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spiritodivino
A. ramidus


Registrato: 09 Mar 2010
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  Inviato:
09 Mar 2010 - 11:50 |
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| Oggetto: L'uomo ha futuro? |
Chi si azzarda a dare una risposta a questa semplice domanda? |
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Piedolo
H. habilis


Registrato: 10 Nov 2005
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  Inviato:
11 Mar 2010 - 08:43 |
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come rispose il Cappellaio Matto ad Alice quando la stessa gli ha rigirato l'indovinello: non ne ho la più pallida idea. |
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spiritodivino
A. ramidus


Registrato: 09 Mar 2010
Messaggi: 24
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  Inviato:
11 Mar 2010 - 09:47 |
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studiare il passato aiuta ad interpretare il presente, e a fare proiezioni per il futuro |
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futis
H. habilis


Registrato: 10 Lug 2003
Messaggi: 224
Località: Arzignano (VI)
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  Inviato:
12 Mar 2010 - 21:39 |
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penso che l'uomo abbia futuro. Il problema è intuire quale uomo per quale futuro, essendo il primo mutevole e il secondo aperto. Ritengo interessanti le prospettive antropologiche aperte dalla riflessione sul post-umano. un bel volume, anche se piuttosto tecnico, qui: www.ibs.it/code/9788835955757/umano-post-umano.html |
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Lupo
H. ergaster


Registrato: 10 Mar 2003
Messaggi: 615
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  Inviato:
13 Mar 2010 - 18:14 |
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Bisognerebbe poi capire gli ambiti della questione che interessa. Futuro evolutivo o culturale? L'evoluzione culturale per molti versi è palese, l'evoluzione biologica un po' meno, per quanto sia presente e stia operando!  |
_________________ Moreno Tiziani |
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spiritodivino
A. ramidus


Registrato: 09 Mar 2010
Messaggi: 24
Località: Carpi
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  Inviato:
15 Mar 2010 - 15:40 |
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Futis il post-umano è un concetto nuovo per me.
La domanda diventa come può l'uomo governare una realtà così complessa e soprattutto con un potere tale da pregiudicare gli equilibri dell'intero ecosistema planetario, utilizzando ancora e probabilmente li utilizzerà per sempre schemi mentali molto arcaici ? |
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Piedolo
H. habilis


Registrato: 10 Nov 2005
Messaggi: 387
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Status: Offline
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  Inviato:
15 Mar 2010 - 16:35 |
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Non lo so a me queste cose suonano tanto come "l'uomo chiamato al suo destino di governatore dell'universo mondo, deve abbandonare la vecchia via della dissolutezza e trovare la nuova strada verso la saggezza e l'illuminazione", fa tanto giovane guerriero che si allena con il vecchio maestro per sconfiggere il cattivone avversario. Su come l'uomo debba fare per sopravvivere e far sopravvivere il pianeta esiste una letteratura estremamente fiorita. |
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futis
H. habilis


Registrato: 10 Lug 2003
Messaggi: 224
Località: Arzignano (VI)
Status: Offline
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  Inviato:
15 Mar 2010 - 18:50 |
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Ho anch'io sensazioni analoghe a Piedolo. Certo non nego che l'ecologia transpersonale e profonda (di cui sono lettore appassionato e praticante altalenante dei loro principi) tocchino temi di straordinario interesse sui destini dell'uomo-nel-mondo. Esistono scenari di tutti i tipi, che come al solito vanno dall'ipercatastrofico (l'umano ha pochi anni/decenni di vita) a quelli entusiastici (ragazzi, avanti tutta che andiamo benone!) pronunciati ormai da chiunque con qualunque formazione e metodologia. Io parto da due presupposti: credo nell'uomo e ritengo che un antropologo di formazione debba essere quanto più misurato riesca nel valutare queste cose, tenendo in considerazione il maggior numero di aspetti possibili senza cedere al fascino (perchè tale è) delle ideologie e impostazioni mentali più diverse. Da questo noioso ma necessario preambolo segue che io non so quali siano gli "equilibri da preservare", nel senso che l'umanità non credo sia mai vissuta in gran armonia con questi equilibri, se non nei romanzi. Detto questo, è ovvio che se sparisce l'ecosistema anche l'uomo termina la sua esperienza sul pianeta, vista che uomo e ambiente, si dice in gergale, coevolvono. Il problema rimane apertissimo, e non credo che sia in gran potere dell'uomo fare qualcosa. Si è parte della natura, non sopra ad essa. La stessa questione è per i cosiddetti "schemi mentali arcaici": arcaici rispetto a quale sistema di valori? perchè di questo si tratta: sistemi di valori e gerarchie di priorità in ba se alle quali si fanno delle scelte a livello individuale e collettivo che hanno determinate ricadute. Io credo che i nostri schemi mentali condivisi i quanto specie siano sottoposti a evoluzione: non saranno i più arcaici in assoluto, e nemmeno l'evoluzione è terminata. Un fatto c'è di sicuro: che l'umanità, con questi schemi, fino ad oggi c'è arrivata. Magari un pò acciaccata, con tante incognite davanti, ma il gioco della vita va avanti.
E si arriva al postumano. E' gia intorno a noi: l'integrazione uomo-macchina-software sta facendo passi da gigante. E' un bene, un male? Chiediamolo a Pistorius, ad esempio, o a mille altre persone che con l'aiuto della tecnologia in forma di protesi meccaniche/elettroniche/biologiche dichiarano di averci guadagnato non poco in termini di qualità delle loro vite.
Per chiudere, io non so come l'uomo farà a gestire la "complessità" e a non distruggere tutto, ma sono, diciamo, fiducioso che in qualche modo farà, spero con la minor sofferenza possibile da parte di uomini e ambiente. |
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spiritodivino
A. ramidus


Registrato: 09 Mar 2010
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  Inviato:
16 Mar 2010 - 19:42 |
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Interessante, grazie per la delucidazione sul significato del termine post-umano, verso il quale non ho moralismi, il mio pragmatismo in questo mi aiuta molto.
La mia era una riflessione sulla "semplicità" della natura umana contrapposta invece alla crescente macchinosità del sistema che stiamo creando, ed in questo vedo una nostra inadeguatezza.
Che si può tradurre, come purtroppo, sono portato a pensare ad un futuro nero per la nostra specie, non pensando neanche io Futis che sia in potere dell'uomo fare qualcosa, ma la cosa non mi toglie il sonno.
Siamo scimmie che hanno volenti o nolenti troppo potere su un pianeta, evolute si ma non abbastanza.
Le strategie per raggiungere gli obiettivi sono in continua evoluzione, ma la gerarchia delle priorità non mi sembra, ci misuriamo ancora il grillo per vedere chi l'ha più lungo.
Meccanismi molto profondi, forse il termine arcaico non è il più appropriato, diciamo forse meglio atavici, primordiali che derivano dalle centinaia di migliaia di anni passati prima della "civiltà".
Il mio romanticismo mi fa pensare ad un "mondo a misura d'uomo". |
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futis
H. habilis


Registrato: 10 Lug 2003
Messaggi: 224
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  Inviato:
16 Mar 2010 - 20:24 |
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un piacere, anche se non credo di aver delucidato molto: sul postumanismo c'è moltissimo in inglese, ma mettendo le parole postumano-transumanismo e derivati su google escono delle informazioni di vario genere e qualità utili per un inizio. Io credo che sembrino questioni fantascientifiche, a volte assurde, ma dal mio punto di vista un umano con un bypass cardiaco può già essere definito un cyborg, così come ritengo i vaccini strategie di potenziamento biologico. Basta leggere questo articolo di oggi su CdS per vedere quanto veloce vanno questo genere di cose bioculturali http://www.corriere.it/salute/disabilit ... aabe.shtml
Io non credo che la natura umana sia tanto semplice, ad esempio. A tal punto che è materia di dibattito su cosa (e eventualmente quale) essa sia. Sul futuro nero: dipende quali indicatori si usano per dare un giudizio. Certo che questo mio commento può risultare un pò stucchevole, in quanto intriso di relativismo: fattori di su, criteri di giù...ma come si fa a non vedere che tutto va così male? Io so che non lo vedo. Ad esempio, parlando con diversi anziani, e facendomi raccontare da loro come vivevano alla mia età al loro tempo, ti assicuro che non li invidio. E neanche loro, mi dicono, non hanno gran rimpianti. Certo è un piccolo esempio, ma lo uso per costruirmi opinioni. Certo, ripeto, non tutto va bene, ma non la vedo neanche nera. C'è pure Obama
Anche sulle scimmie: lo trovo riduttivo. Nel senso che non siamo proprio uno splendore, ma con le scimmie vere (Pan troglodytes) c'ho vissuto per un pò, e non mi sembravano
in tutto e per tutto simili a me. Per lo meno, loro non stavano provando a scrivere una tesi sul fatto che lo siamo al 98% geneticamente c'è un bel volume che imposta le cose da una prospettiva molto seria http://www.tecalibri.info/M/MARKS-J_scimpanze.htm
Sui meccanismi atavici: perchè vederli solo in negativo? Mi piace pensare che siano quelli che ci mantengono attaccati alla vita, anche se spesso "scappano" di mano e davanti agli stress della nostra civiltà evoluta ci giocano brutti scherzi (aggressività, violenza) ma anche ci rendono capaci di gesti propriamente umani (altruismo, coraggio, abnegazione, speranza).
Sono tendenzialmente d'accordo sull'opportunità di un mondo a misura d'uomo, purchè ci si metta d'accordo un attimo di quale "uomo" stiamo parlando e, soprattutto, garantendo che ognuno possa diventare l'uomo che meglio crede, in sintonia con i propri valori, credenze, aspettative e desideri. |
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