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antvwala
A. afarensis


Registrato: 15 Ago 2012
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  Inviato:
04 Set 2012 - 20:56 |
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| Oggetto: geni neandertaliani nel genoma del sapiens sapiens |
Mi pare di capire che nel genoma umano ci sia tra un 4 ed un 8% di geni neandertaliani, i quali non si distribuiscono omogeneamente sull'intera famiglia dell'homo sapiens sapiens, ma coincidono con alcune aree geografiche specifiche (Eurasia), mentre in altre sono assenti (Africa).
A questo proposito ho una serie di domande:
a) è corretta l'affermazione anteriore oppure ho fatto miei scoop giornalistici che non ho compreso pienamente?
b) il fatto che nell'Eurasia la partecipazione genetica neandertaliana sia del 4-8%, significa che in determinati gruppi può essere 0 ed in altri, invece, nettamente superiore? Se è così, in quali gruppi etnici sono stati rilevati i valori più elevati?
c) esiste abbinamento tra la presenza di geni neandertaliani e la sopravvivenza ad un clima freddo? Ovvero, la presenza di questi geni può aver aiutato a sopravvivere quelle etnie che popolavano aree particolarmente di clima rigido, per esempio artico-siberiane, per cui si sono accumulate nei loro discendenti, mentre gli individui dello stesso gruppo etnico provi di tali elementi genetici avevano meno probabilità di trasmettere il proprio patrimonio genetico?
d) la presenza in alcuni gruppi etnici di un arco sopraorbitario particolarmente pronunciato, così come di una sorta di "cresta" cefalica antero-posteriore che ha inizio nella gabella, un suo massimo nel bregma, per decrescere rapidamente verso l'occipite, potrebbe essere una caratteristica correlata alla presenza di geni neandertaliani?
e) quali sono i gruppi etnici dove è presente l'arco sopraorbitario prominente e la cresta cefalica? Coincidono con i climi rigidi (come nel caso dei fuegini)? Queste caratteristiche possono semplicemente costituire un'evoluzione adattativa al clima rigido senza che abbia nulla a che vedere il patrimonio genetico neandertaliano?
Molte grazie.
Antvwala |
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Furlan
A. ramidus


Registrato: 22 Gen 2011
Messaggi: 7
Località: Utente in attesa di cancellazione
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  Inviato:
10 Set 2012 - 16:40 |
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Domanda: e' vero che le ultime scoperte in biologia rivelano che tutti gli organismi viventi hanno un genoma comune? e che questo ha un'unica forma e su di essa si sviluppano tutte le altre forme degli organismi complessi viventi, e che con piccole mutazioni casuali genetiche a dato vita alla speciazione, che la natura ha avuto nel corso dell'evoluzione il compito della selezione? In cui il più adatto e sopravvissuto C'è qualche evoluzionista in questo forum? buon lavoro anzi buon forum |
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Lupo
H. ergaster


Registrato: 10 Mar 2003
Messaggi: 821
Località: Provincia di Varese - Roma
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  Inviato:
20 Set 2012 - 01:28 |
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Da quel che so, la percentuale di DNA neanderthaliano è al massimo il 4% e si riscontra nelle popolazioni non africane, mentre l'identità di genoma tra Neanderthal e sapiens del 99,84%. Probabilmente l'ibridazione è avvenuta durante la convivenza nel Vicino Oriente a partire da 120000 anni fa. Nominalmente dovremmo pensare che, quindi, H. sapiens e H. neanderthalensis siano due sottospecie, ma non tutti la pensano così e c'è chi ritiene che si possa parlare comunque di due specie distinte. Il fatto è che questa ibridazione potrebbe essere un effetto illusorio, dovuto a sequenze già presenti nell'antenato comune a sapiens e Neanderthal. Infatti non tutto il DNA neanderthaliano è stato sequenziato, solo ulteriori studi potranno dirlo con certezza.
I tratti che nelle popolazioni odierne sembrano neanderthaliani non devono trarre in inganno: non sembrano dovute alle eventuali sequenze ibride, quanto ad arcaismi che compaiono nelle popolazioni a numero ridotto. Sono infatti troppo specifici per essere dovuti ad ibridazione così remota. Per ora abbiamo un'ipotesi fondata su quanto quella differenza dello 0,16% abbia influito sui Neanderthal: crescevano più in fretta (lo si sa dallo studio della dentizione). |
_________________ Moreno Tiziani - professioneantropologo.it |
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adam
A. afarensis


Registrato: 27 Dic 2006
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  Inviato:
20 Set 2012 - 07:35 |
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E' il termine specie (o meglio l'uso incoerente delle parole o di certe parole) che ci porta fuori strada: non possono esistere speci diverse di uomini, esistono solo varianti della stessa specie o sottospecie o "razza" (le razze o sottospeci possono essere miste).
Mi pare che le speci non abbiano antenati comuni della stessa specie ma siano tutti di speci diverse e che tra loro non siano ibridabili es. leone-elefante = ibridazione sterile o inconcepibile naturalmente.
E' possibile che per talune speci, in certi casi, le linee evolutive di qualche sottospece siano tali da renderle poi nel corso del tempo speci diverse e non più ibridabili tra loro: questo potrebbe essere il caso degli "umani e/o presunti umani" ma anche così sarebbero speci diverse e solo una sarebbe quella umana, poiché è inconcepibile che possano essere esistite speci umane diverse, non ibridabili tra loro, ... se così fosse nulla vieterebbe di pensare che queste diverse speci umane non siano continuate fino ai nostri giorni e non siano alla base delle razze (speci o sottospeci).
Un pò come quando si tratta degli ominidi che non sono uomini ma ominidi o scimmie o primati di specie diversa da quella umana.
Tra le tante linee evolutive dei primati e degli ominidi solo una può essere quella umana al cui interno vi possono essere sottospeci o razze ibridabili tra loro e perciò completamente della stessa specie umana.
Mi pare, se non ragiono male che se vi è stata ibridazione tra quelli che si dicono l'uomo di Neanderthal e l'uomo Sapiens vuol dire che essi erano sottospeci della specie umana e non speci diverse. |
_________________ Io non conosco verità assolute, ma sono umile di fronte alla mia ignoranza: in ciò é il mio onore e la mia ricompensa (Kahlil Gibran) sselboi |
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Lupo
H. ergaster


Registrato: 10 Mar 2003
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  Inviato:
20 Set 2012 - 10:35 |
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Il plurale di specie è "specie". Poi sai come la penso sul tuo uso in termini biologici del termine "razza". |
_________________ Moreno Tiziani - professioneantropologo.it |
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Emerodromo
A. ramidus


Registrato: 24 Giu 2009
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  Inviato:
20 Set 2012 - 18:07 |
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Ero indeciso se postare questo mio intervento nella discussione della tassonomia oppure in questa e alla fine ho optato per la seconda ipotesi, dato che per la domanda che sto per fare mi sembrava più idonea.
Quando si nomina la specie cui apparteniamo sento spesso parlare di Homo sapiens sapiens anziché di Homo sapiens e questo mi fa pensare che esista o sia esistita almeno un'altra sottospecie di Homo sapiens. Si può quindi trattare dell'Homo sapiens neandertalensis qui citato? Si può anche trattare di un Homo sapiens arcaico antecedente il cro magnon che quindi sarebbe il sapiens sapiens? E se si come viene definita questa sottospecie precedente? Ci sono forse altre possibili sottospecie? Qualcuno può chiarire questi miei dubbi? Grazie in anticipo!  |
_________________ Stefano |
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adam
A. afarensis


Registrato: 27 Dic 2006
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Località: Montecio Precalçin (VI) Viçetia
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  Inviato:
20 Set 2012 - 20:26 |
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| Lupo ha scritto: |
| Il plurale di specie è "specie". |
Grazie Lupo
da qualche anno scrivo prevalentemente in lingua veneta dove si usa "speci" come plurale di "specie" e talvolta mi capita di dimenticare che in lingua italiana si scrive diversamente (per tante cose sono due lingue simili che di questi "errori" (o scambi) ne faccio molti).
Anche se in lingua veneta di preferenza si usa il termine "ràça/razza" al posto o come sinonimo generico di specie, sottospecie, stirpe, generazione, tribù, tipo, clan, famglia, provenienza geografica, gente, popolo, etnia, ecc..
Ti ringrazio ancora per la correzione.
Non adontarti e non discriminarmi troppo se ho la debolezza di usare la voce razza al posto di "sottospecie", anche la UE la adoperava una volta:
http://digilander.libero.it/enarit/asse ... a_race.pdf
DIRETTIVA 2000/43/CE DEL CONSIGLIO
del 29 giugno 2000
che attua il principio della parità di trattamento fra le persone indipendentemente dalla razza e dall'origine etnica |
_________________ Io non conosco verità assolute, ma sono umile di fronte alla mia ignoranza: in ciò é il mio onore e la mia ricompensa (Kahlil Gibran) sselboi
Ultima modifica di adam il 22 Set 2012 - 07:39 , modificato 2 volte in totale |
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Lupo
H. ergaster


Registrato: 10 Mar 2003
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  Inviato:
21 Set 2012 - 15:38 |
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Hai sollevato una giusta considerazione, fermo restando che il fatto che la parola si sia usata in passato non implica comunque la sua validità: sarebbe come dire che, visto che una volta la terra era piatta e tutti ne erano convinti, possiamo ancora dire che la terra è piatta. E' vero che "razza" permane nel linguaggio comune, ma assume significati ben diversi slegati dalla realtà biologica (ed è questo che ti contesto, in sostanza). Se cerchi nel forum, vedrai che tempo fa ero convinto anche io che razza e specie potessero essere sinonimi in vista del suo uso "culturale", ma mi sono dovuto ricredere ben presto, proprio perché non ha senso. E non si tratta di linguaggio accademico vs linguaggio popolare, è proprio un altro tipo di contesto.
Nella direttiva è presente in più punti il termine "razza", per quanto nella premessa (6) si afferma che "L'Unione europea respinge le teorie che tentano di dimostrare l'esistenza di razze umane distinte. L'uso del termine «razza» nella presente direttiva non implica l'accettazione di siffatte teorie.".
Tuttavia, visto che nella forma si contraddice la richiesta, ho fatto poco fa formale richiesta alla commissione giustizia dell'Unione Europea di vagliarne l'ammissibilità. Attendo risposta!
E comunque, tanto per cambiare, siamo finiti off-topic. |
_________________ Moreno Tiziani - professioneantropologo.it |
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Lupo
H. ergaster


Registrato: 10 Mar 2003
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  Inviato:
31 Ott 2012 - 12:44 |
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