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estersandro
A. afarensis


Registrato: 16 Nov 2008
Messaggi: 65
Località: bolzano
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  Inviato:
06 Dic 2011 - 14:47 |
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| Oggetto: il sapere artigianale è cultura? |
Secondo voi il sapere artigianale (un maestro fabbro) è cultura?
L' artigiano ed il prof. di greco hanno valore uguale? Oppure uno ha più cultura dell' altro?
Ho notato che i termini in questo forum vanno utilizzati con le pinzette, ma la mia domanda,
per sentire come la pensate, deriva dal come è vista la cultura in generale dalle persone comuni, cioè noi, quando non ci fa sopra una riflessione profonda; per molti la cultura si identifica con la frequentazione di teatri, auditorium di musica classica e pinacoteche. Ed hanno molto valore gli studi artistici, di storia dell' arte, lettarature classiche ecc ecc. mentre la vasta conoscenza del maestro artigiano è relegata nel campo dei mestieri..un qualche cosa di meno nobile. E' così? |
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Piedolo
H. ergaster


Registrato: 10 Nov 2005
Messaggi: 877
Località: Monfalcone / Venezia
Status: Offline
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  Inviato:
06 Dic 2011 - 20:17 |
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Allora in antropologia cultura è un termine tecnico che ha sue precise definizioni e sostiene dibattiti più o meno accesi. Nel linguaggio comune il termine è utilizzato con tutt'altri significati. Essendo l'antropologia una disciplina piuttosto recente, ha preso un termine esistente e gli ha attribuito i significati che ha voluto per poter costituire una base di discussione permettendo a tutti gli antropologi di capirsi e di condividere significati, teorie, esperienze. |
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Lupo
H. ergaster


Registrato: 10 Mar 2003
Messaggi: 819
Località: Provincia di Varese - Roma
Status: Offline
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  Inviato:
13 Dic 2011 - 00:01 |
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Stavo leggendo questo libro, dove si esplicita molto bene il problema di riconoscere e inserire in ciò che chiamiamo "cultura" i beni DEA, che in sostanza si individuano, per ragioni storiche e metodologiche, nella cosiddetta "tradizione popolare". E mi è venuto in mente questa discussione. Premetto che il libro parte dalla definizione di "cultura" di Tylor.
Il riconoscimento di questi beni è un problema di fondo che non è così facile da risolvere, non fosse che le stesse norme burocratiche che dovrebbero regolamentare tale individuazione sono abbastanza generiche. Lo sono anche per i beni non DEA, anche se qui
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| il riferimento implicito è a una tradizione colta e di élite e a discipline ben consolidate, a valori estetici e storici, civili e di identità nazionale, ampiamente condivisi, a ben noti e riconosciuti "oggetti", prodotti figurativi e architettonici, centri storici, reperti e siti archeologici [...] è innegabile questa base di largo e indiscusso consenso che rende l'individuazione di massima dei beni quasi un fatto scontato. Per quanto concerne il settore DEA queste premesse valgono moto meno. |
Però più avanti è interessante come spiega, a proposito del Museo Nazionale di Arti e Tradizioni Popolari, che
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non a caso esplicita nella sua denominazione un termine, "arti", che configura un settore di attività in senso proprio estraneo alla tradizione popolare, rispecchia nella sua originaria impostazione una concezione del popolo che ne promuove un'immagine da idillio pastorale - e nello stesso spirito all'atto della raccolta dei materiali che poi vi confluirono si rifiutarono, per il settore abbigliamento, i tristi vestiti quotidiani e da lavoro e si privilegiarono i costumi festivi e "belli" all'occhio dell'osservatore colto. [...] interviene una scelta di carattere ideologico; permane a lungo l'immagine del "bello" popolare, intrisa di implicito evoluzionismo, che lo vede come primitivo, semplice e schietto, ma che risponde in ultima analisi a una categoria del gusto borghese, e una concezione delle classi subalterne come un pittoresco insieme di varianti locali in un armonico contesto nazionale.
[...] Un discorso in certa misura analogo può essere fatto per le collezioni dei musei che conservano reperti provenienti da popoli di altri continenti. |
Per sapere se l'artigiano ed il prof. di greco hanno valore uguale, credo allora bisogna rifarsi al sistema di valori "dominante", che poi è quello che dà i nomi ai musei!  |
_________________ Moreno Tiziani - professioneantropologo.it |
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Lioness
A. ramidus


Registrato: 22 Dic 2011
Messaggi: 34
Località: Perugia
Status: Offline
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  Inviato:
22 Dic 2011 - 01:10 |
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| Oggetto: Re: il sapere artigianale è cultura? |
| estersandro ha scritto: |
Secondo voi il sapere artigianale (un maestro fabbro) è cultura?
la mia domanda,
per sentire come la pensate, deriva dal come è vista la cultura in generale dalle persone comuni, cioè noi, |
al di là di quello che sta scritto sui libri ti dico come la penso, visto che la tua domanda era rivolta a noi "persone comuni".
Certo, il sapere artigianale è cultura. Per me, a dire il vero, TUTTO è cultura. Se qualcuno pensa che qualcosa non è cultura vuol dire che ha un pregiudizio e pensa che non ha nulla da imparare da un'altra persona o da una data situazione.
Poi nello specifico il sapere artigianale si colloca molto bene anche nel settore dei beni culturali e museali quindi può essere considerata anche cultura in senso "più o meno alto", nel senso che, come ti ha già accennato un po' Lupo, il concetto di cultura (quando a questo termine viene data un'accezione di prestigio) deriva dal sistema dominante cioè: per me tutto è cultura ma per il sistema dominante un fabbro è sicuramente meno culturale di un insegnante di greco. |
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