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armandoOffline
A. ramidus
A. ramidus


Registrato: 24 Set 2008
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Messaggio   Inviato: 11 Mag 2012 - 10:46 Rispondi citando Torna in cima
Oggetto: Il dono

È possibile dire qualcosa di nuovo sul dono?
Come si legge nella vasta letteratura in questione, il dono è caratterizzato da tre fasi: dare, ricevere e ricambiare. Il dono viene visto come la base dei rapporti sociali fra gli uomini: il dono serve a creare relazioni. I rapporti fra gli uomini non sono solo utilitaristici ma hanno anche altri scopi.
Jacques T. Godbout in Lo spirito del dono dà del dono stesso la seguente definizione :” Definiamo dono ogni prestazione di beni e servizi effettuata, senza garanzia di restituzione, al fine di creare, alimentare o ricreare il legame sociale tra le persone”.
Il dono viene contrapposto allo scambio mercantile e viene detto che ciò che muove l’uomo non è sempre una motivazione utilitaristica.
Mi permetto di aggiungere due cose nuove all’analisi che da più parti è stata fatta del dono.
1) La prima cosa è che certi doni possono prevedere costitutivamente la mancanza della restituzione.
Questo è il caso del dono nei rapporti coniugali e in quelli fra genitori e figli. Se in questi due casi il dono non prevedesse costitutivamente la mancanza della restituzione questi rapporti (cioè fra coniugi e fra genitori e figli) non potrebbero sorgere.
Una coppia di genitori effettua un dono con questa caratteristica quando accudisce un figlio affetto da sindrome di Down; in questo caso non è corretto dire che non c’è garanzia di restituzione del dono: si è sicuri che non ci sarà restituzione perché il bambino down non potrà mai ricambiare.
Se un coniuge assiste l’altro durante una malattia quando poi il coniuge assistito guarirà potrà a sua volta ricambiare assistendo l’altro coniuge: ma l’assistenza avviene anche quando si sicuri che il coniuge assistito (per la malattia che lo ha colpito o per altri motivi) non potrà mai ricambiare.
2) La seconda cosa è che il dono, come lo scambio commerciale, ha sempre una funzione utilitaristica, cioè è volto al massimo soddisfacimento e per il maggior tempo possibile dei bisogni umani.
Esistono indubbiamente delle differenze formali fra dono e scambio commerciale ma per quanto riguarda la sostanza è che lo scambio commerciale ha una funzione utilitaristica per un individuo (o gruppi di individui legati da rapporti di affari) mentre il dono ha una funzione utilitaristica per realtà che vanno al di là dell’individuo che possono essere la famiglia, la comunità, la nazione, ecc. oppure tutto il genere umano.

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Armando Boccone
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H. ergaster
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Registrato: 10 Mar 2003
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Messaggio   Inviato: 11 Mag 2012 - 14:15 Rispondi citando Torna in cima

Bella domanda, a margine segnalo che "Dialoghi sull'Uomo", quest'anno, è propio dedicato sul dono (http://www.dialoghisulluomo.it/it/intro). Qualcuno ci va?

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Moreno Tiziani - professioneantropologo.it
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kleberOffline
A. afarensis
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Messaggio   Inviato: 13 Mag 2012 - 19:28 Rispondi citando Torna in cima

Ma Mauss lo abbiamo letto?
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armandoOffline
A. ramidus
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Registrato: 24 Set 2008
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Messaggio   Inviato: 14 Mag 2012 - 10:58 Rispondi citando Torna in cima

Dato che nei lavori che intendo fare è fortemente implicato il concetto di spaziotempo allora cerco di studiare qualcosa al riguardo. Sto leggendo per la seconda volta il testo di Enrico Bellone "Spazio e tempo nella nuova scienza".
Nello sviluppo del concetto di spaziotempo (così come si delineerà con la teoria della relatività) un posto importante lo ha avuto Michael Faraday con l’elaborazione del concetto di continuum fra materia e spazio. Questo concetto era fortemente innovativo rispetto ai concetti di spazio e tempo di Galilei e di Newton, che erano essenzialmente separati dagli eventi che in essi avvenivano .
Su questo apporto dello scienziato inglese intervenne un certo John Bernhard Stallo (per la prima volta sono venuto a conoscenza di questo filosofo tedesco) che accusò Michael Faraday di essere un ignorante e pasticcione e di non avere letto bene le opere di Immanuel Kant.
Il tuo intervento caro Kleber mi ha ricordato Stallo.
Le cose che ho detto nel post che ho inviato potrebbero essere delle cavolate ma sono delle cose ben precise per cui ti prego di intervenire in merito e di non chiedere se ho letto Mauss o qualche altro mostro sacro dell’antropologia culturale.
Cordiali saluti

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Armando Boccone
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A. afarensis
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Messaggio   Inviato: 14 Mag 2012 - 12:54 Rispondi citando Torna in cima

Mi spiace, la mia non intendeva essere una critica e nemmeno una facile ironia. Era solo un tentativo (mio, che riguarda me) di evitare, more solito, di esser logorroioco e grafomane. Tentativo infelice a quanto pare. Nel caso abbia potuto dispiacere qualcuno me ne scuso. Preciso dunque il senso del breve intervento: poiché questo autore è alla base sia del tema in oggetto sia degli eventuali sviluppi (Le strutture elementari della parentela e il "dono" delle donne e via di qui sino alla Douglas e all'ordine/pulizia e ancora sino ad alcuni elementi della teoria interpretativa; "cristallizzazione" del fenomeno vs interpretazione dello stesso... ) mi pareva fosse il caso di parlarne e volevo sapere se lo potevo presupporre. Lo ripeto: ho scritto male il richiamo, e me ne dolgo nuovamente, ma il senso era questo. L'ultima cosa che mi veniva in mente era di criticare le asserzioni di qualcuno. Per natura sono alieno dalla polemica e se qualcuno scrive ciò che mi appare come una cavolata semplicemente mi astengo dall'intervenire. ... Chi è Stallo???
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armandoOffline
A. ramidus
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Messaggio   Inviato: 14 Mag 2012 - 15:30 Rispondi citando Torna in cima

E' un filosofo tedesco, di cui ho sentito parlare per la prima volta nel libro di E. Bellone che ho citato, per la critica che fece a Faraday!
Cordiali saluti
Armando

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Armando Boccone
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Pino22Offline
A. ramidus
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Messaggio   Inviato: 16 Giu 2012 - 13:05 Rispondi citando Torna in cima

Dimentica il dono fatto, ricordati del dono ricevuto.
(non è una frase mia, ma mi è sempre piaciuta)
Saluti
Pino
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