| Autore |
Messaggio |
GigiaS
A. ramidus


Registrato: 02 Apr 2008
Messaggi: 2
Località: Perugia
Status: Offline
|
  Inviato:
04 Gen 2010 - 10:51 |
|
| Oggetto: Funzione terapeutica del teatro |
Salve a tutti! sto cercando di svolgere la mia tesi di laurea specialistica sulla funzione terapeutica del teatro, dopo una breve introduzione su cosa è la teatroterapia e i vari artisti/attori che se ne sono occupati e dopo incontri con teatranti (2) che svolgono attività teatrali con persone disabili, mi sono resa conto che non ho idea di come poter continuare....il tempo stringe voglio e devo laurearmi ad aprile...qualcuno può darmi dei suggerimenti? Il professore che mi segue, mi ha consigliato di "dare un'occhiata" ad alcuni testi tra cui "DRAMMATERAPIA" di R. J. Landy, ma non so se la dramma terapia può essere associata alla teatro terapia perchè dalla prefazione al libro sembra che siano due "cose" differenti, nel senso che la prima si propone come una "disciplina psicopedagogica e psicoterapeutica mentre il teatro terapeutico come un'attività che favoriscce l'esplorazione di sè, migliora le abilità comunicative, eslata le relazioni e il lavoro di gruppo", ma alla fine non sono la stessa cosa? |
|
|
|
 |
Edouce
A. ramidus


Registrato: 13 Dic 2008
Messaggi: 9
Località: Perugia
Status: Offline
|
  Inviato:
04 Gen 2010 - 14:33 |
|
|
Poni un bell'interrogativo e il dibattito sulla teatro terapia (e più in generale sull'arte terapia) è ampio e molto interessante. Così su due piedi ho davanti qualche riferimento che potrebbe esserti utile:
Pitruzzella S., Persona e soglia. Fondamenti di Drammaterapia, Armando, Roma 2003.
Pontremoli A., Teoria e tecniche del teatro educativo e sociale, UTET, Torino 2005.
Ricci Bitti E. (a cura di), Regolazione delle emozioni e arti terapie, Carocci, Roma 1998.
De Thomasis R., Teatro e psicanalisi come vasi comunicanti, in Teatro e Storia, VIII, n. 2, ottobre 1993
Sono riferimenti specifici sul teatroterapia ma secondo me non puoi fare a meno di contestualizzare il tuo discorso nel dibatitto sull'appropriatezza dell'uso del teatro nel sociale, guarda per esempio:
Bernardi C., Cuminetti B. (a cura di), L’ora di teatro. Orientamenti europei ed esperienze italiane nelle istituzioni educative, Euresis, Milano 1998.
Bernardi C., Caminetti B., Dalla Palma S. (a cura di), I fuoriscena. Esperienze e riflessioni sulla drammaturgia nel sociale, Euresis, Milano 2000.
Infine se vuoi dare una dimensione critica alla tua tesi dovresti prendere un pò in esame quelli che sono per un Teatro "puro" fuori dal sociale (anche se poi ha inevitebilmente ricadute su di esso) che si muovono un pò su di un limite...Per la parte dei teatranti puoi vedere per esempio Pippo del Bono oppure la Compagnia della Fortezza (guarda anche il teatro delle Albe di Martinelli); per la parte antropologica e soprattutto per un'interessante critica alle "funzioni" (sociali, terapeutiche ecc...) del teatro vedi Piergiorgio Giacchè saggi del tipo "Il teatro come ‘attore’ del terzo sistema", oppure "Consumare teatro", in Teatro e storia, n 19, anno XII, 1997
e altre cose che adesso non ho sotto mano. |
|
|
|
 |
futis
A. afarensis


Registrato: 10 Lug 2003
Messaggi: 185
Località: Arzignano (VI)
Status: Offline
|
  Inviato:
04 Gen 2010 - 18:30 |
|
|
ciao
se il tempo stringe perchè non ti concentri solo sul teatro degli oppressi di Boal?
http://en.wikipedia.org/wiki/Augusto_Boal
E' una prospettiva veramente antropologica. Altrimenti rischi di perderti nei meandri dell'ermeneutica psicoterapeutica, che non aiuta...
Buon lavoro. |
|
|
|
 |
Piedolo
H. habilis


Registrato: 10 Nov 2005
Messaggi: 235
Località: Monfalcone / Venezia
Status: Offline
|
  Inviato:
07 Gen 2010 - 12:57 |
|
|
approfitto di questa discussione e magari contribuirò nei prossimi giorni con qualche testo sulla valenza terapeutica del teatro di figura, ma vorrei chiedervi.
Io sono laureando specialistico in antropologia culturale a Venezia, vedo un futuro sempre più grigio, son sempre più deluso dalla materia (in parte) ma soprattutto dal trattamento riservatoci in italia.
Comunque, mi diletto con marionette e burattini nel tempo libero e vorrei mettermi un po' sotto e approfondire il teatro di figura. Credete sia possibile sfruttare la laurea in antropologia per costruirsi un futuro all'interno del mondo dell'arteterapia e drammaterapia? Oppure devo ricominciare tutto da zero e buttare via la laurea? |
|
|
|
 |
futis
A. afarensis


Registrato: 10 Lug 2003
Messaggi: 185
Località: Arzignano (VI)
Status: Offline
|
  Inviato:
07 Gen 2010 - 14:01 |
|
|
ciao Piedolo
la parola "terapia" è sempre delicata perchè nell'attuale legislazione italiana essa è esercitata da figure professionali ben precise in forme (abbastanza) codificate.
Una strada che potrebbe permettere di costruirsi una professionalità che sta crescendo anche in Italia è quella del counseling. Ne esistono per tutte le prospettive, con una laurea in antropologia avresti un'ottima base per accedere ai corsi triennali (alcuni quadriennali) di "counseling artistico e espressivo" e potresti operare con partita iva in determinate condizioni di esercizio presso enti soprattutto privati, associazioni, terzo settore.
Questa è una possibilità, anche se non è agevole garantirsi un reddito che permetta di sopravvivere....ma qualcosa si può fare. |
|
|
|
 |
|
|
Powered by MDForum 2.0.1© 2003-2005 MAXdev Tema grafico by subRebel del sito ktauber modificato e ottimizzato per MDForum da TiMax Supporto italiano by Open Italia |
|