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poneraOffline
H. ergaster
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Messaggio   Inviato: 05 Apr 2010 - 09:37 Rispondi citando Torna in cima
Oggetto: Do ut des: ecce Homo sapiens-sapiens

Rolling Eyes L'uomo non è l'unico essere vivente in grado di apprendere, basterebbe pensare alla scimmia Kanzi che sà adoperare il computer; ma a differenza delle altre speci viventi sà accumulare e trasferire la propria cultura.
L'evoluzione dell'uomo è la capacità di trasmettere cultura.
Come già detto in altre varie occasioni , con l'abbandono dell'habitat primitivo ha sostituito le sue abilità ,come appartenente alla sottospecie delle antropomorfe, con l'accumulare cultura sviluppando nuove specializzazioni.
Rispetto alle altre forme viventi questo fenomeno ha assunto un'importanza notevolissima, tale da cambiare radicalmente il modo di vivere di interi gruppi.
Come l'adattamento biologico, anche quello culturale costituisce una forma di risposta alle sollecitazioni o alle proposte dell'ambiente, diventato così variegato per il nostro antenato.
In base a tali definizioni,si può far coincidere la nascita della cultura con la prima intenzionale produzione di oggetti.
Indubbiamente essa si è realizzata con scambi di impressioni culturali tra individuo e individuo.
E' da sottolineare che la produzione degli oggetti ha senza dubbio implicato lo sviluppo, nell'uomo, dell'"IDEA" di tempo di "PRIMA" e di "DOPO" .
Ogni azione di cui si vede quasi immediatamente l'esito non comporta questa idea.
Cacciare per avere carne da mangiare, anche se lo si fà in gruppo, non obbliga a pensare al futuro, il fine utile dell'operazione segue immediatamente.
Scheggiare una pietra non porta invece un utile immediato.
L'operazione può richiedere un tempo piuttosto lungo ma l'opportunità di disporre di un oggetto utile più tardi e ripetutamente, sia per cacciare, sterrare radici, per la difesa, e così via.
L'effetto della fabbricazione dell'oggetto (caratteristica prettamente umana) non si esaurisce con la fabbricazione stessa: l'oggetto, dopo essere stato fabbricato, serve a lungo per molti fini utili e di scambio con altre cose necessarie per sopravvivere.
Questo "modus vivendi" ha fatto sì che la nostra specie spiccasse quel folle volo da noi chiamato "evolutivo". Crying or Very sad


Ultima modifica di ponera il 12 Set 2011 - 09:44 , modificato 1 volta in totale
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poneraOffline
H. ergaster
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Messaggio   Inviato: 15 Apr 2010 - 12:04 Rispondi citando Torna in cima

Da millenni l'umanità si è posta la domanda delle nostre origini.
Antropologi, filosofi, spiritualisti e religiosi hanno voluto imporsi una risposta.
E' un problema sapere da dove veniamo.
Sappiamo solo determinate cose rivelate dalla biochimica.
Questa nuova scienza positivista ci ha dato una risposta sconvolgente.
Ci ha rivelato che degli esseri unicellulari hanno nel tempo dato vita ad esseri pluricellulari dai quali tutte le speci viventi sono derivate, noi compresi.
Questo primate antropomorfo da noi chiamato uomo ha dato vita ad un computer (prodotto dall'industria IBM) il quale ha battuto in una partita a scacchi il campione del mondo,
Questo ci fà pensare che l'umanità è riuscita a costruire una macchina capace di vincere la nostra riflessione e la nostra intelligenza.
Ciò però non ci può far pensare che gli umani appartengono ad una divinità.
Abbiamo sempre pensato che la mente, la coscienza siano qualche cosa al di fuori della nostra struttura organica.
Purtroppo la biologia ci fà constatare che la mente è il frutto della nostra evoluzione biologica che ha reso sempre più numerose le cellule, ciascuna delle quali può svolgere solo determinati compiti.
Loro, le cellule, la coscienza non ce l'hanno ma messe tutte insieme ad agire la formano.
Secondo la biologia quando ci innamoriamo manifestiamo i risultati di un organizzazione funzionale in attività.
Il punto è capire, sapere, scoprire tutte queste connessioni.
Il problema dunque siano noi che abbiamo un cervello ancora non in grado di capire fino in fondo come è fatto e tantomeno a tradurlo in formule matematiche.
Un cervello certamente più evoluto di quello che avevamo milioni di anni fà, ma ancora insufficiente.
Daltronde dall'Australusphitecus con una massa cerebrale di 450 ml. siamo passati a 1450 ml. nelle quattro ere del quaternario.
La nostra insufficienza ci fà vagare con il pensiero e ci fà pensare a qualche cosa di astratto a qualche cosa che non è legato con la materia, qualche cosa di superiore, qualche cosa che abbia a che fare con una divinità.
Insomma , vogliamo credere a qualche cosa che abbia una superiorità sulla materia.
Questa illusione non possiamo trascurarla altrimenti ci sentiremmo dei robot altamente elaborati, ma simili alle nostre macchine.
Ed essere dei robot non è certo edificante.
Nel tempo la ricerca và avanti e pertanto si assotigliano sempre più i tempi della verità.
E poi se noi veniamo espropriati della nostra individualità psicofisica, la nostra spiritualità andrà a vagare nell'etere ma non può essere individualizzata senza la componente materiale, determinante per il suo accertamento.
Ciò che continuerà nel tempo è la conseguenza del nostro rapporto collettivo con tutta la nostra specie il quale si è consolidato formando una superpersonalità collettiva.
Tutto il patrimonio culturale e mercantile è demandato di generazione in generazione per essere fin fine ceduto a quell'uomo che prenderà coscienza della verità.
Al momento rimaniamo assopiti nelle nostre favolette millenarie. Confused Confused
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PiedoloOffline
H. ergaster
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Messaggio   Inviato: 15 Apr 2010 - 12:37 Rispondi citando Torna in cima

Scusa se te lo dico, ma io, fossi in te, davvero mi cercherei uno sport. Very Happy
Non prendertela sono ironico.
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poneraOffline
H. ergaster
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Messaggio   Inviato: 15 Apr 2010 - 18:11 Rispondi citando Torna in cima

Crying or Very sad Grazie del consiglio ma applico costantemente già tre sport e da tanti anni:
1) Sci d'inverno e primavera, sia da fondo che da discesa.
2) Vela: ho una barca ed abitando sul mare esco tutto l'anno, ti assicuro che mi diverto moltissimo
3) Ferrate: conosco molto bene tutte le Dolomiti, sia d'estate che d'inverno ed anche il gruppo del Bianco, sia dal versante italiano che francese.
Attualmente sono sui Pirenei per visitare un sito preistorico. (turismo culturale piacevolissimo)
Anzi, ti debbo dire che certe riflessioni mi vengono proprio quando faccio i miei sport, così vicino alla natura. Quando sono a quota 3.500 mt. l/m penso quanto l'uomo è una figura minimale rispetto a tutto il contesto naturale e così mi succede quando sono sulla mia barca in alto mare e nell'assoluto silenzio.
Probabilmente se non facessi sport e mi rintanassi nel mio Ufficio, dove attualmente cerco di starci il meno possibile,(sono un lavoratore autonomo) sarei assorto a pensieri pratici del momento e mi comporterei da australuspitecino, solo pensare come procacciarsi la sussistenza, anche se in chiave moderna.
Tu cerca di dare una buona tesi e trovarti un impiego confacente alle tue aspettative.
Io ho fatto Economia e Commercio e forse è la ragione per la quale sono arrivato alla teoria dell'HOMOBARATTO, frutto della mia esperienza di lavoro e di meditazione antropologica incominciata leggendo in giovane età un libro di Alexis Carrel "L'uomo questo sconosciuto". Rolling Eyes


Ultima modifica di ponera il 07 Apr 2011 - 10:12 , modificato 2 volte in totale
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estersandroOffline
A. afarensis
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Messaggio   Inviato: 15 Apr 2010 - 21:13 Rispondi citando Torna in cima

A me piace quello che scrive Ponera. Mi sembra una riflessione sensata. La condivido, anche se non sono così convinto della teoria dell ' HOMOBARATTO. Però non è che abbia molto da contrapporre.
Se ci sono altre "teorie" ..che vangano fuori!
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PiedoloOffline
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Messaggio   Inviato: 16 Apr 2010 - 09:07 Rispondi citando Torna in cima

beh ancora co sto uomo baratto? Non è che ci sia niente da contrapporre, l'uomo baratto è una roba vecchia, molto vecchia, rispolverata e rivestita di paleoantropologia. L'Homo Economicus non è che sia molto diverso dall'Homo Baratto.

Per quanto riguarda il messaggio si è un bel messaggio, io volevo solo essere ironico perchè ci ho messo una ventina di minuti per leggerlo. Ma sono riflessioni così, estemporanee. Per esempio io potrei fare una riflessione che il fatto che il nostro cervello attualmente non sia ancora in grado di comprendere se stesso e tradursi in formule matematiche, cosa significa? Vorresti dire che la traduzione di processi biologici (e non solo) in formule matematiche è un stadio più avanzato dell'evoluzione? perchè?
Per il resto il discorso mi sembra in realtà molto poco antropologico con questa tirata sull'insufficienza dell'uomo che cerca consolazione in divinità ed esseri soprannaturali in genere. La faccenda è lievemente più complessa.
Ps: se vogliamo fare un paragone tra le contemporanee popolazioni di cacciatori e raccoglitori e i nostri antenati è dimostrato come i primi non dedicassero all'attività lavorativa questo grande sforzo che ti immagini e anzi trascorressero la maggior parte della giornata oziando e visitando famigliari e amici.
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poneraOffline
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Messaggio   Inviato: 16 Apr 2010 - 17:07 Rispondi citando Torna in cima

Very Happy L'Homo Economicus è conseguenziale all'Homobaratto durante tutto il periodo storico.
Io invece voglio dimostrare cosa è successo nel processo di ominazione da consentire all'uomo quel distaccco abissale con tutto l'altro genere animale.
Il Prof.Alessandro Riga ha riportato una lezione del Prof.Boncinelli ma forse non era a conoscenza di quanto l'illustre biologo riportava in un suo libro " Le forme della vita" pubblicato nell'anno 2.000. Così scriveva " l'uso di utensili è una delle caratteistiche che hanno portato l'uomo al controllo del mondo che lo circonda. Homo è il costruttore e l'utilizzatore di strumenti per eccellenza. Altri animali usano strumenti ma non si tratta di uso sistematico e pervasivo come quello che caratterizza la specie umana. Per ben 1000 millenni non è successo niente che abbia indotto i nostri antenati a perfezionare questi strumenti.
Solo nel tempo si è passati alle pietre scheggiate da ambo i lati e a strumenti litici via via sempre più pensati e lavorati per scopi specifici. Si è trattato probabilmente di ondate successive di migrazioni e retromigrazioni di popolazioni che possedevano vari livelli di cultura materiale e di tecnologia.
L'uso di strumenti diviene sempre più una peculiarità dell'uomo che, più o meno dieci millenni or sono inventerà l'agricultura e con la scittura entrerà nel periodo storico.
E' stato suggerito che ci sia stata una pressione verso sempre migliori capacità intelletive finalizzate al raggiungimento di un sapere tecnico ma anche all'esibizione di un adeguato comportamento sociale".
Cosa vuol dire comportamento sociale?
Question L'umana gente si comporta socialmente scambiandosi idee e oggetti, ma non a titolo gratuito bensì verso un corrispettivo.
Ecco perchè ho ritenuto nominare Homobaratto il nostro progenitore da quando iniziò a dare per avere e non solo per la mutua assistenza tanto cara all'uomo di Neanderthal. Shocked
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PiedoloOffline
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Messaggio   Inviato: 16 Apr 2010 - 19:02 Rispondi citando Torna in cima

Etnocentrismo a manetta.
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poneraOffline
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Messaggio   Inviato: 16 Apr 2010 - 21:02 Rispondi citando Torna in cima

Confused Non capisco a cosa ti riferisci con il tuo "etnocentrismo" e quindi porto l'argomento sulla struttura cerebrale umana, la quale non può esssere considerata materia da etnocentrismo.
La corteccia prefrontale (CP) ha un ruolo essenziale nella vita degli esseri umani e costituisce il 30% della nostra materia grigia cerebrale ed è otto volte superiore a quella della antropomorfa scimpanzè.
Nel processo di ominazione è ciò che ci rende una specie "Unica" nel regno animale.
E' probabile che la corteccia prefrontale ci consente di fare associazioni di tipo temporale e sovraintendere alla memoria di lavoro , pertanto conseguenzialmente presiede all'attenzione ed al riconoscimento delle novità.
Il cervello è dotato di una plasticità neurale (PN) la quale è una caratteristica che ci può modellare.
La plasticità neurale può far imparare al nostro cervello una varietà infinita di abilità.
Evolutasi per svolgere un compito preciso, la corteccia prefrontale finì per assolverne uno completamente diverso: fornire le strategie diversive necessarie per sfruttare la plasticità neurale.
E così si inserì l "anello mancante" nella catena che unisce il nostro cervello a quello delle scimmie antropomorfe.
La plasticità neurale ha reso possibile lo sviluppo dell'intelligenza umana, la corteccia prefrontale l'ha avviato.
Questa affermazione si può sintetizzare in una equazione:

PN + CP = mente umana.

Poichè la differenza sostanziale fra noi e lo scimpanzè è la produzione di oggetti ed il senso del possesso delle cose con l'opportunità di scambio, possiamo accertare che il "Baratto" è ciò che ha dato una iniziazione allo sviluppo evolutivo squisitamente umano. Laughing
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poneraOffline
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Messaggio   Inviato: 17 Apr 2010 - 15:31 Rispondi citando Torna in cima

Shocked Etersandro ti ringrazio della tua condivisione, visto che anche tu non sei così convinto sulla teoria "Homobaratto" ed hai ragione come ha ragione anche Piedolo poichè è disarmante per la nostra presuntuosa sottospecie di Homo sapiens-sapiens.
Ma per amor di verità siamo costretti ad accettare il nostro ruolo nel contesto della natura e dare a quest'ultima semmai il merito di averci dato l'opportunità di evolverci. Chè chè si dica quando vediamo un quadrigetto alzarsi sui celi con un peso di svariate tonnellate ci riempie di orgoglio di appartenete alla nostra sottospecie delle antropomorfe con l'appellativo di uomo sapientone.
Visto che con Piedolo non sono riuscito a convincerlo con argomentazioni di tipo antropologico cerchiamo di convincerlo con una divertente novella da me improvvvisata per l'occasione ed ambientata nel paleolitico:
Corre l'anno 62.277 b.p. . Accanto ad un riparo, lungo il fiume dalle placide acque "il Vesére " che si espande lungo la romantica Dordogna di Francia, due ominidi si prendono il sole sdraiti nudi sul greto del fiume.
Ad un certo punto uno dei due, ed è la femmina, dalle lunghe chiome , dai seni prospicenti e con due fianchi da fare impazzire, le venne fame e quindi si rivolse all'altro ominide di sesso maschile e gli chiese : Saresti così gentile di andarmi a cercare qualche cosa da mangiare?
Il maschio, ancora assonnato, rivolgendosi al lato opposto, rispose malamente: Arrangiati! Impara dalle lucertole, ognuna basta a se stessa!
Di conseguenza la formosa e sinuosa umanoide femmina si alzò ed indispettita per la villania del suo compagno si addentrò in cerca di frutti nella boscaglia adiacente al fiume.
Tornò dopo un ora circa con noci,fichi e succosi grappoli d'uva selvatica.
Il maschio la guardò con aria esterefatta e gli andò incontro .
Quando fù alla distanza intima incominciò ad accerezzarla nelle varie parti del corpo e con aria melensa le chiese parte di quanto aveva raccolto.
La conturbante femmina si ritrasse e gli disse: uomo accidioso lasciami in pace e vai a cercarti il cibo come ho fatto io.
Ma il compagno le rispose: mentre tu eri assente sono andato a bagnarmi nel fiume e con la mia abilità sono riuscito a pescare quattro belle trote, se mi dai parte dei tuoi frutti io ti darò due trote.
Che idea! Vedi che se ci scambiamo i frutti delle nostre ricerche possiamo garantirci una migliore sopravvivenza? Altro che imparare dalle lucertole!
Ho visto che dietro l'ansa del fiume ci sono altri esseri a noi assomiglianti. Potremmo offrire a loro parte della nostra vivanderia in cambio di quella pietra che fà accendere il fuoco, sì la pietra focaia, visto che ne hanno trovata tanta e delle pelli per quest'inverno, visto la loro abilità nello scuiarle.
Mio caro maschione sei un genio. Senza volerlo hai inventato l'idea del BARATTO, idea che gli altri animali non hanno mai avuto.
Caro mio maschione senza volerlo hai dato inizio ad una nuova era.
Forse un giorno la nostra specie appartenente alle antropomorfe sarà in grado di andare sulla luna poichè sono certa che scambiandosi idee, vettovaglie e quant'altro ancora la nostra specie non si fermerà mai più nel processo evolutivo.
Forse il DO UT DES è la ragione vera che ci distingue da tutte le altre forme viventi. Ecce Homo! Confused Shocked
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