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lucapelolargoOffline
A. afarensis
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Messaggio   Inviato: 27 Ott 2006 - 00:05 Rispondi citando Torna in cima
Oggetto: Erba libera!!

Salve a tutti!
Spero non dia fastidio a nessuno se apro un topic sulla marijuana.
Ho potuto constatare che l'antropologia si è già occupata di questa pianta (Harris, marijuana in Messico e in Costa Rica) tra l'altro con tesi molto interessanti riguardo la dipendenza da fattori puramente sociali dell'effetto che il THC produce negli individui.

Di documentari su questa sostanza ne è piena la rete, ma devo dire di non ottima qualità, certamente godibilissimi ma ben poco scientifici.

Le domande che volevo porre in questa sede sono diverse.

Innanzitutto: la tesi di Harris può in qualche modo influire sul dibattito fra proibizionisti e antiproibizionisti? (nessuno dei documentari che ho visto la riportava...)
In altre parole, se l'effetto che la marijuana produce è socialmente determinato, non è anche questo un fattore che riduce la sua pericolosità e una possibile arma da usare contro chi ne vorrebbe proibire anche l'utilizzo a scopo medico o tessile ed addirittura come combustibile "sostenibile"? (argomento sul quale si potrebbe anche aprire un topic a parte, che ne dite? Wink )

l'antropologia, oltre che valutare gli effetti sociali dell'utilizzo della canapa, insieme alla sua storia ecc., ha mai alzato la voce contro coloro che la condannano e la dipingono come una "male" della società, ribaltando arbitrariamente i rapporti di causa ed effetto fra l'utilizzo di tale sostanza e il crescente svilupparsi delle mafie internazionali e nazionali nel territorio?

per ora mi fermo qui...
a voi Wink

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PiedoloOffline
H. ergaster
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Messaggio   Inviato: 27 Ott 2006 - 08:48 Rispondi citando Torna in cima

IO sinceramente, credo che in tutta questa spinosa questione non ci sia alcun tipo di possibilità per l'antropologo di dire la sua, semplicemente perchè credo che tutto si risolverebbe in assenza di forti pressioni delle multinazionali del tabacco e di ipocrisie e moralismi beceri di ogni tipo.
L'unica questione sulla quale si potrebbe e dovrebbe dibattere è quella medica, ma fino ad ora nessuno è mai morto pe na canna.
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sarabruniOffline
A. afarensis
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Messaggio   Inviato: 27 Ott 2006 - 12:17 Rispondi citando Torna in cima

Beh per intervenire in questa discussione da ignorante vi domando per prima cosa di illustrare un pochino la tesi di Harris, io non la conosco. Wink
Effettivamente di pseudo letteratura sull'argomento ce n'è a pacchi, ma veramente a pacchi!!

Comunque a mio avviso abbiamo fatto un grande passo avanti soprattutto nel Lazio, dove sono state riconosciute le potenzialità antidolorifiche della pianta da utilizzare in terapie contro il dolore in casi di diverse infermità..cercherò qualche articolo con più calma, in ogni caso se n'è parlato ultimamente..

Ciao Sara
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lucapelolargoOffline
A. afarensis
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Messaggio   Inviato: 27 Ott 2006 - 14:02 Rispondi citando Torna in cima

è semplice, in pratica fra i contadini della Costa Rica è diffuso l'utilizzo della marijuana. il fatto è che loro dicono che la prendono per poter lavorare meglio ed in effetti è stato dimostrato che la produttività di quelli che ne fanno uso è maggiore di quelli che non la fumano. come saprai in "Occidente" uno degli effetti collaterali delle "droghe leggere" è un certo calo dell'attenzione e, in parole povere, la "svogliatezza".
l'effetto fra i consumatori occidentali e i contadini della Costa Rica sembra quindi l'opposto.
Harris dice in pratica che questo è possibile se si considera ma marijuana come una non-droga "socialmente psicotropa", cioè uno ottiene gli effetti che si aspetta da essa per i quali è stato preparato dalla società. un po' (credo) come per il peyotl che ha effetti diversi sullo sciamano e sul fricchettone Smile

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FranzLisztOffline
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Messaggio   Inviato: 27 Ott 2006 - 15:41 Rispondi citando Torna in cima

Ti quoto totalmente, Luca!
Infatti sto pensando che ho qualche antenato in Costa Rica, visto che l'uso fa aumentare la mia concentrazione, NON LA MIA CREATIVITA'! Surprised
Per la vostra scienza, io credo che voi antropologi e soprattutto sociologi,dovreste avere VOI la prima parola sull'argomento in questione (e non solo)e dovreste avere addirittura in mano le redini dell'andamento della società intera (infatti passate la vita a studiarla!). Ma purtroppo c'è sempre la persona sbagliata al posto sbagliato: l'avvocato vuole fare il musicista, l'imprenditore vuole fare il sociologo, il medico vuole fare il politico e via discorrendo...
Sigh, è sempre la stessa storia... Crying or Very sad
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francescoOffline
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Messaggio   Inviato: 29 Ott 2006 - 14:53 Rispondi citando Torna in cima

Bene, per quanto riguarda l'uso medico, se la cosa vi interessa, intanto consiglio di dare un'occhiata al sito www.medicalcannabis.it
anche la medicina è antropologia (applicata!)
Francesco
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StooraOffline
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Messaggio   Inviato: 30 Ott 2006 - 10:54 Rispondi citando Torna in cima

Premetto che antropologicamente parlando sono quasi-ignorante sebbene appassionata, cmq mi sento chiamata in causa a rispondere. Rolling Eyes Sono d'accordissimo con Luca: credo che l'uso che della marijuana facciamo noi occidentali sia concettualmente diverso da quello che viene fatto da altre popolazioni, e che anche il suo effetto sia condizionato dal nostro approccio un po' fricchettonesco. Cmq grazie per la dritta, devo assolutamente procurarmi quel libro!
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mipatopOffline
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Messaggio   Inviato: 31 Ott 2006 - 17:08 Rispondi citando Torna in cima

Interessante argomento!
e interessante questa tesi di Harris. Mi è sfuggito il titolo dello studio però.
Ad ogni modo vorrei porre l'attenzione sul fatto che per una pianta di canapa coltivata in casa, si rischiano con la legge attuale da 6 a 20 anni di carcere, cioè circa come per l'omicidio.
Ora mi sembra che questa cosa meriti mooolta attenzione da quanti si occupano di discipline sociali e sono interessati all'argomento Canapa.
Del resto è scoraggiante vedere la reazione a certi argomenti.....ho provato qui, http://www.forumartimarziali.com/forum/ ... ic=12615.0 insieme al mio compagno a trattare l'argomento.........sono una 20ina di pagine in cui si è cercato di consapevolizzare un minimo rispetto agli effetti della canapa......


Milena
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Messaggio   Inviato: 31 Ott 2006 - 19:11 Rispondi citando Torna in cima

ciao Milena.
devo confessarti che non sono riuscito a leggere tutto il topic che hai postato, 23 pagine sono davvero troppe... io sono arrivato a 4 Sad
forse con tutte queste canne la mia concentrazione è andata in malora Wink

no a parte gli scherzi, volevo fare i complimenti a te e al tuo ragazzo per esservi buttati in una cosa del genere, io non credo che avrei resistito molto senza passare agli insulti ( che sia sempre il thc che mi fa diventare irascibile???)
tempo fa sono intervenuto assieme a mio fratello in un topic su un sito fantasy che si chiedeva cosa c'era dopo la morte, ma dopo la terza persona che rispondeva "inferno purgatorio e paradiso" (la maggioranza diceva "che mi frega?" oppure, ancora peggio "i miei cari che mi abbracciano" o cose così) non ce l'ho fatta a continuare e non ho più risposto.

ci vuole davvero fegato a fare certi discorsi con gente del genere, complimenti ancora!!! Smile

una cosa però appare subito molto chiara: c'è un po' troppa disinformazione.
o meglio c'è troppa informazione faziosa!
un po' però credo sia colpa anche di noi frichettoni Wink che effettivamente tendiamo troppo a semplificare il problema.
insomma, qui se uno solo prova a difendere le ragioni dico degli zapatisti ( lasciamo perdere subito il medio oriente che è meglio) gli danno del terrorista.. non è facile ragionare con chi non ragiona per abitudine.
voi come fate?

[OT] se vuoi ti posto il link di quella discussione http://www.fantasyitalia.it/forum/viewtopic.php?t=4668

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lucapelolargoOffline
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Messaggio   Inviato: 31 Ott 2006 - 19:12 Rispondi citando Torna in cima

ah mi ero dimenticato, mio fratello è LSD nel forum sopracitato Wink

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mipatopOffline
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Messaggio   Inviato: 31 Ott 2006 - 19:55 Rispondi citando Torna in cima

Citazione:
[quote="lucapelolargo"]

no a parte gli scherzi, volevo fare i complimenti a te e al tuo ragazzo per esservi buttati in una cosa del genere, io non credo che avrei resistito molto senza passare agli insulti ( che sia sempre il thc che mi fa diventare irascibile???)
...........
ci vuole davvero fegato a fare certi discorsi con gente del genere, complimenti ancora!!! Smile
una cosa però appare subito molto chiara: c'è un po' troppa disinformazione.
o meglio c'è troppa informazione faziosa!
un po' però credo sia colpa anche di noi frichettoni Wink che effettivamente tendiamo troppo a semplificare il problema.
insomma, qui se uno solo prova a difendere le ragioni dico degli zapatisti ( lasciamo perdere subito il medio oriente che è meglio) gli danno del terrorista.. non è facile ragionare con chi non ragiona per abitudine.
voi come fate?


Beh, complimenti a te, 4 pagine già non è male, magari la sera prima di andare a dormire una pagina alla volta riuscirai a leggere tutto se ti va (forse ne vale la pena); ci sono cose interessanti, alti e bassi, il tipo che ti arriva a pagina 10 e rifà le stesse domande......
Riguardo a come abbiamo fatto, beh! è un forum di arti marziali, un "tatami" virtuale ce ne si dà che ce ne si dà. Il fatto comunque è che l'argomento ci ha toccato molto da vicino e le nostre ragioni dovremo andare ad esporle davanti ad un giudice: si è fatto un pò d'allenamento Wink

Mi

Citazione:
"[OT] se vuoi ti posto il link di quella discussione http://www.fantasyitalia.it/forum/viewtopic.php?t=4668


Interessante comunque l'argomento....Personalmente credo che ci sia un "durante la Morte" ed in questo frangente un casino di problemi di ricorsività tali da renderti partecipe e costituente del Mandala dell'universo....e non per parafrasare ma.....: Tu sei il campo e l'osservatore del campo.
perche? per esperienza personale....inconfutabile inquanto evento elettro/chimico.

Pa
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Messaggio   Inviato: 01 Nov 2006 - 13:57 Rispondi citando Torna in cima

allora, torniamo a noi...
ma l'antropologia in tutto questo non si è ritagliata un ruolo dominante, perché?
non proprio l'antropologia, a mio avviso, la scienza più adatta a studiare le varianti degli effetti nell'assunzione delle "droghe" quali il setting, le condizioni sociali, lo stato emotivo ecc?
non è l'antropologia la scienza che più sarebbe adatta a distinguere una volta per tutte le droghe dalle non-droghe?

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Messaggio   Inviato: 01 Nov 2006 - 17:00 Rispondi citando Torna in cima

A mio avviso non si tratta semplicemente di distinguere le droghe dalle non droghe. La Mariuana è effettivamente una droga, nell'accezione comune di tale parola, poichè interagisce col cervello ed ha effetti psicoattivi.
Potremmo partire già dalla stessa parola droga che ha assunto un significato diverso da quello etimologico. La parola infatti viene dall'olandese "drog" che vuol dire "secco" termine che si usava per designare gli estratti e le piante secche. Quest'uso resta ancora attestato nella parola "drogheria" per quanto ormai desueta.
Insomma etimologicamente la parola "droga" non designa necessariamente una sostanza psicoattiva.
Di conseguenza il "problema" passa immediatamente all'ambito sociale, poichè ogni società decide quali piante e sostanze psicoattive possano essere legalmente utilizzate, e ciò non avviene sempre in considerazione di fattori che riguardano la pubblica salute, ma spesso in ossequio a dettami politici. La nostra società,ad esempio, ammette l'uso di alcool e tabacco, per alcuni versi-quasi tutti- ben più dannosi per la salute rispetto alla canapa- regolamenta l'uso di oppiacei che lo stato stesso distribuisce quando si verifichino determinate condizioni, ma vieta assolutamente e senza nessuna giustificazione che tenga, l'uso della Canapa. Persino gli usi non ludici di questa povera pianta sono soggetti a strettissime norme, che di fatto rendono molto problematica la sua coltivazione(ad esempio i semi per la Canapa ad uso tessile possono essere comprati in italia da un' unica ditta, a sacchi di 50 chili ; e ci vuole una estenzione minima in etteri per poter coltivare, ecc). Inoltre la Canapa per uso tessile è sempre Canapa che in condizioni di stress potrebbe produrre una quantità di thc superiore a quella legalmente consentita........un bel casino cosicchè uno da produttore di fibra tessile si trova a diventare produttore di sostanza stupefacente illecita ! Brutta sorte per una pianta che ha dato tessuti erano considerati nell'antichità talmente preziosi da essere ritratti in contesti fortemente mitologici e rituali(la prima attestazione della parola greca "kanna" si trova su un vaso etrusco di Cere su cui è rappresentato il viaggio degli Argonauti in Kolkide; essi ricevono in dono da Kolki un rotolo di stoffe, una vela, designato appunto con la parola "kanna")

L'Anrtropologia a mio avviso dovrebbe aiutarci a comprendere il rapporto dell'uomo con le piante in generale e con le sostanze psicoattive in particolare.
In genere nelle società tradizionali l'uso di certe sostanze è parte integrante della cultura e in vario modo ritualizzato( A proposito è stato recentemente attestato l'usodi funghi allucinogeni ritrovati in contesto rituale in un villaggio neolitico sul lago di Bracciano). Quello che noi oggi abbiamo perso, credo, è la coscienza e la centralità di certi rituali e sebbene vestigia di essi persistano sia nelle cerimonie religiose cristiane( il vino) sia vengano reinventati e ripescati nella memoria collettiva che fa sì che gli adolescenti in un modo o in un altro comunque continuino ad usare sostanze psicoattive- sia legali che illegali- in certi contesti(tipo il sabato sera) porta in realtà a una grossa ignoranza sull'uso appropriato di certe sostanze, sui loro effetti, sull'interazione reciproca uomo-pianta psicotropa, col risultato che veramente ed effettivamente se ne perde il controllo.
In tal modo si è creato il poblema sociale della droga...

Milena
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Messaggio   Inviato: 01 Nov 2006 - 23:46 Rispondi citando Torna in cima

Citazione:

la prendono per poter lavorare meglio ed in effetti è stato dimostrato che la produttività di quelli che ne fanno uso è maggiore di quelli che non la fumano. come saprai in "Occidente" uno degli effetti collaterali delle "droghe leggere" è un certo calo dell'attenzione e, in parole povere, la "svogliatezza".


In Occidente è stato dimostrato sotto i miei occhi che la marjuana prima di essere venduta al pubblico viene bagnata da un'altra sostanza allucinogena chiamata LYSOFORM, si proprio quello del bagno Very Happy Twisted Evil
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Messaggio   Inviato: 02 Nov 2006 - 08:49 Rispondi citando Torna in cima

La famosa erba all'ammoniaca........è ancora una volta una conseguenza dell' illegalità a cui è stata condannata la pianta. Perchè se uno mette un seme a terra e fa crescere la sua Maria buona qualità, costo zero ,niente ammoniaca o lisoform e nessuno ci guadagna niente......un tipo una volta ha proposto di autotassarci la coltivazione.....! Non era in fondo una cattiva idea. Ora come ora droga(qualsiasi) illegale vuol dire pessima qualità ed alto prezzo......Tralascio osservazioni sul sistema carcerario che in effetti si fonda e funziona sui piccoli reati.......

Milena
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Messaggio   Inviato: 03 Nov 2006 - 00:36 Rispondi citando Torna in cima

ciao milena

sappiamo che l'argomento è molto interessante e appassionante, però è anche molto vasto. sulla marijuana si potrebbe dire un sacco di cose e affrontare un milione di discussioni con prospettive diverse, dall'uso medico alla sua storia, dalla sua posizione nei traffici illegali internazionali al suo essere una droga o meno ecc.
ora tuttavia non conviene a noi tentare di porre l'accento su un aspetto piuttosto che su un altro perché, data la molteplicità dei punti di vista, ci si perderebbe.

parlo in generale, se l'argomento ti piace o ti appassiona, a te come ad altri, ma sei più interessata all'aspetto legale piuttosto che a quello antropologico, o se si volesse discutere più approfonditamente del suo utilizzo in medicina o come combustibile o altre cose, ci conviene aprire altri topic, magari anche una decina, piuttosto che pretendere di affrontare tutti questi aspetti importanti in una sola discussione.

credo sia più utile avere molte discussioni aperte e ordinate e coerenti (e quindi utili) piuttosto che tenere un topic solo nel quale sfogarsi parlando di quello che di quell'argomento ci sta a cuore, rischiando di perderci o di poi non capirci più niente, no? Wink

ti invito perciò ad aprire un topic in questa sessione o in un'altra dove si possa parlare in maniera più approfondita degli altri utilizzi possibili della marijuana, di giustizia, magari sfogarsi anche un po' ecc, ok?

ciao Smile

Luca

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Messaggio   Inviato: 03 Nov 2006 - 08:05 Rispondi citando Torna in cima

questo mi sembrava abbastanza antropologico..... o mi rimandi a settembre?


Citazione:

A mio avviso non si tratta semplicemente di distinguere le droghe dalle non droghe. La Mariuana è effettivamente una droga, nell'accezione comune di tale parola, poichè interagisce col cervello ed ha effetti psicoattivi.
Potremmo partire già dalla stessa parola droga che ha assunto un significato diverso da quello etimologico. La parola infatti viene dall'olandese "drog" che vuol dire "secco" termine che si usava per designare gli estratti e le piante secche. Quest'uso resta ancora attestato nella parola "drogheria" per quanto ormai desueta.
Insomma etimologicamente la parola "droga" non designa necessariamente una sostanza psicoattiva.
Di conseguenza il "problema" passa immediatamente all'ambito sociale, poichè ogni società decide quali piante e sostanze psicoattive possano essere legalmente utilizzate, e ciò non avviene sempre in considerazione di fattori che riguardano la pubblica salute, ma spesso in ossequio a dettami politici. La nostra società,ad esempio, ammette l'uso di alcool e tabacco, per alcuni versi-quasi tutti- ben più dannosi per la salute rispetto alla canapa- regolamenta l'uso di oppiacei che lo stato stesso distribuisce quando si verifichino determinate condizioni, ma vieta assolutamente e senza nessuna giustificazione che tenga, l'uso della Canapa. Persino gli usi non ludici di questa povera pianta sono soggetti a strettissime norme, che di fatto rendono molto problematica la sua coltivazione(ad esempio i semi per la Canapa ad uso tessile possono essere comprati in italia da un' unica ditta, a sacchi di 50 chili ; e ci vuole una estenzione minima in etteri per poter coltivare, ecc). Inoltre la Canapa per uso tessile è sempre Canapa che in condizioni di stress potrebbe produrre una quantità di thc superiore a quella legalmente consentita........un bel casino cosicchè uno da produttore di fibra tessile si trova a diventare produttore di sostanza stupefacente illecita ! Brutta sorte per una pianta che ha dato tessuti erano considerati nell'antichità talmente preziosi da essere ritratti in contesti fortemente mitologici e rituali(la prima attestazione della parola greca "kanna" si trova su un vaso etrusco di Cere su cui è rappresentato il viaggio degli Argonauti in Kolkide; essi ricevono in dono da Kolki un rotolo di stoffe, una vela, designato appunto con la parola "kanna")

L'Anrtropologia a mio avviso dovrebbe aiutarci a comprendere il rapporto dell'uomo con le piante in generale e con le sostanze psicoattive in particolare.
In genere nelle società tradizionali l'uso di certe sostanze è parte integrante della cultura e in vario modo ritualizzato( A proposito è stato recentemente attestato l'usodi funghi allucinogeni ritrovati in contesto rituale in un villaggio neolitico sul lago di Bracciano). Quello che noi oggi abbiamo perso, credo, è la coscienza e la centralità di certi rituali e sebbene vestigia di essi persistano sia nelle cerimonie religiose cristiane( il vino) sia vengano reinventati e ripescati nella memoria collettiva che fa sì che gli adolescenti in un modo o in un altro comunque continuino ad usare sostanze psicoattive- sia legali che illegali- in certi contesti(tipo il sabato sera) porta in realtà a una grossa ignoranza sull'uso appropriato di certe sostanze, sui loro effetti, sull'interazione reciproca uomo-pianta psicotropa, col risultato che veramente ed effettivamente se ne perde il controllo.
In tal modo si è creato il poblema sociale della droga...

Milena



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Messaggio   Inviato: 04 Nov 2006 - 13:11 Rispondi citando Torna in cima

non essere permalosa, mi riferivo a prima, non stavo quotando il tuo ultimo messaggio, vai tranquilla Wink

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sarabruniOffline
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Messaggio   Inviato: 08 Nov 2006 - 20:25 Rispondi citando Torna in cima

Salve a tutti,

Visto che si tratta della amica Mariagiovanna forse in questo ambito, per parlare da antropologi sull'interazione fra la pianta il suo contesto culturale e sociale ci vorrebbe proprio uno studio di etnobotanica.
Mi riscopro ignorante su ll'argomento (solo nella teoria..perchè nella pratica... Very Happy ) mi verrebbe quindi da chiedere ...visto che siamo fra noi..c'è qualcuno in grado di farci un breve riassunto sull'uso di questa pianta che non sia per scopi ludici in contesti extraeuropei? Mipatop ha dato degli spunti interessanti ..ne sappiamo di più?

Boh la butto li..credo che per rispondere alle domande con cui è iniziata questa discussione potremmo partir da qui..dall'etnobotanica, che ne dici Lucapelolargo? Mamma mia effettivamente è un campo cosi vasto che è difficile gestirlo e non saprei da dove iniziare..però vedo che c'è gente preparata Smile Ce la possiamo fare!!! Facciamo un punto della situazione?
Ciao
Sara
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Messaggio   Inviato: 09 Nov 2006 - 22:31 Rispondi citando Torna in cima

allora procediamo con il punto della situazione...

la marijuana è una pianta che l'uomo usa da millenni per diversi motivi cerimoniali, ludici, tessili, medici ecc...

per le sue capacità psicoattive tuttavia la sua storia non è sempre stata molto felice, visto che molti governi hanno deciso la sua illegalità, volendo contrastare soprattutto l'utilizzo ludico di tale sostanza, impedendo però in definitiva anche tutti gli altri utilizzi che tanto gioverebbero a chi ne fa uso, al pianeta stesso ecc..

milena infatti ha detto:
Citazione:
Persino gli usi non ludici di questa povera pianta sono soggetti a strettissime norme, che di fatto rendono molto problematica la sua coltivazione


questo argomento "scottante" può essere affrontato da molte angolazioni diverse

Citazione:
sappiamo che l'argomento è molto interessante e appassionante, però è anche molto vasto. sulla marijuana si potrebbe dire un sacco di cose e affrontare un milione di discussioni con prospettive diverse, dall'uso medico alla sua storia, dalla sua posizione nei traffici illegali internazionali al suo essere una droga o meno ecc.
ora tuttavia non conviene a noi tentare di porre l'accento su un aspetto piuttosto che su un altro perché, data la molteplicità dei punti di vista, ci si perderebbe.


vista la sua complessità ho proposto di aprire diversi topic sull'argomento ceh lo affrontassero ognuno sotto uno specifico aspetto in modo da rendere più ampia e approfondita la discussione senza rendere caotica questa, il cui scopo era semplicemente quello di domandarsi

Citazione:
Di documentari su questa sostanza ne è piena la rete, ma devo dire di non ottima qualità, certamente godibilissimi ma ben poco scientifici.


Citazione:
Innanzitutto: la tesi di Harris può in qualche modo influire sul dibattito fra proibizionisti e antiproibizionisti? (nessuno dei documentari che ho visto la riportava...)
In altre parole, se l'effetto che la marijuana produce è socialmente determinato, non è anche questo un fattore che riduce la sua pericolosità e una possibile arma da usare contro chi ne vorrebbe proibire anche l'utilizzo a scopo medico o tessile ed addirittura come combustibile "sostenibile"? (argomento sul quale si potrebbe anche aprire un topic a parte, che ne dite? )

l'antropologia, oltre che valutare gli effetti sociali dell'utilizzo della canapa, insieme alla sua storia ecc., ha mai alzato la voce contro coloro che la condannano e la dipingono come una "male" della società, ribaltando arbitrariamente i rapporti di causa ed effetto fra l'utilizzo di tale sostanza e il crescente svilupparsi delle mafie internazionali e nazionali nel territorio?


piedolo ha provato a rispondere

Citazione:
IO sinceramente, credo che in tutta questa spinosa questione non ci sia alcun tipo di possibilità per l'antropologo di dire la sua, semplicemente perchè credo che tutto si risolverebbe in assenza di forti pressioni delle multinazionali del tabacco e di ipocrisie e moralismi beceri di ogni tipo.


aggiungo ancora una autocitazione

Citazione:
ma l'antropologia in tutto questo non si è ritagliata un ruolo dominante, perché?
non proprio l'antropologia, a mio avviso, la scienza più adatta a studiare le varianti degli effetti nell'assunzione delle "droghe" quali il setting, le condizioni sociali, lo stato emotivo ecc?
non è l'antropologia la scienza che più sarebbe adatta a distinguere una volta per tutte le droghe dalle non-droghe?


domanda alla quale mlena ha in parte risposto dicendo

Citazione:
A mio avviso non si tratta semplicemente di distinguere le droghe dalle non droghe. La Mariuana è effettivamente una droga, nell'accezione comune di tale parola, poichè interagisce col cervello ed ha effetti psicoattivi.


ma sulla quale si potrebbe dire ancora molto, no? Wink

oddio che faticaccia...

uff, spero di non essermi dimenticato niente di importante...

allora

a voi cari antropini Wink

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Messaggio   Inviato: 10 Nov 2006 - 17:27 Rispondi citando Torna in cima

Chiaramente si tratta di una discussione non semplice in cui possono emergere o meno fattori che con l'analisi antropologica del tema centrano poco o nulla. In effetti, una cosa che mi stupisce è che non ci siano veri insegnamenti di metodo per i giovani antropologi che facciano capire l'importanza dell'astrazione rispetto al contesto in studio, specie se questo implica eventuali toni molto discordanti se non addirittura accesi.

Con un tema del genere è difficile che si intervenga, per non essere bollati come "pro" o "contro" una droga, con annessi e connessi. Quante persone stanno leggendo questo thread incuriosite, ma guardandosi bene dall'intervenire? Wink

Vero che siamo tutti primati fallaci e che non è facile, ma a volte non si fa neanche lo sforzo di domandarsi quanto della nostra mentalità è riversato nell'analisi di una problematica. Credo che molti problemi dell'antropologia contemporanea siano qui, ma potrei sbagliarmi...

Sappiamo che la marijuana ha effetti psicotropi, ma che vuol dire? Non è una domanda retorica, la definizione non è chiarissima. Per il vocabolario dello Zingarelli, edizione non nuovissima a dire il vero, psicotropo si dice "di farmaco che agisce o influisce sui processi psicologici". Nella "Garzantina" delle Scienze non ho trovato il termine in sè, ma la definizione di psicofarmaci: "o farmaci psicotropi, sono sostanze terapeutiche naturali o di sintesi in grado di modificare le funzioni superiori del sistema nervoso, come la percezione, l'ideazione, la memoria, l'emotività, il tono dell'umore.".

Da notare che non si parla di "sostanze" o "composti chimici", ma di farmaci. Secondo questa definizione, il vino, ad esempio, non è psicotropo, eppure mi sembra che alzando il gomito gli effetti siano praticamente gli stessi! Wink

Andiamo avanti... Non trovo sulla Garzantina la definizione di "droga", mentre sul dizionario è, almeno nel contesto che ci interessa, "sostanza di origine vegetale o sintetizzata chimicamente ad azione stupefacente". Bene, andiamo a stupefacente, che non si sa mai si potrebbe confondere con una coniugazione di "stupire"! Very Happy
Sempre sul dizionario leggo "sostanza che agisce sul sistema nervoso dell'uomo provocando un gradevole stato di ebbrezza e capace di ingenerare uno stato di assuefazione, cui seguono gravi alterazioni somatiche e psichiche.".

Non è detto che si parli per forza del sistema nervoso umano, visto che esistono esempi di uso di "droghe" da parte di altri animali e non è detto che ci sia "ebbrezza". In ogni caso, la definizione di "stupefacente" è molto simile a quella di "psicotropo", termine usato solo per i farmaci, come detto sopra. Ma allora che differenza sussiste? Wink

Già questo è un problema linguistico che pone un quesito a monte sulla percezione che la società (teniamo il termine "astratto") ha nei confronti delle droghe e che si riflette in questa discussione, in un modo o nell'altro. L'antropologo dovrebbe andare oltre, delineando la questione fin dal suo contesto linguistico, scremando le variabili che non fanno altro che intoridire le acque. Cosa più che possibile e che si connette al discorso di "metodo" che ho fatto all'inizio di questo post.
Secondo me, si potrebbe partire da alcune osservazioni di carattere etnografico, come quelle riportate sempre sul sito di Samorini o la stessa descrizione di Harris sull'uso della marijuana in America Centrale. Harris è praticamente il padre dell'antropologia materialista, se ben ricordo, e predilige le spiegazioni pratiche rispetto a una problematica antropologica. Spiegazioni molto funzionali, che personalmente mi trovano d'accordo, ma che forse tralasciano i significati simbolici in altri contesti.
Ma qui la palla ritorna agli antropologi culturali, sono andato già ben oltre le mie poche competenze! Wink

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Messaggio   Inviato: 12 Ott 2008 - 10:47 Rispondi citando Torna in cima

allora cari antropini.
per pura curiosità mi piacerebbe resuscitare una discussione nata e morta molto tempo fa... una discussione che probabilmente sta a molti a cuore e che non smette mai di essere attuale, soprattutto ora con la nuova ondata di ostilità che caratterizza qusto periodo della storia italiana.
allora, vorrei nuovamente porre l'accento sull'argomento principale della discussione: può l'antropologia, anche in base alla tesi di Harris, influire una volta tanto concretamente nel dibattito politico riguardo l'uso della cannabis?

vediamo se siamo interessati a disturbare ancora una volta questi fantasmi... Razz

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Messaggio   Inviato: 13 Ott 2008 - 15:46 Rispondi citando Torna in cima

non so se i nostri politicanti (quelli che decidono per noi) sono in grado di cogliere un cenno antropologico ... ne dubito !!!!

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Messaggio   Inviato: 13 Ott 2008 - 21:34 Rispondi citando Torna in cima

non essere così laconico DM.D Wink
questo mi sembra un buono spunto per poter parlare un po' anche dei limiti dell'antropologia come scienza attiva, delle sue difficoltà ad essere di larga presa.
come mai dubiti? i "cenni antropologici" perlopiù sono cose piuttosto semplici e a volte pure scontate, forse il problema sta solo nell'intenzione di capire.

dice sinteticamente Harris: alcuni lavoratori della terra messicani possono trarre vantaggio dall'utilizzo della cannabis per quanto riguarda la produttività nel loro lavoro. pertanto le capacità psicotrope della sostanza sono fortemente legate alla cultura di appartenenza del consumatore.

non è mica astrofisica questa, è un concetto semplice. e allora perché sono così sicuro che un Fini non abbia minimamente tenuto conto di questo semplice concetto nel suo legiferare? mah

molti sanno della macchina a etanolo di canapa di Ford, la Fort T, e di come questa non abbia avuto un futuro a causa delle pressioni del mercato del petrolio. si può identificare in questo punto in momento in cui la canapa ha iniziato ad essere chiamata droga. e lo ritengo pure molto plausibile.
ma è possibile supporre che sia ancora questa la causa del suo rifiuto in medicina, nell'industria tessile o nell'uso privato? di questo non sono convinto. queste cause strutturali si devono per forza modificare col tempo, permeando diversi strati della società, fino ad arrivare all'immaginario, per poi produrre nuove strutture (perdonatemi vi prego la mia astrusa teoria delle strutture dialettiche strutturanti, peraltro appena inventata di punto in bianco Razz ). in altre parole oltre al pericolo sul mercato economico, la marijuana ha assunto un ruolo di tabu sociale che si ripercuote anche nei suoi usi più legittimi. per quante persone quella sarebbe una macchina che "va a droga" o quello un "maglione fatto di droga"? (il pensiero sinceramente mi fa sorridere)
ed è qui che l'antropologia dovrebbe intervenire, ma dove sta il problema dell'antropologia? tra l'altro sicuramente nell'essere "di nicchia", perché si alimenta e circola all'interno di un cerchio ristretto, in ambienti per addetti ai lavori. la nostra scienza è stata forse troppo tempo una scienza muta, non senza argomenti, o con le domande sbagliate, ma con risposte rivelate allo specchio.

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Messaggio   Inviato: 13 Ott 2008 - 21:42 Rispondi citando Torna in cima

Lupo ha scritto:

Sappiamo che la marijuana ha effetti psicotropi, ma che vuol dire? Non è una domanda retorica, la definizione non è chiarissima. Per il vocabolario dello Zingarelli, edizione non nuovissima a dire il vero, psicotropo si dice "di farmaco che agisce o influisce sui processi psicologici". Nella "Garzantina" delle Scienze non ho trovato il termine in sè, ma la definizione di psicofarmaci: "o farmaci psicotropi, sono sostanze terapeutiche naturali o di sintesi in grado di modificare le funzioni superiori del sistema nervoso, come la percezione, l'ideazione, la memoria, l'emotività, il tono dell'umore.".

Da notare che non si parla di "sostanze" o "composti chimici", ma di farmaci. Secondo questa definizione, il vino, ad esempio, non è psicotropo, eppure mi sembra che alzando il gomito gli effetti siano praticamente gli stessi! Wink


giusto, mi ero dimenticato di fare questa precisazione.
potrei sbagliarmi, Lupo, ma mi sembra che venga definito farmaco qualsiasi sostanza che abbia un principio attivo in grado di interagire col corpo, e perciò, in un senso molto allargato, anche la marijuana l'alcol e il caffé sono a parimerito considerabili dei farmaci Wink
grazie ancora all'immenso Lupo che ci ha dimostrato con una ricerca molto semplice (ma che in molto pochi hanno voglia di condurre) come anche a livello linguistico, e quindi anche concettuale, ci sia molta ma molta confusione.

saluti

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Messaggio   Inviato: 19 Mar 2009 - 18:47 Rispondi citando Torna in cima

Ho letto tutti i vostri messaggi ma non mi sembra di avvertire qual cosa di antropologico.
La natura ha dato a tutte le forme viventi degli organi per determinati usi specifici.
Alle antropomorfe,alle quali noi apparteniamo ha dato due occhi per vedere, due orecchie per sentire, un naso per respirare e una bocca per nutrirsi di sostanze liquide e solide.
Il fumo, in generale, è qualche cosa di antinaturale poichè usa un organo non idoneo all'uso.
La natura, al fine di proteggere e tenere pulite le sacche polmonari e fornire alle cellule l'ossigeno necessario ha inserito nell'apparato respiratorio dei filtri (mucose).
Quindi chi vuole fumare dovrebbe usare il naso ma probabilmente non proverebbe nessuna sensazione.
Fumando con la bocca tutti i gas del fumo vanno direttamente nei polmoni e di conseguenza i vari componenti dei gas inseriti vanno direttamente nel sangue e di conseguenza al cervello.
Questo processo snaturato può solo provocare delle negatività e con il tempo patologie gravi e letali.
Il minor male di qusto snaturato processo porta all'invecchiamento precoce delle cellule poichè tenute costantemente in uno stato infiammatorio.
La natura non ammette che gli organi preposti siano usati diversamente.
Pertanto la legislazione non può tollerare qualche cosa di antigienico che oltremodo diventa un costo sanitario per la collettività, al di fuori dei valori morali.
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Messaggio   Inviato: 19 Mar 2009 - 21:46 Rispondi citando Torna in cima

L'essere umano è innaturale per natura.
Al di la del suo essere biologico, tutti i comportamenti, per quanto magari fondati su basi biologiche o genetiche, sono culturali. Se l'uomo dovesse comportarsi esclusivamente considerando ciò che in lui è biologico, credo andrebbe in contro a repentina estinzione.

Che poi la marijuana sia proibita perchè dannosa per la salute, è una bufala. Uno dei segretari della commissione europea che all'epoca decise di propendere per il proibizionismo era una persona molto vicina alla Philip Morris, nota marca di sigarette.
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Messaggio   Inviato: 22 Mar 2009 - 17:52 Rispondi citando Torna in cima

Ci provo anche io. Senza pretendere di dire nulla su nessuna sostanza in quanto tale. Se l'antropologia si occupa dei tratti culturali allora ogni elemento di una cultura è un tratto culturale. Questo significa che la marjuana in Italia non è la marjuana per un abitante della Costa Rica. O almeno: non lo era. Oggi i fenomeni di globalizzazione stanno rendendo omogeneo il mondo, naturalmente. Ciò consentirebbe di considerare il tema della possibilità della marjuana di esser consideerata come elemento di una contro-sub cultura occidentale ma per ora tralasciamo. Diciamo allora che è diverso l'uso in una discoteca italiana e quello che _era_ per un contadino del centro america. Essendo diversi i tratti cultruali saranno diversi gli effetti e i risultati della marjuana come di qualsiasi altra sostanza. Non tanto perché la "natura" della sostanza viene alterata dal contesto sociale in cui è usata (mi pare scontato) ma proprio perchè il senso dell'uso è diverso. Lo è la considerazione sociale, l'attesa, il motivo dell'uso e molte altre cose. Cosicché i due consumi sono paragonabili, certo, ma solo al fine di trovarli diversi. Permettetemi un paragone: il buddhismo del Dalai-Lama è certo diverso da quello dell'India del V sec. a. C. Analogamente sarà diverso da quello di un occidentale che si proclama buddhista. Non esiste un oggetto "buddhismo" ma esistono le varie interpretazioni e gli usi che se ne fano. Il personaggio dello spettacolo che si dichiara buddhista, quasi che il buddhismo possa esser preso come si prende un caffè, in realtà semplicemente si inganna. E inganna gli altri. L'antropologia può "denaturalizzare" il buddhismo rendenolo quello che è: un prodotto culturale determinato e quindi variabile. Torniamo alla marjuana: per l'antropologo cessa di essere una sostanza (ed eviterei qundi di considerare un discorso medico a riguardo come un discorso "oggettivo") e diviene un comportamento, che ha il senso di voler significare qualcosa, di dare significato. Messa così mi sembra chiaro che il signficato del centro america non è quello della discoteca; né quello di un contadino affaticato sul campo può esser lo stesso di uno studente annoiato. Suggerirei, per concludere, di leggere ciò che dice Lanternari sul Peiote e sulla Chiesa Peiotista.
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Messaggio   Inviato: 22 Mar 2009 - 22:00 Rispondi citando Torna in cima

grazie grandissimo Kleber per aver riportato la discussione su un binario più marcatamente "antropologico". mi leggerò sicuramente il testo che hai consigliato!
non per ripetermi, Ponera, ma l'"antropologia" nella discussione c'era fin dal primo post, in quanto mi chiedevo perché non si parlasse mai dell'effetto "culturale" di tali sostanze, arrampicandosi invece in discorsi medici che come ci ha dimostrato kleber tutto sono meno che oggettivi, semmai oggettivizzanti.
certo la biomedicina riscuote molto più successo dell'antropologia, ed è forse proprio per questo che ancora oggi tali sostanze vengono fatte preda di un discorso politico che poco se ne intende, e che sicuramente non è più di tanto interessato a prendere in considerazione tesi che problematizzano un fenomeno che è veramente globale, poiché ciò non lo renderebbe più adatto al linguaggio mediatico.

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Messaggio   Inviato: 23 Mar 2009 - 08:59 Rispondi citando Torna in cima

Una persona amica mi fa notare che ho preso un abbaglio: la cannabis è originaria dell'Euroasia e non delle americhe. Ai fini del discorso non mi pare che cambi molto ma la precisazione era necessaria.
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Messaggio   Inviato: 23 Mar 2009 - 22:54 Rispondi citando Torna in cima

Laughing "L'essere umano è innaturale per natura" ma Piedolo!
Come si può affermare un paradigma di questa fattispecie!
L'uomo, come tutte le forme viventi, è opera della natura e tutto ciò che fà è
inserito nel programma di quest'utima.
La cultura è stata concessa al nostro antenato nel paleolitico superiore per poter sopravvivere in habitat variegati e per trasmettere le sue svariate specializzazioni alle generazioni seguenti, visto che quella primitiva era diventata obsoleta.
La cultura ha provocato nell'essere umano il masochismo e forse anche questo particolare del senso è stato voluto dalla natura per ridurci numericamente.
L'uso el fumare sembrerebbe avere origini dall'età del bronzo poichè si sono trovate delle pipe antichissime fatte di questo metallo.
Il fumo è nato come il cibo degli dei ed i sacerdoti anzichè soffiare il fumo lo aspiravano e così fù scoperto che certe erbe esercitavano sull'organismo un potere ipnotico ed eccitante finoall'ebbrezza.
Così dal fumo rituale si passa al fumo godereccio.
Per l'Europa il fumo ebbe inizio con la scoperta del mio concittadino Cristoforo Colombo delle Americhe.
Così considerarono il fumo i primi europei sbarcati in America "Gli indigeni hanno diverse arti sataniche e ne possedono una altamente nefasta, aspirano il fumo di foglie che producono in loro un profondo stato d'incoscienza.
In Italia il fumo ebbe nizio nel 1561 e incominciò a diffondersi per scarsa cultura delle sue conseguenze.
Il fumo di marijuana produce alti livelli di un enzima che converte detterminati idrocarburi nella loro forma cancerogena, livelli che possono accelerare i cambiamenti che in definitiva producono le cellule maligne.
(questa è cultura da saiens-sapiens). Chi fà uso di marijuana incrementa il rischio di cancro più che un fumatore di tabacco.
Per finire la cultura ci insegna che le sostanze generate dalla combustione del fumo provocano seri danni agli apparati respiratorio e vascolare, con ripercussioni cardiache,cerebrali e circolazione arteriosa periferica.
Se ciò non bastasse alle future mamme devo dire che ripercussioni si hanno sensibimente sull' emoglobina, alla placenta e al feto,all' apparato urogenitale e per finire al pancreas..
Antropologia culturale in senso positivo è coscienza non incoscienza!
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Messaggio   Inviato: 24 Mar 2009 - 13:01 Rispondi citando Torna in cima

senti ma dove le prendi questi notizie allarmistiche su cancro e marijuana? mettere le fonti please! In verità con la marijuana non sono quasi riusicti ad uccidere neanche un topolino( dico quasi perchè in effetti ci sono riusciti ma a dosi talmente elevate che nessun essere vivente potrebbe ingerire da solo....
inoltre studi recenti testimoniano a favore di una benefico influsso del thc sulla rigenerazione di cellule nervose. L'unico motivo vero per cui la canapa è vietata è che se uno pianta un seme per fumarsi la sua pianta non ci guadagna nessuno!
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Messaggio   Inviato: 24 Mar 2009 - 17:06 Rispondi citando Torna in cima

Concordo con mipatop.
Stephen J. Gould ha fatto ampio uso della marjuana per uso medico, proprio come cura per il cancro. Inoltre afferma che la sua guarigione sia proprio dovuta all'utilizzo della marjuana. Che io sappia nessuno è mai morto per uso della cannabis!
A parte le considerazioni mediche, l'uso delle droghe fa parte delle culture umane da tempi antichissimi. Le pipe si ritrovano anche in terracotta durante il neolitico e non escluderei delle pipe in legno (o l'inspirazione di fumi in altri modi) in tempi precedenti.

Anche io sono d'accordo con ponera che l'uomo e la sua cultura rientrano nella natura. Ma proprio per questo motivo non penserei mai di tacciare il fumo di essere innaturale. Se no sarebbe innaturale anche andare in bicicletta, curare le malattie e leggere un libro.

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Messaggio   Inviato: 24 Mar 2009 - 17:48 Rispondi citando Torna in cima

Mio padre era un gran fumatore ed è morto con un cancro ai polmoni .
Io ero un fumatore, da quando non fumo più stò molto meglio, non ho più avuto disturbi alle vie respiratorie.
Ho acquistato energie e mi posso tranquillamente dedicare a sport faticosi.
Non soffro più di fastidi all'apparato digerente e dormo regolarmente senza interruzioni.
Il fumo è una grande negatività, il mio amico radiogolo di un importante ospedale consiglia di andare a visitare un laboratorio di radiologia, dove, tutte le settimane si pronunciano condanne a morte per il fumo. Mio figlio ha smesso dopo la visita di detto laboratorio.
Fumate, fumate e poi vedrete, è brutto morire per asfissia.
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Messaggio   Inviato: 24 Mar 2009 - 17:59 Rispondi citando Torna in cima

Mi sembra che il discorso stia esulando dal contesto. Non siamo qui a dare giudizi. Siamo tutti d'accordo che fumare il tabacco fa male. La marjuana non sembra avere gli stessi effetti del tabacco anche perché uno non si fa 30 canne al giorno (e quanto spenderebbe sennò?!).
Anche le pratiche che fanno male fanno comunque parte della cultura.
Inoltre non credo che sia plausibile affermare che la morte da cancro e la pratica del fumare sia "stato voluto dalla natura per ridurci numericamente" anche perché le morti per cancro non influiscono sulla fitness dal momento che giungono in età avanzata.

Piuttosto secondo me è interessante vedere le differenze nell'utilizzo delle droghe da parte di culture diverse e le differenze nel porsi nei confronti delle droghe da parte degli organi decisionali. Ma su questo campo io non ne so proprio nulla, quindi passo parola a chi ne sa qualcosa, perché la discussione è interessante!

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Messaggio   Inviato: 25 Mar 2009 - 13:49 Rispondi citando Torna in cima

infatti qui ponera confondi metodo di assunzione con principi attivi della pianta. Il fumo fa male che si tratti di quello di una sigaretta, di una canna, di un camino ,di un'industria, di automobili........ ma per fortuna sia tabacco che canapa possono essere assunti in modi diversi: il primo ad esempio masticato(e ha forti proprietà medicinali da molti punti di vista) la seconda idealmente andrebbe preparata e mangiata(il thc si sciolgie nei grassi) .... oggi però hanno inventato i vaporizzatori....

vietare l'uso di canapa nelle attuali società occidentali ha solo un significato socio-politico ed economico, che non ha per nulla a che vedere con la salute pubblica o con gli effetti della pianta
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Messaggio   Inviato: 25 Mar 2009 - 18:12 Rispondi citando Torna in cima

Giusto l'uso per bocca, ci penserà il fegato,il pancreas e la bile; così ha previsto la natura!
Ma ingerire nei polmoni :NO! L'uso è tutt'altro, solo aria filtrata a mezzo delle mucose inserite nel naso.
Fumate con il naso e vedrete l'effetto! Sarà ben diverso, e perchè se il tutto confluisce sempre nei delicati polmoni?
Homo hai studiato tanto per distruggersi?
E' vero che dobbiamo dare spazio al nuovo Homo già in embrione.
8 parti di DNA mitocondriale sono già differenti in corso d'opera!
Dopo di me il diluvio.
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Messaggio   Inviato: 28 Set 2010 - 16:03 Rispondi citando Torna in cima

http://www.youtube.com/watch?v=OhWz4TmD ... re=related
metto solo la prima parte del documentario, il resto lo trovate di seguito sul tubo.
il documentario è un po' vecchio ma sempre attuale.

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Messaggio   Inviato: 28 Set 2010 - 22:53 Rispondi citando Torna in cima
Oggetto: FUMARE E' UNA GROSSA NEGATIVITA D'ORIGINE INDIOS D'AMERICA

Embarassed Caro Pelolargo ho visto il video ma non parla del fumo, si limita a documentare la produzione della canapa e le sue prerogative.
Io mi rifaccio al rapporto Terry , il quale finisce con il dire che il minor male che fà il fumo è "l'invecchiamento precoce delle cellule"
L'alcool può servire per disinfettare una ferita ma se lo bevi ustioni le pareti dello stomaco.
Ciò che fà male è qualsiasi sostanza fumata poichè i polmoni sono un organo con il preciso scopo di ossigenare il sangue e pertanto ciò che entra nei polmoni deve essere severamente filtrato.
La natura ha provveduto a distinguere la respirazione dall'alimentazione e ci ha dato due organi diversi, proprio per questa ragione.
Un animale non fumerebbe mai poichè segue i dettami della natura.
L'uomo accuturandosi ha voluto a suo piacimento servirsi degli organi per soddisfare gli stimoli goderecci creando una cultura autodistruttiva e sfidando la natura.
Ma la natura non perdona ed a lungo andare fà pagare il conto alla sregolatezza anticipando la morte dello sregolato.
La morte non è il peggior di tutti i mali ma l'infermità conduce il soggetto viziato a lunghi periodi di terribili infermità che non ho bisogno di elencare.
Antropini non fumate, chi scrive era una fumatore e per rinnovare le sue cellule intossicate dal fumo ha dovuto aspettare otto anni.
Malgrado i miei anni faccio ancora sport al mare ed in montagna ma sono certo che se avessi continuato a fumare potrei già essere deceduto o immobilizzato con qualche grave patologia.
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Messaggio   Inviato: 30 Set 2010 - 14:55 Rispondi citando Torna in cima

Il documentario che ho postato ha il principale intento di far riflettere riguardo le motivazioni economiche che stanno alla base della proibizione dell'utilizzo della marijuana sia per fini ludici che (in alcuni stati) anche per fini medici.
tutto ciò è sicuramente più interessante per un antropologo che astrusi sogni su un'umanità perfettamente razionale che tanto ricorda un certo tipo di fantascienza degli anni '80 nonché superomistici sproloqui di tipetti coi baffi

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Messaggio   Inviato: 30 Set 2010 - 18:36 Rispondi citando Torna in cima

La questione economica è lapalissiana, stai rivolgendoti all'ideatore dell'ipotesi in cui l'umana gente lascia il mondo animale acculturandosi con il preciso scopo del "do ut des" cioè il "baratto".
Con l'insorgere del neolitico ed entrando nella storia si è sviluppata una cultura mercantilistica, la quale è arrivata ai giorni nostri in una globalizzazione dei mercati.
La stessa America fù scoperta dal mio concittadino Cristoforo Colombo con lo scopo di cercare nuove ricchezze da commercializzare.
Ti ricordo che il fumo della marijuana fù importata in Europa dai vari argonauti alla ricerca di beni nel continente americano.
La proibizione della Marijuana, da quanto mi risulta, è in merito all'uso per fumo e per la ragione da me precedentemente esposta, quindi per una quastione prettamente sanitaria.
Le balene, sembrerebbe, si portano a morire alla deriva sulle spiagge poichè l'ambiente in cui vivono in quel determinato mare non è più accettabile per il loro vivere.
Alcuni uomini di oggi e di domani si drogano poichè rifiutano l'ambiente sociale in cui devono vivere e pertanto abbreviano il percorso della loro vita.
L'accelerazione tecnologica ha superato l'uomo indice e pertanto si avverte una biforcazione fra le future generazioni, daltronde la biologia ci ha già confermato una variazione di otto parti nei mtDNA.
Nel processo di ominazione sono sempre venute le biforcazioni fino a dare vita alla nostra sottospecie di sapiens-sapiens.
La mutazione ambientale è selettiva una parte della specie soccombe ed una sopravvive poichè muta per adattarsi.
Il processo tecnologico ha raggiunto un'accelerazione che equivale ad una glaciazione e pertanto si anticiperà la biforcazione della nostra specie.
Voglio poi concludere che il carcinoma ai polmoni per fumo dagli anni ottanta è fortemente aumentato e l'incremento è dovuto al genere femminile che ha aumentato percentualmente l'uso del fumo.
Oltre alle patologie polmonari sono fortemente asumentate le patologie riguardanti l'apparato cardio-circolatorio.
A tale proposito obbligherei tutte le scuole a far visitare agli studenti un reparto di rediologia di un ospedale.Crying or Very sad
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Messaggio   Inviato: 02 Ott 2010 - 12:41 Rispondi citando Torna in cima

Ammetto la mia profonda ignoranza riguardo qualsiasi questione biochimica o di antropologia fisica quindi tralascerò di commentare le parti riferite al tmDNA e simili.

Tuttavia:
ponera ha scritto:
La proibizione della Marijuana, da quanto mi risulta, è in merito all'uso per fumo e per la ragione da me precedentemente esposta, quindi per una quastione prettamente sanitaria.


scusa Ponera ma questo mi fa semplicemente pensare che tu sia un po' poco informato su alcune dinamiche economiche e politiche degli anni '30/'40 che hanno di fatto portato alla proibizione della marijuana per fini prettamente economici. Certo è che la cosa è stata giustificata con motivazioni di tipo sanitario ma questa era appunto una giustificazione. credo che sia nostro compito difronte a tali fatti porci degli interrogativi.
Riguardo a questo ti rispondo con due video piuttosto interessanti...

http://www.youtube.com/watch?v=CANBdLJSTog

http://www.youtube.com/watch?v=-8RPWEsIKHA

E ancora:
ponera ha scritto:
Le balene, sembrerebbe, si portano a morire alla deriva sulle spiagge poichè l'ambiente in cui vivono in quel determinato mare non è più accettabile per il loro vivere.
Alcuni uomini di oggi e di domani si drogano poichè rifiutano l'ambiente sociale in cui devono vivere e pertanto abbreviano il percorso della loro vita.


sinceramente mi sembra un po' azzardato paragonare il comportamento istintivo delle balene a quello umano per giustificare una presunta predilizione di quest'ultimo per l'autodistruzione.

inoltre, a me non piace parlare dell'umanità in termini universalistici e astratti. L'umanità in questo senso non esiste. Esistono invece tanti uomini e donne che sono stati imprigionati, torturati ed uccisi solo per essere stati "colpevoli" di possesso di marijuana (su di tutti ricordiamo Aldo Bianzino)

ponera ha scritto:
A tale proposito obbligherei tutte le scuole a far visitare agli studenti un reparto di rediologia di un ospedale.Crying or Very sad
Memento Homo!


perché invece non facciamo fare una visita agli adulti alle carceri italiane??

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Messaggio   Inviato: 02 Ott 2010 - 18:03 Rispondi citando Torna in cima
Oggetto: fumare per mutare

Il non fumare non è una giustificazione poichè fumare è una forte negatività precedentemente avvertita.
La questione economica non mi meraviglia poichè tutte le merci e servizi sono vincolate a speculazioni economiche per la ragione da me precedentemente evidenziata in questo spot come in svariati messaggi da me aperti nel forum di Anthropos.
La stessa politica fù avanzata con il proibizionismo all'alcool e fù motivata all'uso sconsiderato di certi individui con conseguenze sanitarie e sociali.
L'alcool però è una negatività con l'abuso ma si destina ad un apparato atto per riceverlo e metabolizzarlo con organi specifici quali il fegato,prancreas,bile e cistifelia mentre il fumo è ingerito in un organo adatto solo a filtrare l'ossigeno dall'aria ed immetterlo nel sangue per completare l'ossigenazione estremamente necessaria al nostro organismo ed all'encefalo in particolare.
L'autodistruzione può anche non essere voluta individualmente ma può far parte di un programma della natura medesima per selezionare la specie con un fine selettivo e fare accoppiare gli adatti ad un nuovo contesto.
Già in passato e mi rifaccio al paleolitico superiore quando la natura diede le opportunità all'uomo di Ceo-Magnon di sopravvivere e continuare la sottospecie fino ai giorni nostri mentre il Neanderthal, anche se provvisto di un encafalo superiore al nostro, non essendo avezzo alla cultura trasferibile fù destinato a soccombere. (il cocetto del baratto)
La situazione delle carceri italiane lo si deve al debito pubblico, terzo nel mondo.
Le risorse consentite per modernizzare il nostro paese sono minimali e pertanto, dovendo dare delle priorità alle più urgenti, le carceri vangono in seconda linea: prima gli ospedali, le scuole e le infrastrutture fortemente insufficienti ed in particolare nel sud del paese.
Questa è la ragione delle carceri non degne ad un paese moderno.
In secondo luogo con le immigrazioni abbiamo avuto un incremento della popolazione carceraria non messo a suo tempo in bilancio.
Nel 1962 ebbi l'opportunità di vedere un carcere svedese e lo confusi con un club per tennisti poichè oltre alle bibliotece e giardini aveva dei campi da tennis per fare giocare i carcerati. Solo la recinzione faceva intendere che si trattava di un carcere.
Bisogna però evidenziare che il PIL della Svezia era tra i più alti del pianeta e il debito pubblico quasi inesistente.
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Messaggio   Inviato: 02 Ott 2010 - 18:52 Rispondi citando Torna in cima
Oggetto: La verità su due binari

Caro Pelolargo ho visto i video da te menzionati e ti devo dire che conosco l'iniziazione carrieristica di Grillo il quale simpaticamente incominciò da giovane passando ore a raccontare barlezzellete in un bar rionale della mia città natale, cioè Genova.
Il video menzionava il fumo ed il fumo è una negatività senza si e senza ma.
Con una buona dialettica a tutto si può dare una luce interpretativa diversa.
Shakespeare nel suo "Giulio Cesare" dimostra come la ragione può avere due facce.
Certo che se io produco dei caschi per motociclisti sostengo la tesi che il casco è necessario e mi impegno affinchè i legislatori facciano una legge dove si rende obbligatorio l'uso del casco; ciò non toglie che proteggere la testa da eventuali cadute riduce sensibilmente i casi letali per cadute in moto.
Il produttore avrà un tornaconto per la sua azienda ma ciò non vuol dire che la legge sia viziata! Rolling Eyes
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Messaggio   Inviato: 03 Ott 2010 - 22:39 Rispondi citando Torna in cima

devo dire che fa veramente piacere che una discussione così difficile venga portata avanti da tanto tempo con tanta eleganza da parte di tutti i membri Smile

Ponera, vorrei solo dire che sebbene io sia chiaramente a favore della legalizzazione di tutte le sostanze stupefacenti non ho mai detto né in questa sede né in privato che l'aspirare il fumo (sia di sigaretta, sia di erba, sia di una ciminiera) sia un'attività salutare o che mi auguro che tutti lo facciano.
ovviamente è di per sé una cosa nociva.
Ti chiedo anche scusa se non ti vengo mai dietro più di tanto sui tuoi spunti che pur sono interessanti. il fatto è che onestamente non sono molto interessato a questioni di carattere marcatamente biomedico visto che a riguardo sono un po' critico. questo però non significa che la discussione non potrà proseguire anche su questo binario parallelo visto che sicuramente ci saranno molti antropini interessati a vedere l'argomento sotto questo punto di vista Smile
alla prossima

Luca

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Messaggio   Inviato: 04 Ott 2010 - 11:19 Rispondi citando Torna in cima

Uno Stato provvisto di un Ministero per la Salute non può concedere la liberalizzazione di una sostanza che può provocare casi letali e gravi patologie ai suoi cittadini.
C'è l'anomalia delle sigarette con tabacco ma viene giustificata da un processo storico e che pertanto milioni di cittadini intossicati non possono nell'immediato non fumare più.
Lo Stato ha già fermato la produzione di sigarette ed ha messo un alto balzello fiscale per chi acquista sigarette.
Tu sostieni la teoria che chi si vuole suicidare con il fumo o ammalarsi con gravi patologie sono fatti suoi, quindi liberalizziamo le droghe, magari solo leggere. Sono d'accordo, però bisogna creare prima dei lazzaretti dove ricoverare i fumatori ammalati, visto che hanno rifiutato l'assistenza sanitaria pubblica contraddicendo ad un divieto impartito dal Ministero della Sanità.
Tutto quì caro Pelolargo. Rolling Eyes
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Messaggio   Inviato: 13 Nov 2011 - 22:35 Rispondi citando Torna in cima

Se volete veramente discutere di antropologia in questo caffè non fatevi!!!!! Un bicchiere vino non un fiasco; ne va di mezzo il fegato e il cervello:non è bello discutere con gli ubriachi
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Messaggio   Inviato: 15 Nov 2011 - 23:13 Rispondi citando Torna in cima

Caro Furlan non capisco il tuo messaggio. A quale titolo ci consideri degli ubriachi? Sarà forse al contrario? Sei in grado di capire la conversazione epistolare?
Se sei in grado, invece di dileggiare gli interlocutori, avanza la tua idea con le dovute motivazioni.
Rimaniamo in attesa-
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