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spiritodivino
A. ramidus


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  Inviato:
09 Mar 2010 - 11:50 |
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| Oggetto: L'uomo ha futuro? |
Chi si azzarda a dare una risposta a questa semplice domanda? |
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Piedolo
H. ergaster


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  Inviato:
11 Mar 2010 - 08:43 |
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come rispose il Cappellaio Matto ad Alice quando la stessa gli ha rigirato l'indovinello: non ne ho la più pallida idea. |
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spiritodivino
A. ramidus


Registrato: 09 Mar 2010
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  Inviato:
11 Mar 2010 - 09:47 |
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studiare il passato aiuta ad interpretare il presente, e a fare proiezioni per il futuro |
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futis
H. habilis


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  Inviato:
12 Mar 2010 - 21:39 |
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penso che l'uomo abbia futuro. Il problema è intuire quale uomo per quale futuro, essendo il primo mutevole e il secondo aperto. Ritengo interessanti le prospettive antropologiche aperte dalla riflessione sul post-umano. un bel volume, anche se piuttosto tecnico, qui: www.ibs.it/code/9788835955757/umano-post-umano.html |
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Lupo
H. ergaster


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  Inviato:
13 Mar 2010 - 18:14 |
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Bisognerebbe poi capire gli ambiti della questione che interessa. Futuro evolutivo o culturale? L'evoluzione culturale per molti versi è palese, l'evoluzione biologica un po' meno, per quanto sia presente e stia operando!  |
_________________ Moreno Tiziani - professioneantropologo.it |
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spiritodivino
A. ramidus


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  Inviato:
15 Mar 2010 - 15:40 |
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Futis il post-umano è un concetto nuovo per me.
La domanda diventa come può l'uomo governare una realtà così complessa e soprattutto con un potere tale da pregiudicare gli equilibri dell'intero ecosistema planetario, utilizzando ancora e probabilmente li utilizzerà per sempre schemi mentali molto arcaici ? |
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Piedolo
H. ergaster


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  Inviato:
15 Mar 2010 - 16:35 |
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Non lo so a me queste cose suonano tanto come "l'uomo chiamato al suo destino di governatore dell'universo mondo, deve abbandonare la vecchia via della dissolutezza e trovare la nuova strada verso la saggezza e l'illuminazione", fa tanto giovane guerriero che si allena con il vecchio maestro per sconfiggere il cattivone avversario. Su come l'uomo debba fare per sopravvivere e far sopravvivere il pianeta esiste una letteratura estremamente fiorita. |
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futis
H. habilis


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  Inviato:
15 Mar 2010 - 18:50 |
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Ho anch'io sensazioni analoghe a Piedolo. Certo non nego che l'ecologia transpersonale e profonda (di cui sono lettore appassionato e praticante altalenante dei loro principi) tocchino temi di straordinario interesse sui destini dell'uomo-nel-mondo. Esistono scenari di tutti i tipi, che come al solito vanno dall'ipercatastrofico (l'umano ha pochi anni/decenni di vita) a quelli entusiastici (ragazzi, avanti tutta che andiamo benone!) pronunciati ormai da chiunque con qualunque formazione e metodologia. Io parto da due presupposti: credo nell'uomo e ritengo che un antropologo di formazione debba essere quanto più misurato riesca nel valutare queste cose, tenendo in considerazione il maggior numero di aspetti possibili senza cedere al fascino (perchè tale è) delle ideologie e impostazioni mentali più diverse. Da questo noioso ma necessario preambolo segue che io non so quali siano gli "equilibri da preservare", nel senso che l'umanità non credo sia mai vissuta in gran armonia con questi equilibri, se non nei romanzi. Detto questo, è ovvio che se sparisce l'ecosistema anche l'uomo termina la sua esperienza sul pianeta, vista che uomo e ambiente, si dice in gergale, coevolvono. Il problema rimane apertissimo, e non credo che sia in gran potere dell'uomo fare qualcosa. Si è parte della natura, non sopra ad essa. La stessa questione è per i cosiddetti "schemi mentali arcaici": arcaici rispetto a quale sistema di valori? perchè di questo si tratta: sistemi di valori e gerarchie di priorità in ba se alle quali si fanno delle scelte a livello individuale e collettivo che hanno determinate ricadute. Io credo che i nostri schemi mentali condivisi i quanto specie siano sottoposti a evoluzione: non saranno i più arcaici in assoluto, e nemmeno l'evoluzione è terminata. Un fatto c'è di sicuro: che l'umanità, con questi schemi, fino ad oggi c'è arrivata. Magari un pò acciaccata, con tante incognite davanti, ma il gioco della vita va avanti.
E si arriva al postumano. E' gia intorno a noi: l'integrazione uomo-macchina-software sta facendo passi da gigante. E' un bene, un male? Chiediamolo a Pistorius, ad esempio, o a mille altre persone che con l'aiuto della tecnologia in forma di protesi meccaniche/elettroniche/biologiche dichiarano di averci guadagnato non poco in termini di qualità delle loro vite.
Per chiudere, io non so come l'uomo farà a gestire la "complessità" e a non distruggere tutto, ma sono, diciamo, fiducioso che in qualche modo farà, spero con la minor sofferenza possibile da parte di uomini e ambiente. |
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spiritodivino
A. ramidus


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  Inviato:
16 Mar 2010 - 19:42 |
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Interessante, grazie per la delucidazione sul significato del termine post-umano, verso il quale non ho moralismi, il mio pragmatismo in questo mi aiuta molto.
La mia era una riflessione sulla "semplicità" della natura umana contrapposta invece alla crescente macchinosità del sistema che stiamo creando, ed in questo vedo una nostra inadeguatezza.
Che si può tradurre, come purtroppo, sono portato a pensare ad un futuro nero per la nostra specie, non pensando neanche io Futis che sia in potere dell'uomo fare qualcosa, ma la cosa non mi toglie il sonno.
Siamo scimmie che hanno volenti o nolenti troppo potere su un pianeta, evolute si ma non abbastanza.
Le strategie per raggiungere gli obiettivi sono in continua evoluzione, ma la gerarchia delle priorità non mi sembra, ci misuriamo ancora il grillo per vedere chi l'ha più lungo.
Meccanismi molto profondi, forse il termine arcaico non è il più appropriato, diciamo forse meglio atavici, primordiali che derivano dalle centinaia di migliaia di anni passati prima della "civiltà".
Il mio romanticismo mi fa pensare ad un "mondo a misura d'uomo". |
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futis
H. habilis


Registrato: 10 Lug 2003
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  Inviato:
16 Mar 2010 - 20:24 |
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un piacere, anche se non credo di aver delucidato molto: sul postumanismo c'è moltissimo in inglese, ma mettendo le parole postumano-transumanismo e derivati su google escono delle informazioni di vario genere e qualità utili per un inizio. Io credo che sembrino questioni fantascientifiche, a volte assurde, ma dal mio punto di vista un umano con un bypass cardiaco può già essere definito un cyborg, così come ritengo i vaccini strategie di potenziamento biologico. Basta leggere questo articolo di oggi su CdS per vedere quanto veloce vanno questo genere di cose bioculturali http://www.corriere.it/salute/disabilit ... aabe.shtml
Io non credo che la natura umana sia tanto semplice, ad esempio. A tal punto che è materia di dibattito su cosa (e eventualmente quale) essa sia. Sul futuro nero: dipende quali indicatori si usano per dare un giudizio. Certo che questo mio commento può risultare un pò stucchevole, in quanto intriso di relativismo: fattori di su, criteri di giù...ma come si fa a non vedere che tutto va così male? Io so che non lo vedo. Ad esempio, parlando con diversi anziani, e facendomi raccontare da loro come vivevano alla mia età al loro tempo, ti assicuro che non li invidio. E neanche loro, mi dicono, non hanno gran rimpianti. Certo è un piccolo esempio, ma lo uso per costruirmi opinioni. Certo, ripeto, non tutto va bene, ma non la vedo neanche nera. C'è pure Obama
Anche sulle scimmie: lo trovo riduttivo. Nel senso che non siamo proprio uno splendore, ma con le scimmie vere (Pan troglodytes) c'ho vissuto per un pò, e non mi sembravano
in tutto e per tutto simili a me. Per lo meno, loro non stavano provando a scrivere una tesi sul fatto che lo siamo al 98% geneticamente c'è un bel volume che imposta le cose da una prospettiva molto seria http://www.tecalibri.info/M/MARKS-J_scimpanze.htm
Sui meccanismi atavici: perchè vederli solo in negativo? Mi piace pensare che siano quelli che ci mantengono attaccati alla vita, anche se spesso "scappano" di mano e davanti agli stress della nostra civiltà evoluta ci giocano brutti scherzi (aggressività, violenza) ma anche ci rendono capaci di gesti propriamente umani (altruismo, coraggio, abnegazione, speranza).
Sono tendenzialmente d'accordo sull'opportunità di un mondo a misura d'uomo, purchè ci si metta d'accordo un attimo di quale "uomo" stiamo parlando e, soprattutto, garantendo che ognuno possa diventare l'uomo che meglio crede, in sintonia con i propri valori, credenze, aspettative e desideri. |
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spiritodivino
A. ramidus


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  Inviato:
17 Mar 2010 - 13:19 |
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Non vorrei sembrarti uno scuro iettatore o un triste moralista...o peggio un catastrofista.
Sono allegro, ottimista, positivista, evoluzionista, agnostico, credo nel metodo scientifico, etc etc.
Mio nonno era nato nel 1894 nella pianura modenese in una famiglia di braccianti agricoli (leggi servi della gleba) con dieci fratelli ed è cresciuto pucciando la polenta in una arringa affumicata appesa sopra la tavola in un paese sotto dittatura e i suoi racconti li ho ben impressi e sono consapevole dell'enorme miglioramento.
Nonostante ciò vedo che stiamo esageratamente sfruttando le risorse planetarie che poi sprechiamo in malo modo....e che la priorità suprema, la molla che veramente muove ogni cosa è l'arricchimento oltre ogni comprensibile limite......soldi, potere mettiamoci sesso, sempre poi come manifestazione di potere di affermazione di se.
La nostra "pancia" ci tiene a terra, non ci lascia elevarci se mi consenti un'immagine poetica.
Ma con priorità di questo tipo e l'immenso potere che abbiamo assunto su scala planetaria la vedo grigia (meglio che nera no??)
Quando sento dire "se continuiamo su questa strada il mondo finisce" io obietto "l'uomo forse finisce, ma il resto del mondo stà meglio"
Non identifico le sorti del mondo con quello dell'umanità, tanto più che volendo "spaziare" appena un pochino, si dice che qualche miliardo di anni fa l'universo era tutto racchiuso in una cosa estremamente piccola pensa un pò ......
Hai una mente analitica e razionale, ragiono volentieri con te. |
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ponera
H. ergaster


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  Inviato:
18 Giu 2010 - 10:06 |
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Gli antropologi confermano che durante il processo di ominazione c'è stato un cambiamento sostanziale nella antropomorfa homo, chiamato evolutivo.
Poichè siamo certi che il processo di ominazione è sempre in atto (mtDNA già in mutazione di otto parti) dobbiamo pensare che noi dovremo lasciare lo scettro prima o dopo ad una nuova sottospecie da noi derivante.
Quindi il nostro futuro è da preveder nella mutazione biologica.
Con il mutare dell'ambiente deve mutare anche il vivente.
Abbiamo constatato che precedentemente la natura ha cambiato d'abito all'umana gente ad ogni glaciazione che si è presentata nell'era del quaternario, se la regola è questa impartita dalla natura il prossimo cambiamento dovrebbe avvenire fra 16.000 anni.
Ma, non escluderei, che l'accelerazione tecnologica equivale ad una glaciazione, quindi la tempistica per una radicale mutazione potrebbe avvenire nell'arco di qualce centinaio d'anni.
Se attualmente i mtDNA sono già variati di otto parti e se fra noi ed il Neanderthal le differenze mitocondriali erano di 27 parti a rigor di logica il nuovo essere sarà pronto con ulteriore mutazione mitocondriale di 19 parti.
L'umanità non finirà ma noi, uomini di Cro-Magnon sì, i 50.000 anni della nostra esistenza sono al limitare, ragione per cui hai posto la domanda.  |
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merit
A. ramidus


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  Inviato:
20 Nov 2010 - 23:39 |
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| Oggetto: Re: L'uomo ha futuro? |
| spiritodivino ha scritto: |
| Chi si azzarda a dare una risposta a questa semplice domanda? |
Solo se si riorganizza in piccole comunità dove il principio è "la sopravvivenza e la salvaguardia della specie umana" |
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ponera
H. ergaster


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  Inviato:
21 Nov 2010 - 10:49 |
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| Oggetto: Mutazione sempre in corso |
Le dinamiche umane non coincidono con quelle della natura (energia universale) e pertanto il passato, il presente ed il futuro hanno valori diversi.
Per l'umana gente il passato è come un libro sgualcito, le prime pagine si leggono abbastanza bene ma le più remote sono quasi illeggibili.
Il presente è la vita nel quotidiano, è reale e fortemente sentita con le sue problematiche.
Il futuro è imprevedibile, è frutto della nostra immaginazione in base ai dati in nostro possesso nel presente ma eventi al di fuori della nostra portata possono manifestare un futuro
tutto diverso.
Per deduzione possiamo prevedere che la nostra specie è in continua e lenta mutazione e pertanto l'uomo di oggi sarà soggetto a mutare al punto di dare corso ad un essere nuovo con una lenta estinzione di quello attuale.
Detto fenomeno è già successo nella sequenza del processo di ominazione, vedi Australusphitecus ad homo abilis, da Neanderthal a Sapiens-sapiens.
La tempistica è così lenta che la nostra sottospecie non lo può avvertire ma è certo vero che lasceremo lo scettro all'homoposterus, le avvisaglie sono già in corso.  |
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Furlan
A. ramidus


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  Inviato:
01 Dic 2011 - 21:22 |
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| Oggetto: Re: L'uomo ha futuro? |
Vorrei un spiegazione(un parere)sulla finalità dell'uomo.Per un biologo o antropologo oppure un paleoantropologo e tutti quelli che studiano scienze, secondo me, dovrebbero trovare (dare) un significato alla nostra vita inaspettata.Noi non pensavamo di arrivare fin quì,cosa succede?E meglio dimenticare? |
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ponera
H. ergaster


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  Inviato:
01 Dic 2011 - 22:36 |
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Carducci disse una bellissima frase "meglio non indagar questi grandi misteri dell'universo". Ma la curiosità, il voler sapere fà parte della natura umana.
Con metodi induttivi sono stati analizzarti i reperti che occasionalmente sono venuti alla luce ed abbinando le rilevazioni attestate su altre forme di vita, in particolare scimmie antropomorfe, con quanto la biologia molecolare comunica si è potuto eleborare una risultante relativa al processo di ominazione. Le deduzioni acquisite intravedono per il futuro della nostra sottospecie una modificazione con un cambiamento sostanziale del programma genetico.
Questo lo si deduce poichè, siamo certi, è già avvenuto nelle quattro ere glaciali del quaternario.
Da una Australuspitecina siamo passati ad un homo abilis e da un abilis ad un Homo erectus per seguire con il sapiens e per finire con l'ultima glaciazione del Wurm al Cromagnoide, cioè l'uomo attuale. I dati relativi al futuro fanno presagire una mutazione similare a quella che avvenne fra noi e l'uomo di Neanderthal. Infatti la biologia molecolare ha rilevato che i mtDNA sono mutati di 27 parti fra noi e il Neanderthal e nell'uomo attuale la mutazione è già con i mtDNA ad otto parti.
L'uomo moderno è provvisto di una forte individualità ma con una demografia esponenziale dovrà rinunciarci per sopravvivenza e dare vita ad un essere nuovo altamente sociale che lo si potrebbe definire la formica dei mammiferi.
Le prime avvisaglie ci sono già state con il platonismo ed il marxismo ma sono state considerate utopiche non avendo riscontrato un materiale umano idoneo all'applicazione di dette teorie.  |
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ponera
H. ergaster


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  Inviato:
20 Gen 2012 - 17:07 |
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In merito alle previsioni sui destini della nostra sottospecie potete visitare la pagina da me aperta su facebook dove con dei video potete accertarvi del perchè io prevedo nella mutazione genetica un nuovo soggetto da me chiamato "Homoposterus" configurandolo socialmente come le formiche, un poche parole sopravvivente in una società comunistizzata.
Potete vedere un formicaio da me videato in una gita in montagna nell'estate del 2009 e con relativa meditazione spontanea sul momento.
Digitare: www.facebook.com/giossone34 |
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Piedolo
H. ergaster


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  Inviato:
21 Gen 2012 - 13:41 |
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Ciao Ponera ho letto in qualche messaggio precedente una frase che lasciava pensare a una successione cronologica nel processo di ominazione che ha sostituito ai neanderthal i sapiens. Evolutivamente non sono due tappe successive come sai, ma parallele. |
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ponera
H. ergaster


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  Inviato:
22 Gen 2012 - 18:14 |
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Se aderisci alla pagina "Homobaratto" in facebook ti puoi rendere conto che ho presentato un video fatto da me al museo di Neanderthal e ci sono articoli e video dove evidenzio la differenza genetica fra l'Uomo di Neanderthal e il Cromagnoide. E' di dominio pubblico, per chi ha un'infarinatura di antropologia, che il Neanderthal è stato un collaterale del Sapiens-Sapiens ma una teoria recente, fondata da analisi biologiche, sostiene un'ibridazione fra le due sottospeci, dalla quale avrebbe avuto origine l'umana gente che ha popolato il pianeta.
Ultimamente si parla che l'uomo moderno dell'est abbia avuto un'ibridazione con un'altra sottospecie di origine siberiana.
La biologia molecolare stà indagando e ben presto confermerà in merito dati certi.  |
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Piedolo
H. ergaster


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  Inviato:
23 Gen 2012 - 11:59 |
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Sisi tranquillo. Era solo per puntualizzare perchè non era chiara la frase  |
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