Anthropos
per Survival International
I testi
e le immagini riprodotti sono di proprietà di © Survival International,
che per gentile concessione ha autorizzato la pubblicazione dei suoi bollettini.
BRASILE:
Indiani Arara lottano contro pallottole e bulldozer"Siamo completamente circondati e la nostra terra si è ormai ridotta a un'isola. Ho tanta paura che i bianchi ci possano invadere ancora di più."
(Tojtxi, uomo Arara)
- COSA STA SUCCEDENDO
Nell
‘Amazzonia brasiliana, gli Indiani Arara stanno lottando per la loro sopravvivenza
contro tagliaboschi, allevatori e coloni armati che entrano a ondate nella loro
foresta natale, distruggendola in modo irreversibile. La situazione è
così pericolosamente instabile che gli Arara non osano allontanarsi più
di dieci chilometri dai loro villaggi.
Le tradizionali battute di caccia durante le quali gli uomini lasciavano il
villaggio per diversi giorni in cerca di selvaggina, sono diventate impossibili
perché gli Indiani non si arrischiano a dormire di notte nella foresta.
Imprigionati nella loro stessa terra, gli Arara "vivono nel terrore"
mentre nella foresta eche
ggiano
i rombi incessanti delle seghe elettriche che abbattono il mogano e altri alberi
pregiati.
Ci
è stato riferito che gli ufficiali del governo hanno misurato il territorio
degli Arara con il fine di ridurne l’estensione e cederne parti a tagliaboschi
e colonizzatori.
Anche se già riconosciuta formalmente con il nome di Cachoeira Seca,
l’area non è ancora stata demarcata (i suoi confini, cioè,
non sono ancora stati fisicamente contrassegnati dal governo con degli appositi
cartelli). Negli anni ‘80, la compagnia di disboscamento Bannach ha aperto
una strada attraverso il territorio e, oggi, usurpatori e tagliaboschi stanno
costruendo accessi secondari penetrando sempre più profondamente nel
territorio indigeno.
Gli
Arara (‘popolo dell’ara macao’) [un tipo di pappagallo ndt],
chiamano se stessi Ukarangma. Sono cacciatori e pescatori appassionati; coltivano
cassava, patate dolci, mais, banane e ananas negli orti comuni. Quando i cacciatori
ritornano da una battuta particolarmente ricca, la carne viene scambiata con
bevande fermentate e tutta la comunità festeggia insieme per molti giorni.
In occasione di feste e rituali, gli Arara dipingono il proprio corpo con disegni
straordinari utilizzando una tintura nera ricavata dai frutti del genipapo.
Un tempo, gli Arara erano più numerosi e vivevano in un territorio molto vasto. A seguito di malattie e violenti conflitti con gli stranieri, oggi si sono ridotti a soli duecento individui e vivono in due aree lungo il fiume Iriri.
I 60 Arara che abitano la riserva di Cachoeira Seca sono stati l’ultimo gruppo ad essere contattato nel 1987. A seguito della campagna di Survival, l’altra area indigena arara è stata integralmente riconosciuta nel 1991 dal governo brasiliano, e ospita la popolazione restante.
La
storia recente degli Arara è stata caratterizzata da persecuzioni e da
lotte con cacciatori di pellicce di giaguaro, raccoglitori di gomma, colonizzatori
e, in seguito, tagliaboschi. Per anni hanno combattuto per difendere la propria
terra, eludendo ogni contatto. Il FUNAI, il dipartimento degli Affari Indiani
del governo, ha cercato disperatamente di entrare in contatto con la tribù
durante tutti gli anni ‘70, prima che la Transamazzonica attraversasse
il cuore del loro territorio. Il contatto fu raggiunto tra il 1981 e il 1987.
Tojtxi, uno dei leader anziani, ricorda quel momento con queste parole: “Vedemmo
le tracce dei bianchi e fuggimmo nella foresta. I bianchi trovarono le nostre
impronte e ci seguirono. Ci chiedevamo perché continuassero a venirci
dietro. Fuggimmo sempre più lontano, ma i bianchi raggiunsero il nostro
villaggio e noi abbandonammo i nostri orti, il nostro caxiri [una bevanda
a base di manioca, ndt], e tutto ciò che stavamo facendo per fuggire
nella foresta”.
Gli Arara di Cachoeira Seca stanno ora lottando per la sopravvivenza. È di cruciale importanza che il loro intero territorio venga riconosciuto legalmente come un’unica area perché le loro possibilità di sostentamento dipendono interamente dalla terra. Come Tojtxi ha dichiarato a Survival: “Noi siamo nati nella foresta - lei è la nostra casa. Noi cacciamo. È tutto ciò che sappiamo fare. Se ci tolgono la nostra terra, come potremo cacciare? Siamo completamente circondati e la nostra terra si è ormai ridotta a un’isola. Ho tanta paura che i bianchi ci possano invadere ancora di più”.
- COSA PUOI FARE
I bollettini d’azione
urgente di Survival vengono pubblicati quando le sorti di una tribù minacciata
possono essere capovolte grazie al vostro intervento.
Dal 1969, Survival ha dimostrato in molti casi che il sostegno mirato dell’opinione
pubblica può salvare i popoli in pericolo dall’annientamento.
Dedicando pochi minuti a scrivere agli indirizzi sottostanti, potrete realmente
aiutare gli Jarawa delle Isole Andamane: ogni singola lettera farà la
differenza.
La penna è l'arma più efficace di cui Survival disponga per assicurare
il rispetto dei popoli tribali. Le lettere che invadono gli uffici capi di stato
e multinazionali raggiungono l’obiettivo desiderato perché sono
scritte a mano o personalizzate invece che prestampate. Per scrivere una lettera
efficace basta copiare di proprio pugno i concetti espressi nell’esempio
o ispirarsi ad essi per stendere un testo personale. Fatelo subito: grazie a
voi Survival ha già vinto molte battaglie!
Per favore, scrivi una lettera come questa (breve e cortese):
Signor
Presidente,
Le scrivo per esprimere la mia profonda preoccupazione per il futuro degli Indiani
Arara di Cachoeira Seca, nello stato del Parà. La loro terra è
stata invasa da tagliaboschi e colonizzatori, la cui presenza impedisce agli
Indiani di cacciare e li fa temere per la loro vita. Secondo la Costituzione
brasiliana, gli Arara hanno il diritto di vivere e usare tutte le loro terre
ancestrali. Il Decreto del governo n. 26 del 22 gennaio 1993, riconosce 160.000
ettari di terra come Riserva Cachoeira Seca. Tuttavia, questa terra non è
mai stata demarcata o ratificata. Sono allarmato nel sentire che il governo
propone di ridurre quest’area e di consegnarne una parte agli stranieri.
Gli Arara si oppongono totalmente a qualunque riduzione del proprio territorio,
che è cruciale per la loro sopravvivenza. Più a lungo si ritarderà
la demarcazione, più la foresta verrà invasa e distrutta. Esorto
il Suo governo a espellere tutti gli invasori dal territorio arara, a trasferire
i coloni e a demarcare urgentemente il territorio di Cachoeira Seca per prevenire
ulteriori invasioni e conflitti.
Grazie. Saluti e firma.
Spediscila a (affrancatura prioritaria 0,80 euro):
Exmo
Sr Luiz lnàcio Lula da Silva |
Exmo
Sr Márcio Thomaz Bastos |
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