi di antropologia, ma anche di letteratura, o di fisica teorica non lo faccia al fine di avere grandi guadagni, ma piu che altro per passione.
Poi la scelta di fare studi che portino ad un buon lavoro, o ad un buon guadagno, è più che legittima, ma non tutti hanno la forza di volontà per studiare qualcosa che non piace io personalmente non credo che l'avrei.

Detto questo sinceramente non credo che tra chi studia una disciplina all'università, e magari poi diventa ricercatore, e chi invece la coltiva personalmente, debba per forza esserci una differenza di "passione". È vero che a volte nell'accademia si trova gente annoiata e noiosa e che magari ripete le stesse cose da anni, ma non sono mica tutti così, anzi, io ho trovato più spesso persone attive, entusiaste e letteralmente "innamorate" di ciò che fanno.
Mio fratello studia lettere classiche all'università, e ha anche un grande interesse per l'astronomia, che si studia da solo, e io lo vedo fortemente "appassionato" per entrambe le discipline
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poneraOffline
H. ergaster
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Messaggio   Inviato: 03 Set 2010 - 08:44 Rispondi citando Torna in cima

Magnifico quello che tu dici ma il tempo logora e le tasche anche.
Il tempo crea sempre una variazione di necessità e pertanto variano le priorità.
Da giovani è sufficiente badare a se stessi ma da adulti bisogna pensare agli altri (i figli) ed allora tutto cambia.
Le passioni rimangono vive ed a volte assopite solo quando non sono vincolanti al fattore economico.
E' così cara e simpatica Mariposa.
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poneraOffline
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Messaggio   Inviato: 10 Mar 2011 - 16:30 Rispondi citando Torna in cima
Oggetto: amore e odio

Rolling Eyes Mi domandavo da dove avevano avuto origine le mie convinzioni espresse in questo post.
Sfogliando un libro della mia bibloteca ho travoto la rispondenza da Jean-Didier Vincent, biologo e professore dell'Istituto Universitario di Francia e dirigente dell'Istituto Alfred Fessard del CNRS a Gif-sur-Yvette.
Così scriveva nel libro scitto con Lucy Ferry autore di "Il nuovo ordine ecologico":L'amore e l'odio sono l'espressione di emozioni fondamentali che oppongono il piacere e l'avversione sotto il pungolo del desiderio e che sono da considerare passioni nell'uomo nella misura in cui esse si radicano nella sua coscienza di sé.
L'animale non conosce l'odio, ma l'agressività e la paura che gli fanno fuggire od attaccare un avversario.
Queste emozioni e le condotte loro associate sono l'espressione dello stato centrale fluttuante: costrette dall'ambiente, dal corpo e dalla storia del soggetto, come la rarefazione delle risorse, il tasso elevato di un ormone o uno stress dopo la nascita ecc.
L'animale non conosce l'amore, ma l'attaccamento ai suoi piccoli o l'attrazione per un partner sessuale, anche quì dipendente dallo stato centrale fluttuante: odori, ormoni, eventi pre e perinatali ecc.
L'uomo soltanto conosce l'odio e l'amore.
Forse perchè lo sviluppo "favoloso" della sua corteccia prefrontale gli permette un'apprensione del tempo grazie a categorizzazioni e rappresentazioni di cui l'animale è incapace.
L'uomo sà di essere l'eroe di un romanzo che ha un inizio ed una fine e, a differenza della scimmia, può farne un racconto a sè stesso ed all'altro.
Chi vuole una risposta scientifica su quanto da me esposto può leggersi il libro edito da Garzanti "Che cos'è l'uomo" degli autori prima menzionati. Rolling Eyes


Ultima modifica di ponera il 16 Ott 2011 - 11:51 , modificato 1 volta in totale
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Messaggio   Inviato: 30 Lug 2011 - 11:39 Rispondi citando Torna in cima
Oggetto: Antropologia e politica

Rolling Eyes Per chi è interessato all'argomento propongo di leggere "Antropologia e Politica" di Ernest Galiner, professore di filosofia alla London School of Economics e antropologia sociale a Cambridge.
In questo libro esplora i legami tra antropologia e politica.
La portata politica del pensiero antropologico è in realtà assai più complessa, e la sua ambiguità è connessa, più alla strumentalizzazione cui si presta, al fatto di essere influenzato da quegli stessi fattori culturali ed economici che dovrebbe interpretare.
Tale influenza si fà più pressante nel momento in cui le società si trasformano da "primitive" in "avanzate".
All'Antropologia spetta quindi il compito di svelare le tensioni che animano le diverse culture, dimostrando la debolezza delle tesi idealistiche che continuano a presentare i sistemi sociali come autogiustificati e moralmente sovrani. Wink
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Messaggio   Inviato: 17 Dic 2011 - 20:15 Rispondi citando Torna in cima

Shocked Se digitatate www.facebook.com/giossone34 entrerete nella pagina "Homobaratto" ed avrete l'opportunità di vedere un video in merito alle esercitazioni intellettive praticate al bonobo Kanzi. Con detta opportunità vi potrete rendere conto sulla differenza sostanziale fra noi e le altre antropomorfe basato sullo scambio di idee (cose e servizi). L'interagire con transazioni scambiste con i propri simili ci ha consentito di accumulare cultura trasferibile a beneficio di tutta la specie.
Kanzi si è umanizzato e non vuole più vivere con i suoi simili, vuole stare con gli umani, forse avrebbe potuto gradire Lucy, la nostra antenata pitecina. Shocked
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Messaggio   Inviato: 23 Apr 2012 - 09:02 Rispondi citando Torna in cima

ATTENZIONE! Il Prof.Matt Ridley si è allineato alla teoria dell'Homobaratto potete leggere il testo integrale da me tradotto in italiano digitando su www.neteditor.it/content/193069/homobaratto-sei
Di seguito potete leggere le altre cinque puntate da me scritte in merito all'evoluzione della specie umana.
Buona lettura.
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pixiepukarcataxOffline
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Messaggio   Inviato: 23 Apr 2012 - 10:36 Rispondi citando Torna in cima

Ponera, hai pubblicato lo stesso commento con lo stesso link su 3 discussioni nel forum laboratorio e 1 nel forum Esperienze ed Eventi.
Ti invito a moderarti, stai intasando tutti i forum. Nelle regole del forum c'è scritto che non sono ammessi spam e pubblicità. Te stai spammando e pubblicizzando sempre la stessa pagina facebook e ora quest'altro sito.. sempre con l'homobaratto.
Ti invito ad aprire un'unica discussione in LABORATORIO con tema homobaratto. E ti invito a pubblicare tutte le cose su homobaratto solo su quel post.

_________________
Alessandro Riga
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Messaggio   Inviato: 23 Apr 2012 - 11:01 Rispondi citando Torna in cima

L'esperienza fatta con te mi ha messo il dubbio che tanti, come te, non riescono a capire e quindi mi presto a farmi capire con altri canali.
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PiedoloOffline
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Messaggio   Inviato: 23 Apr 2012 - 14:59 Rispondi citando Torna in cima

Ah ma quindi siamo noi che non capiamo?! Caspita devo davvero sperare in un'illuminazione repentina che mi faccia comprendere il tuo santo verbo?! Adesso strapperò tutte le pagine di ogni libro in inglese dove DID viene impropriamente usato come passato di DO. Perchè tutti sanno che did è la forma negativa.
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poneraOffline
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Messaggio   Inviato: 23 Apr 2012 - 17:41 Rispondi citando Torna in cima

Wink Visita N.81.333 prenda nota "Did" viene usato nelle frasi interrogative o negative ed è usato anche per non ripetere il verbo.
Gli americani sovente abbreviano le frasi ed in questo caso, dato che non è una frase interrogativa ma esprime una negazione si può non aggiungere il "not".
Se vai a fare la traduzione con "google" vedrai che è identica alla mia.
Poi, quando non si può prendere l'uva si dice che è acerba, diceva Fedro. Invece di soffermarsi sul senso del discorso si cerca di tergiversare per non essere obbligati a dare un po' di ragione allo scrivente.
Ad ogni buon conto ho messo altri link relativi alla ricerca sul baratto ed altri andrò a mettere sulla mia pagina di www.facebook.com/giossone34 .
Scusi 81.333 ma Lei non era quello che non avrebbe più risposto? Wink
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