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armando
A. ramidus


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10 Dic 2008 - 13:28 |
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| Oggetto: Una grossa domanda |
Una grossa domanda
Penso che nell’attuale momento storico l’interesse prevalente debba essere la ricerca della cultura adeguata all’attuale situazione, fatta di esaurimento dei combustibili fossili e del pericolo del venire meno di delicati equilibri ecologici. La cultura fatta di sviluppo all’infinito della produzione di beni per soddisfare bisogni infiniti non regge più. La terra in cui l’uomo vive è finita e la cultura suddetta non può più essere sostenuta.
Ma i problemi non possono essere risolti con la stessa cultura che li ha creati. E’ necessario quindi una nuova cultura! Non più una cultura fatta di consumo per il consumo, di produzione per la produzione ma qualcos’altro!
Da qualche tempo mi sono posto la seguente domanda: cosa farebbero le persone se non avessero problemi ne’ economici ne’ di salute? come impiegherebbero concretamente il loro tempo?
Mi sono posto questa domande perché penso che la stragrande maggioranza delle persone non saprebbe cosa fare se non lavorasse e consumasse e, penso, che la risposta a questa domanda sarebbe l’indicazione della nuova cultura adeguata alla nuova situazione che si è creata.
Questa domanda la rivolgo anche agli amici di questo forum! |
_________________ Armando Boccone |
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pixiepukarcatax
A. afarensis


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12 Dic 2008 - 12:31 |
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cosa intendi per non lavorare e non consumare? perché perlomeno quello che mangi lo devi produrre e lo produci lavorando. Se ci fosse un'economia ridotta al minimo ognuno dovrebbe produrre quello di cui necessita, ma credo che sarebbe molto impegnativo. |
_________________ Alessandro Riga |
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armando
A. ramidus


Registrato: 24 Set 2008
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  Inviato:
12 Dic 2008 - 19:06 |
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L’attuale realtà è molto complessa e ci sono diversi fenomeni che si intersecano e fra cui avviene un continuo rapporto di feedback. Un primo fenomeno è l’esaurimento dei combustibili fossili e di molte materie prime. Un secondo fenomeno è il pericolo del venire meno di delicati e importanti equilibri ecologici. Un terzo fenomeno è il consumo eccessivo di beni e il lavoro usato quasi come una droga. Ovviamente esistono ancora altri fenomeni che intereagiscono.
Per quanto riguarda il fenomeno del consumo eccessivo e del lavoro eccessivo mi sono posto le seguenti domande: non è che si consuma e si lavora molto perché la gente non sa cosa fare altrimenti? In questo caso cosa farebbero spontaneamente le persone se fossero risolti i problemi economici e di salute?
Queste domande non sono campate in aria perché per una certa parte della popolazione mondiale, cioè quella appartenente al mondo sviluppato, la situazione è fatta di consumi eccessivi al punto che danneggiano sia l’ambiente che la salute. In Italia per esempio aumentano sempre più i bambini in sovrappeso e obesi. Negli Stati Uniti aumenta sempre più il consumo di psicofarmaci (penso che la stessa cosa valga per molti altri Paesi sviluppati).
Ma perché in Italia ci sono sempre più bambini in sovrappeso e obesi?
La risposta è che i bambini sono macchine da consumo per le industrie e, molte volte, sono un fastidio per gli adulti che li tengono a freno coprendoli di regali e ingozzandoli come polli allevati in batteria.
Per quanto riguarda il lavoro bisogna dire che già adesso c’è molto tempo libero ma che questo potrebbe aumentare se non corressimo sempre appresso all’ultimo modello di autovetture o di telefonino e quant’altro. Per vivere soddisfacendo adeguatamente i propri bisogni si potrebbe ridurre di parecchio il tempo di lavoro.
La risposta che ho dato, ripeto, è che forse le persone non saprebbero cosa fare se non consumassero e lavorassero nel modo che ho indicato.
La domanda che ho fatto, quindi, penso che sia una domanda a cui bisogna rispondere per sbloccare la complessa situazione che si è creata.
Esistono degli studi antropologici che parlano del modo in cui gli uomini primitivi passavano il tempo libero? Se si sapesse qualcosa in merito questo potrebbe essere uno spunto da cui partire!
Ricordo che in un lavoro di Francesco e Luca Cavalli –Sforza viene tratteggiato il modo di vita dei pigmei:
“L’organizzazione sociale primitiva doveva essere molto simile a quella attuale dei pigmei. Sono nomadi o seminomadi. Una tribù può comporsi di 500, 1.000 o 2.000 persone, talora anche più, ma vivono sempre in bande, in gruppi di una trentina di persone in media – possono variare da dieci a cinquanta comprese le donne e i bambini – che vanno a caccia insieme. A intervalli di tempo più bande, o l’intera tribù, si riuniscono per feste o celebrazioni in cui danno vita a grandi danze e a riti collettivi. Le danze e i cori sono le loro attività sociali più importanti.” (Chi siamo – La storia della diversità umana ; 1993 Arnoldo Mondatori Editori S.p.A.- Milano; pag. 16)
Nell’attesa che gli amici di questo forum diano una risposta alla domanda fatta sto continuando una ricerca che ho iniziato qualche settimana fa e che consiste nel fare la stessa domanda alle persone che conosco. Appena raggiungo un numero più consistente di risposte invierò l’intero lavoro al forum.
Armando Boccone |
_________________ Armando Boccone |
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pixiepukarcatax
A. afarensis


Registrato: 10 Feb 2008
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  Inviato:
12 Dic 2008 - 19:48 |
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Secondo me se non si dovesse lavorare ci dedicheremmo a ciò che ci interessa di più con dei tempi probabilmente più rilassati.
Mi viene a mente un'affermazione dell'etologo Oskar Heinrot: "Dopo le penne remiganti del fagiano argo maschio, il ritmo di lavoro dell'umanità civilizzata è il risultato più balordo della selezione intraspecifica"
Nella preistoria le uniche indicazione di cosa facessero nel tempo libero sono le manifestazioni artistiche che ci sono giunte, dalle pitture rupestri, all'arte mobiliare, ai ricchissimi corredi di Sungir o del principe, ma non possiamo escludere che facessero altro. |
_________________ Alessandro Riga |
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armando
A. ramidus


Registrato: 24 Set 2008
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  Inviato:
23 Dic 2008 - 08:30 |
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| armando ha scritto: |
L’attuale realtà è molto complessa e ci sono diversi fenomeni che si intersecano e fra cui avviene un continuo rapporto di feedback. Un primo fenomeno è l’esaurimento dei combustibili fossili e di molte materie prime. Un secondo fenomeno è il pericolo del venire meno di delicati e importanti equilibri ecologici. Un terzo fenomeno è il consumo eccessivo di beni e il lavoro usato quasi come una droga. Ovviamente esistono ancora altri fenomeni che intereagiscono.
Per quanto riguarda il fenomeno del consumo eccessivo e del lavoro eccessivo mi sono posto le seguenti domande: non è che si consuma e si lavora molto perché la gente non sa cosa fare altrimenti? In questo caso cosa farebbero spontaneamente le persone se fossero risolti i problemi economici e di salute?
Queste domande non sono campate in aria perché per una certa parte della popolazione mondiale, cioè quella appartenente al mondo sviluppato, la situazione è fatta di consumi eccessivi al punto che danneggiano sia l’ambiente che la salute. In Italia per esempio aumentano sempre più i bambini in sovrappeso e obesi. Negli Stati Uniti aumenta sempre più il consumo di psicofarmaci (penso che la stessa cosa valga per molti altri Paesi sviluppati).
Ma perché in Italia ci sono sempre più bambini in sovrappeso e obesi?
La risposta è che i bambini sono macchine da consumo per le industrie e, molte volte, sono un fastidio per gli adulti che li tengono a freno coprendoli di regali e ingozzandoli come polli allevati in batteria.
Per quanto riguarda il lavoro bisogna dire che già adesso c’è molto tempo libero ma che questo potrebbe aumentare se non corressimo sempre appresso all’ultimo modello di autovetture o di telefonino e quant’altro. Per vivere soddisfacendo adeguatamente i propri bisogni si potrebbe ridurre di parecchio il tempo di lavoro.
La risposta che ho dato, ripeto, è che forse le persone non saprebbero cosa fare se non consumassero e lavorassero nel modo che ho indicato.
La domanda che ho fatto, quindi, penso che sia una domanda a cui bisogna rispondere per sbloccare la complessa situazione che si è creata.
Esistono degli studi antropologici che parlano del modo in cui gli uomini primitivi passavano il tempo libero? Se si sapesse qualcosa in merito questo potrebbe essere uno spunto da cui partire!
Ricordo che in un lavoro di Francesco e Luca Cavalli –Sforza viene tratteggiato il modo di vita dei pigmei:
“L’organizzazione sociale primitiva doveva essere molto simile a quella attuale dei pigmei. Sono nomadi o seminomadi. Una tribù può comporsi di 500, 1.000 o 2.000 persone, talora anche più, ma vivono sempre in bande, in gruppi di una trentina di persone in media – possono variare da dieci a cinquanta comprese le donne e i bambini – che vanno a caccia insieme. A intervalli di tempo più bande, o l’intera tribù, si riuniscono per feste o celebrazioni in cui danno vita a grandi danze e a riti collettivi. Le danze e i cori sono le loro attività sociali più importanti.” (Chi siamo – La storia della diversità umana ; 1993 Arnoldo Mondatori Editori S.p.A.- Milano; pag. 16)
Nell’attesa che gli amici di questo forum diano una risposta alla domanda fatta sto continuando una ricerca che ho iniziato qualche settimana fa e che consiste nel fare la stessa domanda alle persone che conosco. Appena raggiungo un numero più consistente di risposte invierò l’intero lavoro al forum.
Armando Boccone |
Invio in questo forum i risultati di una ricerca, iniziata alcune settimane fa, e consistente nel fare a molte persone che conosco la seguente domanda: cosa farebbero spontaneamente le persone se non ci fossero problemi né di salute nè economici?
Invito gli amici del forum a fare delle considerazioni sui risultati di questa ricerca.
Ciao
Armando Boccone |
_________________ Armando Boccone |
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evelyn
A. ramidus


Registrato: 25 Dic 2006
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  Inviato:
29 Dic 2008 - 00:32 |
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Prima di leggere i risultati della tua ricerca, provo a risponderti raccontando la mia esperienza, che non è quella dell'antropologo, ma è solo opinione personale.
Ho pensato molte volte a cosa fare durante il tempo libero; un'attività diversa da quella del lavoro, altrimenti sarebbe sempre lavorare e non sarebbe più tempo libero; qualcosa di piacevole, perché il problema del lavoro è che, essendo obbligatorio per potermi mantenere, tante volte non è piacevole, quindi nel tempo libero cerco di fare solo ciò che ho voglia di fare perché mi piace farlo.
Insomma, questi pensieri mi hanno portato ad una conclusione: la ricerca del piacere.
Ho anche scoperto che l'uomo ha la possibilità di trovare piacevoli tantissime cose, anche attività che per altri uomini sono lavoro.
E adesso vado a leggere. |
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spiritodivino
A. ramidus


Registrato: 09 Mar 2010
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  Inviato:
16 Mar 2010 - 20:26 |
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Allora il mio personale contributo alla tua indagine, sperando che non esca un sondaggio a riguardo :
sci da fondo, sci da discesa, giri in moto tipo Capo Nord e la Pan-americana fino in Patagonia, imparare ad usare una barca a vela e veleggiare d'apprima nel mediterraneo e poi...guardare le stelle, conoscere le piante, i minerali, leggere molti libri, girare il mondo, mi piacerebbe costruirmi una casa, avere degli animali, conoscere persone interessanti, possibilmente di sesso femminile con le quali passare momenti di grande tenerezza ed intimità, cose così insomma almeno per qualche anno, poi penso che mi verrebbe in mente qualcosa d'altro. |
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Piedolo
H. habilis


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  Inviato:
17 Mar 2010 - 10:32 |
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Io credo che, come del resto facevano le popolazioni di cacciatori - raccoglitori, avessi molto più tempo a disposizione sottraendolo al tempo dedicato alla produzione di beni, beh dormirei. |
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Piedolo
H. habilis


Registrato: 10 Nov 2005
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  Inviato:
17 Mar 2010 - 13:42 |
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Ah per altro il discorso dei Cavalli Sforza sui Pigmei è veramente impreciso e approfondisce poco i più recenti studi sui cacciatori - raccoglitori primitivi e contemporanei. |
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armando
A. ramidus


Registrato: 24 Set 2008
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  Inviato:
19 Mar 2010 - 10:55 |
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Per quanto riguarda la conoscenza del modo di vita dei cacciatori-raccoglitori bisogna dire che ci sono diverse difficoltà. La prima difficoltà è che è difficile stabilire il loro modo di vita in base ai resti fossili. Una seconda difficoltà è che le popolazioni che conducono ancora quel modo di vita sono pochissime; una terza difficoltà è che tale modo di vita è “inquinato” dal modo di vita delle popolazioni che conducono altri modi di vita; una ultima difficoltà è che le popolazioni di cacciatori-raccoglitori sono emarginate per cui occupano territori scadenti e non appetibili da altre popolazioni (questo ovviamente incide sul loro attuale modo di vita).
In ogni caso sul numero di dicembre 2009 di National Geogrphic Italia c’è un ottimo servizio sulla popolazione degli Hadza (dal contesto ho dedotto che è una popolazione di boscimani).
Sul sito di Anthropos c’è una recensione su un lavoro che tratta del modo di vita di una popolazione di cacciatori-raccoglitoti (i Nukak, che vivono nella foresta amazzonica). La recensione è in inglese (che conosco pochissimo) per cui non ho letto il suddetto lavoro.
Chiedo agli amici di Anthropos indicazioni sull’esistenza di studi sul modo di vita dei cacciatori-raccoglitori.
Ciao
Armando |
_________________ Armando Boccone |
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Piedolo
H. habilis


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  Inviato:
19 Mar 2010 - 14:36 |
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Il discorso per me più interessante è proprio la diversità di ambiente in cui vivono i cacciatori-raccoglitori di oggigiorno (che a mio avviso non esistono, semmai esistono popolazioni che in maggioranza vivono di caccia e raccolta) rispetto all'ambiente in cui vivevano cacciatori e raccoglitori primitivi. Diciamo che la caccia e la raccolta, seguendo una storia dell'ambiente naturale e del rapporto che con esso ha nel tempo instaurato l'essere umano, si è evoluta parecchio. Pensiamo solo al senso del nomadismo come movimento per seguire grossi gruppi di animali, indagini archeologiche hanno dimostrato come nel passato l'abbondanza degli animali permettesse ai cacciatori raccoglitori di vivere tutto sommato come stanziali. Gli animali sarebbero facilmente transitati vicino il luogo di "residenza". Pensate agli Inuit, i quali sono eredi diretti della cultura definita come Thule dagli archeologi. Ebbene gli Inuit moderni, prima della colonizzazione europea massiccia, erano una popolazione ad alto grado di nomadismo. I Thule invece al massimo seguivano spostamenti stagionali tra due soli accampamenti. Testimonianza della relativa sedentarietà dei Thule sono le case in pietra che anno dopo anno venivano rioccupate. I successori dei Thule invece preferiranno la vita nelle tende di pelle o nei classici (nell'immaginario occidentale) iglu. |
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ponera
H. habilis


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  Inviato:
19 Mar 2010 - 18:23 |
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Bisogna fare mente locale che l'umana gente non è al di fuori del contesto naturale e pertanto è strumento della natura come qualsiasi forma vivente.
Quali sono i dettami della natura a tutte le forma viventi? Nutrirsi per sopravvivere e riprodursi per la continuità della specie.
Questa regola è inserita nel programma genetico sia in una forma primordiale come il moscrerino dell'aceto che nell'uomo.
La nostra sottospecie ha abbandonato, senza dubbio per forza maggiore, il suo habitat primitivo e per fare ciò ha dato inizio ad un proccesso di acculturamento.
Solo apprendendo nuove specializzazioni gli è stato consentito sopravvivere in habitat variegati.
Trasferendo di generazione in generazione le proprie conoscenze è arrivata ai giorni nostri.
Una punta avanzata della società umana ha superato le disponibilità temporali per adempiere ai dettami della natura e pertanto si trova in una vacuità temporale.
Come impegna questo tempo vacuo? Lavorando senza impegno e remunerazione, anzi spendendo alcune delle proprie risorse.
Si accende l'ellenica fiaccola e si dà iniziazione allo sport.
Lo sport è fatica, forse più del lavoro, ma impegna l'umanità nel tempo libero.
Conclusione: La punta avanzata dell'umanità trascorre il suo tempo nel procacciarsi i beni ed i servizi necessari alla sopravvivenza, nutre accoppiamenti con l'altro sesso per mantenere una costante riproduzione, ovviamente anche per diletto come fanno i nostri cugini bonobo e pratica una svariata miriade di sport o operazioni manuali od intelletuali per concludere la giornata verso il meritato riposo.
I viaggi? Le nostre origini nomade possono farci desiderare di spostarci e visitare localtà sconosciute ma a lungo andare arriviamo a noia poichè siamo diventati una specie stanziale.
La vecchiaia! già la natura non ha messo in bilancio la vecchiaia, tutte le speci viventi muoiono per casi accidentali nel percorso di vita e difficilmente possono raggiungere la vecchiaia, anche perchè la mutua assistenza è stata inventata solo ed esclusivamente dall'umana gente e similari (vedi Nenderthal).
Nella vecchiaia "libera uscita" si può fare di tutto, senza limiti ma condizionati dalle disponibilità.  |
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Piedolo
H. habilis


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  Inviato:
19 Mar 2010 - 18:32 |
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Cos'è la punta avanzata della società? In realtà la descrizione che dai ben poco si confà a cacciatori raccoglitori.
E' dimostrato come popolazioni di cacciatori e raccoglitori lavorino molto meno rispetto a popolazioni di agricoltori o a noi industrializzati occidentali.
E il tempo vuoto che non è quindi dedicato alla produzione del cibo, è dedicato a consumarlo, al riposo e alle visite reciproche (vedi L'economia dell'età della pietra di Sahlins). |
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ponera
H. habilis


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  Inviato:
19 Mar 2010 - 19:57 |
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Non mi rifacevo alla tua risposta, mi rifacevo al tema.
La punta avanzata della società è quella ad altissimo reddito pro-capite.
Il tema riguarda il tempo libero per coloro che non hanno problemi economici e di salute.
Non si confà per nulla con i cacciatori-raccoglitori i quali senza dubbio occupavano il loro tempo a cacciare o cercare cibarie varie e, probabilmente, ritornando al loro sito si riposavano dalle grandi fatiche subite.
Sovente, mi rendo conto, si và fuori tema.  |
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Piedolo
H. habilis


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  Inviato:
20 Mar 2010 - 09:28 |
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ah è vero che il tema era un altro, me ne ero scordato  |
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