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All’opinione pubblica democratica europea - UIKI, 03.04.2006
La Festa del Newroz è stata celebrata, quest’anno, da milioni di kurdi, sia in Kurdistan che in Turchia, dove questa festa è diventata un appello dei kurdi a favore della pace, della democrazia e della fratellanza fra i popoli, alla quale sfortunatamente il Governo turco ha risposto facendo uso della violenza: in diverse regioni del Kurdistan, sono state avviate operazioni militari, nel corso delle quali si è fatto uso anche delle armi chimiche.
Il 23 marzo 2006, nonostante il rigore dell’inverno nella regione di Bingol-Mus, in Kurdistan, è stata lanciata un’operazione, con la mobilitazione di più di 10mila soldati e sono stati uccisi 14 combattenti guerriglieri, facendo ricorso anche all’uso di armi chimiche.
Rivoltatisi a causa di questo atto di crudeltà, i kurdi hanno lanciato, in Kurdistan, dopo il 25 marzo, in molte città e soprattutto a Diyarbakir, manifestazioni nel corso delle quali 12 persone – fra queste bambini e anziani – sono stati uccisi dalle forze militari turche che hanno colpito con proiettili veri.
Una sporca guerra è in atto in Kurdistan, sotto gli occhi della comunità internazionale, che resta a guardare in silenzio.
Noi, insieme alle altre organizzazioni kurde d’Europa, invitiamo, ancora una volta, la comunità internazionale e l’opinione democratica mondiale a non restare indifferente di fronte alla brutalità dello Stato turco ed a condannare il Governo turco.
Operazioni simili sono state lanciate, contemporaneamente, nelle regioni di Mardin, Dersim e Sirnak, all’interno del quadro di una guerra totale proclamata dallo Stato maggiore turco, il cui scopo principale è quello di nuocere alla pacifica convivenza ed a una soluzione democratica, così come voluta dal popolo kurdo.
Noi chiediamo quindi a tutte le persone di buon senso e ai democratici, che sono per la pace, di opporre una forte resistenza a queste operazioni assassine.
La crudeltà del Governo e dello Stato turco che non si limita alle operazioni militari, si esercita anche nelle altre regioni contro la popolazione civile, esposta alla repressione e alle violazioni dei diritti umani: i civili vengono uccisi, feriti, arrestati e torturati.
Tutte queste azioni vengono fomentate a nome di una concezione comune, che unisce il Governo del partito islamico AKP e l’Esercito turco.
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