26 mesi di vita della comunità, 4 mesi dalla nascita di Antrocom, la rivista online, 590 iscritti e più di 16.400 visitatori effettivi nel solo mese di giugno; diversi progetti nell'aria, alcuni già in avanzata fase di realizzazione, altri che tardano a decollare per i più svariati motivi...
Il quadro è decisamente vario: dietro alle pagine di antrocom.it c'è un fermento di idee vive che tuttavia non emerge dal sito. Non che la cosa preoccupi, ciò che è importante sono i risultati.
Si è creato un bel gruppo che si ritrova spesso in chat, che ha partecipato ai raduni e che dimostra che la comunità esiste. Come tutte le comunità online c'è il "nocciolo duro" di membri, seguito da diverse fasce più o meno affezionate ad Anthropos...
Piano piano la comunità sta prendendo un suo indirizzo peculiare: dalla fase iniziale, in cui venivano privilegiati i contenuti, stiamo passando a un aggregatore di servizi.
Fisici e culturali, una sinergia da costruire
Ci sarebbero tante cose da dire e non credo che riuscirò a sviscerarle tutte. Partirei dal proposito della comunità, ovvero essere un punto di incontro da antropologi fisici e culturali. Il confronto si sviluppa per lo più nel forum, ma vorremmo anche concretizzarlo in progetti veri e propri. Tutto dipende dalla disponibilità delle persone e dal tempo che ognuno può dedicare ai singoli progetti, ovvero a quanto ogni membro crede nella comunità, come luogo di relazione sociale e di sviluppo dell'antropologia, e a quanto interessi un confronto diretto tra le tue branche antropologiche.
Non nego che il termine "interdisciplinarietà" è abusato da più parti. Esistono diverse associazioni che hanno come scopo l'interdisciplinarietà. Il problema è come attuarla.
Alla base c'è anche una necessità di formazione dei singoli. Non esiste un percorso di studio che metta in relazione i due aspetti dell'antropologia. Io stesso, che nuoto praticamente solo nel campo dell'antropologia fisica, ignoro quasi completamente il mondo dell'antropologia culturale. Una mia colpa che si riflette anche nelle definzioni che utilizzo: diffilcimente infatti si usa ormai l'espressione "antropologia culturale" per descrivere un universo di sottodiscipline che sono autonome l'una rispetto all'altra. Prometto di studiare di più!
L'unica cosa sensata da fare è ammettere, con umiltà, che la sinergia che cerchiamo di costruire non è facile da realizzare, e per alcuni campi è praticamente impossibile. Possiamo però provarci e perfezionare i risultati, con spirito critico e scientifico.
A proposto di frequentazione, se avete notato dal sondaggio i visitatori sono per lo più interessati all'antropologia culturale, mentre gli antropologi fisici sono circa la metà dei culturali. E mentre l'antropologia culturale fa la parte del leone nel calendario degli eventi, la fisica emerge nella sezione delle notizie. Non c'è una motivazione a monte, semplicemente è più facile che siano organizzati eventi riguardanti l'antropologia culturale e che ci siano notizie circa le ultime scoperte di paleoantropologia, primatologia e discipline connesse, nonchè l'annuncio di risultati di determinate ricerche a carattere fisico.
In questo ambito si delinea anche la proporzione tra fisici e culturali nel comitato scientifico: attualmente abbiamo più curricula di fisici che non di culturali, e nessuno di paletnologi, etnobotanici e altre discipline. ecco come mai nella miniguida appaiono solo i nomi del comitato relativi all'antropologia fisica. Pur avendo nominativi sicuri anche per l'antropologia culturale, attendiamo a pubblicarli.
Le forme di feedback: importanti ma poco utilizzate
Trovo interessante che la maggior parte dei riscontri arrivi in forma privata e non attraverso i commenti nelle diverse sezioni del sito. Credo abbiate notato la possibilità di commentare praticamente tutto sul sito, attraverso il link "scrivi un commento". E dove questo link non c'è, è sempre possibile dire la propria nel forum. Commentare significa rendersi visibili, far sapere cosa piace e cosa secondo voi deve essere amplificato o modificato. Anche il voto nei sondaggi serve a questo. E' un modo per vivere la comunità e farla propria. All'inizio pensavamo che la cosa migliore fosse fare recensioni brevi, per evitare di saturare uno spazio che era dedicato alle opinioni dei membri. Col tempo ci siamo resi conto che la formula non funzionava e abbiamo esteso i testi, sebbene i comandi per pubblicare i commenti siano rimasti attivi.
Da notare anche che esiste la possibilità di costruire stanze di chat private, provviste con password, e che si possono richiedere forum specifici, anch'essi ristretti a poche persone, in caso di necessità. E' possibile che tali opzioni non siano visibili. Ci siamo accorti, infatti, che alcune "costruzioni web" sono intuitive solo per la comunità opensource e per chi è avvezzo agli strumenti informatici. Perciò chiediamo la vostra opinione in merito.
Permettemi un po' di acidità...
Mi piacerebbe sapere come mai alcuni membri non hanno completato il proprio profilo nella scheda personale. Immagino ci sia chi vuole rimanere anonimo, ma anche chi utilizza la tecnica del mordi e fuggi. Tutte scelte lecite, tranne per chi indica dati palesemente falsi, il cui profilo viene immediatamente resettato.
Certo, a meno di non voler entrare nell'ottica di chi preferisce depredare una tantum i contenuti del sito, senza dare nulla in cambio. Comportamento magari lecito nel web, ma che personalmente non condivido.
A volte giungono richieste lapidarie di tesine già pronte, di bibliografie e materiali "urgenti" per lo studio. E' ovvio che non possiamo rispondere a tali richieste, e onestamente neanche vogliamo farlo. Chiedere un educato aiuto (già, perchè spesso manca anche l'educazione: essere volontari non significa essere i servi di nessuno) è lecito, chiedere che qualcuno faccia un lavoro al posto nostro è tutt'altro discorso. Secondo me, ne va della dignità verso noi stessi.
Si regala un aiuto volentieri, con piacere, se si vede dall'altra parte la voglia di fare e provare!
Dal punto di vista "economico" approdare online con un sito già ricco di contenuti è stato un errore: da diversi commenti abbiamo capito che la parola "gratis" significa dare l'immagine di qualcosa di poco valore, e quando ribadiamo che dietro a questo sito ci sono dei costi che qualcuno sostiene, i nostri interlocutori si stupiscono. Ebbene sì, se mancasse il supporto finanziario dei volontari questa comunità chiuderebbe subito.
Ma non rimpiango certo gli 11 mesi di sviluppo e raccolta di materiali: troppo spesso vedo online siti che promettono mari e monti per poi dimostrare di essere vuoti. E le promesse di sezioni da attivare, che saranno presto online, ricche di contenuti e bla bla bla sono poco credibili, per chi è abituato a navigare in rete.
Raduni: per conoscere e conoscersi
In questi mesi erano preventivati altri raduni, ma abbiamo preferito rinviarli per dedicarci ad alcune attività inerenti il sito. Organizzare un raduno è relativamente oneroso e alcune volte non si riesce a raggiungere tutti gli obiettivi prefissati. Nei resoconti che pubblichiamo sul forum prevale spesso l'aspetto ludico dell'evento, ma in realtà sono momenti in cui facciamo il punto della situazione. In alcuni raduni la fase del "brainstorming" ha pesato molto, in altri è rimasta praticamente ai margini. In tutti però cogliamo l'occasione per conoscere i membri e coinvolgerli, a vario titolo, nella gestione della comunità.
Nulla vieta tuttavia ai membri che lo vogliano di organizzare il proprio raduno, magari utilizzando il forum per coordinarsi. Il guaio degi antropologi è di essere spesso isolati, fin da quando si è studenti. Operare per coordinarsi, come nel caso di gruppi di studio o anche di ricerca, non può far altro che bene alle persone e all'antropologia stessa.
Ho qui davanti lo schema delle attività che vorremmo realizzare. Schema discusso e approvato, salvo le modifiche fatte in seguito, al raduno di Bologna. Un raduno che avrebbe dovuto essere il primo raduno nazionale della comunità, ma che è saltato per mancanza di adesioni. Il limitato numero di presenze non ci ha permesso di sostenere gli oneri finanziari della manifestazione con l'affitto di sale e supporti, ma è stato comunque un raduno che ha segnato la nostra storia, le cui decisioni muoveranno la comunità nei mesi a venire.
Quei servizi spariti...
Mi è dispiaciuto vedere alcuni sezioni sparire, per mancanza di utilizzo. Resettare un servizio è sempre penoso, soprattutto considerando il tempo e le energie spese per implementarlo. Però è necessario: se il servizio non è utilizzato, forse è stato sbagliato l'intento, o forse è stato implementato male il servizio stesso. Fino a ora sono state resettate la sezione dei blog dei membri, poco gettonata, la sezione relativa agli annunci di cerco/offro/scambio e dei contatti di lavoro, e un paio di forum poco frequentati che comunque sono stati accorpati a quelli già esistenti. Gli antropini presenti nella comunità fin da quel fatidico 16 aprile 2003 forse se ne ricorderanno...
Non possiamo indovinare tutto, non possiamo fare tutto. Ricordo ancora quando un visitatore ci mandò una mail di tono scandalizzato, perchè mancava sul sito una sezione di antropolgoia visuale. Che dire, se non che non abbiamo nessuno che se ne possa occupare? Meglio non mettere nulla, che mettere contenuti mal fatti...
Ultimamente mi sono chiesto se non fosse il caso di resettare la sezione dedicata ai newsgroup. In termini di risorse è un servizio molto oneroso, tanto che i più accorti avranno notato che la vita dei post sul server è passata dai sei mesi iniziali ai tre mesi, per poi essere attualmente di un solo mese. Su questo punto avremmo bisogno del vostro parere: il fatto che non si posti sui newsgroup da Anthropos non significa che il gateway che forniamo non sia utile, anche solo per la lettura dei post. E infatti diversi frequentatori dei newsgroup vi sono approdati proprio da Anthropos, un discorso da non sottovalutare.
Comunicazioni agli antropini, e non solo...
Come sapete Anthropos dispone di una newsletter a cui si possono abbonare gli antropini, cioè i membri registrati alla comunità, e i visitatori. Una scelta fatta per non obbligare nessuno a registrarsi oppure a non dover per forza ricevere comunicazioni non volute. E infatti circa metà dei membri non sono abbonati alla newsletter. Vi sarete accorti però che una tantum (praticamente ad ogni uscita di Antrocom e in un paio di casi eccezionali), tutti gli antropini ricevono una mail che annuncia l'uscita della rivista. E gli antropini abbonati alla newsletter ricevono sia la mail che la newsletter stessa.
Un'operazione del genere è tranquillamente contestabile sul piano legale, e in effetti è una cosa che dobbiamo risolvere al più presto. Allora perchè portarla avanti? Perchè abbiamo notato che, pur non essendo interessati alle novità del sito, i membri sono interessati ad Antrocom, la rivista di Anthropos, e ci è parso più corretto mandare una mail di avviso che tacere l'uscita. Un tipico caso in cui bisogna considerare se è la legge fatta per l'uomo o l'uomo per la legge...
Ringraziamenti
Questa comunità non esisterebbe se non ci fosse il supporto disinteressato dei suoi volontari, dei membri registrati e degli amici della comunità. E di quelle realtà che a vario titolo hanno aiutato Anthropos.
Voglio qui ringraziare, in ordine cronologico e riservandomi di farlo prossimamente in una apposita sezione:
la casa editrice Tecniche Nuove (http://www.tecnichenuove.com/);
il prof. Maurizio Tosi, Università degli studi di Bologna;
il fotografo Benedict Allen (http://www.benedictallen.com);
la casa editrice Dedalo (http://www.edizionidedalo.it/);
il prof. Massimo Vidale, Università degli studi di Bologna;
il traduttore Alessandro Mininni;
il prof. Anthony Pace, Soprintendente per il patrimonio culturale di Malta;
la casa editrice Polimetrica (http://www.polimetrica.com/it/).
Grazie, di cuore!