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Piedolo
H. ergaster


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  Inviato:
23 Mag 2012 - 17:55 |
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Ma sei di coccio o cosa?!?! Hai una conoscenza decisamente limitata della lingua inglese quindi capisco le tue difficoltà nel comprendere quello che Ridley e Pagel scrivono e dicono. Ma se ti viene spiegato che parlano di tutt'altro perchè ti ostini? Non sottovaluto Ridley. Non considero affatto la tua interpretazione perchè NON ha alcun fondamento. Ma del resto sei de coccio e presuntuoso, non so manco che mi metto a parlare con te. Saluti caro.
| Citazione: |
"Nel Paleolitico rinascimentale, agli albori dell'Aurignaziano la produzione di strumenti ancestrali si è prodigamente ampliata. Troviamo le prime supellettili di ornamento quali braccialetti, perline e figurine intagliate della preistorica venere.
Tutto provocato da un aumento degli SCAMBI (baratto) inter-clan.
Il Neanderthal perisce proprio per la sua indifferenza all'interscambio."
Tu interpreti gli SCAMBI come saluti, doni o visite, io come BARATTO. |
Non vuol dire nulla. E sicuramente non è una prova a sostegno della tua tesi che, se ben ricordo, è che il BARATTO è il motore dell'evoluzione umana. Corretto? Bene quello che hai citato non supporta un cavolo di niente, non dimostra niente. Contento tu. Ti basi su presupposti sbagliati, senza prova, senza fondamento, assumi come certo e sicuro un dato perchè a te fa comodo considerarlo tale, ovvero che l'uomo contemporaneo sia diverso dai primi sapiens. Che il baratto possa aver provocato accelerazioni nella cultura perchè si sviluppasse una società di mercato (che non è l'UOMO) è un dato di fatto. Da qui a dire che il baratto è il motore dell'evoluzione ce ne vuole e che è questo il cuore di ciò che ci differenzia da altri primati è quantomeno ridicolo come ti è stato PIU VOLTE AMPIAMENTE DIMOSTRATO.
Adieu. |
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ponera
H. ergaster


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  Inviato:
23 Mag 2012 - 20:39 |
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Cerco d'imparare da te, oh illuminato antropologo, ma non insegni niente!
Scrivi, scrivi, critichi ma sempre senza risposte ma con isteriche espressioni!
Ho già espresso più di una volta che quando parliamo di preistoria siamo sempre nel mondo dell'ipotesi.
Solo che io mi sono posto delle domande ed ho cercato una risposta, tu, da antropologo del terzo millenio, non ti poni neanche la domanda e critichi chi se la pone.
Tutto quì! |
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ponera
H. ergaster


Registrato: 06 Set 2005
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  Inviato:
23 Mag 2012 - 21:05 |
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By Matt Ridley: QUESTA E' LA RISPOSTA ALL'ENIGMA DEL DECOLLO DELL'ESSERE UMANO. E' STATO DALL'INVENZIONE DI UN CERVELLO COLLETTIVO CHE E' STATO RESO POSSIBILE DALLA INVENZIONE DELLO SCAMBIO ( nella prestoria solo ed esclusivamente con il BARATTO)
END! |
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antvwala
A. afarensis


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  Inviato:
16 Ago 2012 - 16:35 |
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Tema molto interessante, che mi permetto di riaprirlo da un diverso punto di vista.
Premetto che sono di famiglia mista, italo cilena, ma che vivo in una regione a grande maggioranza indigena e che anche mia moglie è di etnia indigena (veliche). Da lì viene la mia visione che è sostanzialmente animista e non teista.
Non vedo una soluzione di continuità tra l'homo sapiens e gli ominidi che l'hanno preceduto, e condivide moltissimo con le specie 'scimmiesche' più evolute. L'animismo attribuisce un anima a tutto ciò che è vivo: e anche l'ebraismo (ne ho discusso recentemente con alcuni rabbini) non esclude che gli animali abbiano un'anima.
L'animismo, dunque, non pone l'uomo al centro del creato: più esattamente, per l'animismo non esiste un centro, ma sempre e solamente un tutto. L'uomo occidentale, con la sua arroganza, crede di essere al centro del creato, ma in realtà ne sta uscendo.
Negare la realtà dell'evoluzione, anche se molti suoi aspetti sono ancora poco chiari, mi sembra una dimostrazione di massima ottusità. Mi stupisce il fatto che siano proprio i cristiani più integralisti ad opporsi a questa realtà. Infatti mi pare che la complessità raggiunta da quello che per ora è ci appare quale risultato finale del processo evolutivo, l'uomo, difficilmente possa essere spiegata come il frutto della casualità abbinata alla selezione.
Secondo me, l'evoluzione c'è perché esiste un progetto evolutivo, quindi un'entità trascendente (comunque la si voglia chiamare) che ne è il motore. Quello che mi pare molto interessante (e stimolante) è il domandarmi "qual'è lo scopo finale dell'evoluzione? quale sarà il punto di arrivo?
Provo a darmi una risposta: lo scopo finale dell'evoluzione è dare origine all'entità trascendente che ha dato il via all'origine stessa dell'universo. In termini umani, è una contraddizione: come può il fine ultimo coincidere con il principio? Ma questa contraddizione esiste solamente per ché nella nostra limitatezza umana siamo condizionati dal fattore tempo, vissuto come parametro unidirezionale.
Curiosamente, la frase biblica (Esodo 3:14) che contiene il "nome di Dio", generalmente tradotta "io sono colui che sono", nel testo originale è האֶֽהְיֶ ראֲשֶׁ האֶֽהְיֶ che va tradotto con "io sarò ciò che sarà". Proprio analizzando questa frase Teilhard de Chardin postulò l'idea che lo scopo finale dell'evoluzione sia dare origine al Creatore. Ovviamente la chiesa cattolica proibì la pubblicazione delle sue opere e gli proibì di divulgare le sue idee. Proprio sulla base della corretta traduzione del testo dell'esodo, rabbini (riformati) ai quali posi tale domanda, mi risposero che l'idea che la conclusione dell'evoluzione possa coincidere con il logos che è all'inizio della creazione è un'idea perfettamente dentro dell'ortodossia ebraica.
Antvwala
PS) Perché poi una persona culturalmente mapuche, che si identifica con l'animismo mapuche, dialoghi spesso e volentieri con rabbini, dipende dal fatto che sin dal secolo XVII, quando i mapuche ricuperarono la loro completa indipendenza ufficialmente riconosciuta dalla corona spagnola (pace di Quillìn) diedero rifugio a numerosi ebrei marrani che in Cile (ma anche in Perù) sfuggivano all'inquisizione. Da questa ospitalità, che si protrasse sino alla fine del secolo XIX, nacque un ottimo rapporto che certamente ebbe influenza sul pensiero mapuche. |
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ponera
H. ergaster


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  Inviato:
20 Ago 2012 - 17:55 |
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La defunta mia moglie aveva espresso quanto tu hai scritto, e durante gli ultimi anni della sua vita si era dedicata allo studio della "cabalà".
Eravamo in continua discussione poichè anch'essa,come dici tu, si rifaceva all'entità trascendente.
Ma da un punto di vista antropologico tutta la tematica deve essere rapportata all'uomo. Il problema religioso è legato alla nostra individualità; quindi l'esistenza o meno di un Dio è interessante nei confronti del mantenere o meno l'individualità oltre la morte.
Accademicamente parlando è solo una curiosità per stabilire o meno il concetto di Dio.
Si è accertato che l'energia è intelligente nella sua particella infinitesimale e pertanto sommata con altre particelle ha potuto identificarsi nella materia. La materia da inanimata si è strutturata in animata con l'energia allo stato libero, dando così nel tempo corso ad una miriade di forme viventi, prima vegetali e poi animali.
Le forme più complesse sono una derivazione di quelle precedenti.
Noi dovremmo essere l'ultima avendo una struttura avente delle caratteristiche psicosomatiche simili a quella delle scimmie antropomorfe ma acculturata.
Ragione per cui ci poniamo queste domande . (eventuali forme di vita più complesse non sono per noi contattabili).  |
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antvwala
A. afarensis


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  Inviato:
20 Ago 2012 - 19:18 |
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Il concetto di "Entità trascendente" mi pare diverso da quello di "Dio": il secondo mi pare molto "umano", ovvero adattato ad uso e consumo degli esseri umani. Al Dio di Abramo (come a tutti gli altri) si attribuiscono comportamenti e sentimenti fondamentalmente umani: non è così per l'Entità trascendente, che resta incomprensibile al nostro sentire, proprio perché trascendente. Mi sembra talmente assurda l'esistenza stessa della "teologia", cioè il tentativo (arrogante ai miei occhi) di circoscrivere un Dio che per altro è definito onnipotente e quindi non circoscrivibile e neppure descrivibile. In questo senso il giudaismo è più coerente: infatti non ha nessuna teologia.
Attualmente, alcuni machi (sciamani) e kvmche (saggi) mapuche stanno discutendo se anche la materia abbia anima. Nella visiona animistica mapuche, l'evoluzione dell'universo ha inizio quando entra in gioco l'energia creativa.
Trascrivo un dibattito tra il machi Victor Caniullan, la machi Margarita Albornoz e il kvmche Ercilla Kvriche avvenuto a Tirua (Cile) nel giugno del 2000 (è riportato nel web):
"Fantenmu nieyiñ ixofill ayoñ pigey, muley ta ayoñ. Muley ta ayoñ wenu, muley ta ayoñ kalfv wenu, muley ta ligarr ayoñ wenu, muley ta wente ayoñ, feymu ixofillmu, ixofill ayoñmu muley ta newen pigey. Ixofill ayoñmu muley ta newen elukelu ta newen. Ixofill ayoñmu muley ta chew ñi tupe-el inchiñ tañi mogewe feymu, tvfachi mogen, tvfachi ayoñ, ka mvley nag-mapu mu mvlelu. Marri epu ayoñ reke mvley chew am mvlerrkelu mogen chew am mvlerkelu mogen, chewam mvlerkelu ixofill fill mogewe, mogewe newen, welu inchiñ pvllu ñi mogewe".
"Chau dios fey ta elueñmeu ta mapu, chau ta eli feyta inchiñ ta elieyiñmeu ta chau, chau ta eli ta mapu. Feymeu ta mvley ta mapu, chau tañi elenmeu. Feymu ta eleiñ ta mapu, mvlean tañi puche mvlean tañi pu pvñen, pu choyiñ pi ta chau, fey mu ta eli ta mapu, fey mu ta mogeiñ ta inchin, eleyiñmu ta chau dios, fucha chau ta eleyñmu wenu chau ta eleyiñmu, fey mu ta mogeleyiñ ta tvfa ta inche mvlepan ta tvbfa yemegen-mu ta felepan iñche ta machi, inche ta kimlafun ta sugu, fante pu mu inaniefin ta inarrumen, fante mu eleteu mu ta chau azkunueteu ta chau, feymu ta inche ta machi, feymu ta fante mu mvlepan ta tvfa".
"Tiechi mapu ta elgey ka... mapu wenu zeumagey mvten fey chimapu amul chem piga kiñe feychi rag feyta zeumagekey, feyta amultieli... Amultieli fey femiechi ta zumagey ta mapu, fey fill ta kom feyta amuy ixokom feyta fey zewi kom fey fenti ta afelgey ñi zeuman feymeu ta feyta rume kvzaugey tañi zemagen, zeumagey tati, zeumagey".
Traduco (liberamente), poiché temo che la lingua mapudungun, per altro molto bella, sia pochissimo conosciuta al di fuori del suo territorio.
Al principio (cioè prima che il tempo avesse inizio) solo c'era una grande oscurità che occupava lo spazio di sopra. Ma esso non era vuoto perché era occupato da una grande forza, così grande che generò ogni altra forza. Era così forte questa forza che generò la vita e tutto quanto ora esiste. Questo prima che il tempo avesse inizio. Ma non c'era solo oscurità e forza nello spazio di sopra: c'era anche una piccola sfera di argilla. Allora la forza penetrò nella sfera di argilla e questa crebbe, crebbe sino ad occupare ogni spazio e lo spazio non fu più vuoto e si trasformò in ogni cordigliera, in ogni oceano, e in ogni luogo che c'è oltre la cordigliera e oltre l'oceano. Com'è grande ora la terra e come era piccolissima all'inizio la sfera d'argilla. Ed è così che ogni cosa ebbe inizio.
Se qualcuno fosse interessato a saperne di più, se sa lo spagnolo può trovare maggiori dati in questo mio scritto: http://www.mapuche.info/mapuint/triv1.html
Antvwala |
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antvwala
A. afarensis


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  Inviato:
20 Ago 2012 - 19:37 |
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Con ben maggiore autorevolezza della mia, Fred Hoyle riferendosi alla prima metà del XIX secolo scrive che "all'epoca, pertanto, era ragionevole ipotizzare l'esistenza di una specie di campo universale che agisse sulla materia per produrre l'intelligenza, una volta che l'evoluzione fosse giunta allo stadio opportuno [.... e io credo] che la storia naturale era più vicina alla verità nella prima metà dell'Ottocento che nella seconda metà". (Hoyle 2006:21).
Ancora Hoyle riferendosi al big-bang: "Perfino in quel suo presunto primo secondo di vita l'universo è privo di una causalità, il che equivale a dire che doveva conoscere in anticipo quello che stava per fare prima di sapere come cominciare a generare se stesso". (Hoyle 2006:17). E conclude dicendo: "sapere se l'universo ha uno scopo o meno è la questione essenziale presente nella mente di tutti. [...] Ruth Ansen si domandava se l'universo fosse un prodotto del pensiero. Personalmente penso che lo sia, ma non posso dimostrarlo con delle affermazioni precise. Ci sono molti aspetti dell'universo che dobbiamo accettare come se fossero delle coincidenze mostruose - e nessuno nega che queste possa prodursi - oppure come gli elementi di uno scenario intenzionale al quale l'universo si conforma". (Hoyle 2006:83)
Antvwala
Rif. Fred Hoyle, L'origine dell'universo e l'origine della religione, Mondadori 2006 |
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ponera
H. ergaster


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  Inviato:
20 Ago 2012 - 20:09 |
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L'umana gente ha cercato una divinità perchè gli garantisca l'individualità e questa ricerca risale dal paleolitico superiore.
La divinità se non si interessa dell' individualità dell'umana gente interessa solo dal punto di vista culturale.
Pertanto tutte le ipotesi prodotte dalla mente umana relative alle divinità rientrano nel bagaglio delle fantasie sviluppate dalla medesima. |
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antvwala
A. afarensis


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  Inviato:
20 Ago 2012 - 20:45 |
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| ponera ha scritto: |
| L'umana gente ha cercato una divinità perchè gli garantisca l'individualità e questa ricerca risale dal paleolitico superiore. |
Puoi spiegarmi meglio questo concetto? Grazie
Antvwala |
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ponera
H. ergaster


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  Inviato:
21 Ago 2012 - 10:25 |
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In diversi siti tombali relativi al paleolitico superiore si sono trovati resti fossili umani cosparsi di fiori e con suppellettili che probabilmente appartenevano al defunto. Ciò dimostra che il cromagnoide già pensava ad una vita oltre alla morte corporale e di conseguenza alla presenza di qualche divinità.
E' fuor di dubbio che albergava già nel nostro progenitore il desiderio di mantenere la propria individualità, cioè il carattere e la condizione di singolo, cioè che delle caratteristiche individuali appartengono ad ogni singolo essere umano.
Si dà pertanto corso all'animismo con la concettualità che l'anima rappresenta il fondamento sia delle funzioni vegetative sia di quelle intellettuali.
L'anima dovrà sopravvivere in un altra dimensione dove troverà un ambiente divinatorio.
Fuori da questo concetto ogni credenza lascia il tempo che trova.  |
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