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CalmaApparenteOffline
A. ramidus
A. ramidus


Registrato: 24 Apr 2012
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Messaggio   Inviato: 05 Mag 2012 - 17:42 Rispondi citando Torna in cima

Da me ho cercato, ma non c'è nulla in Bosnia.
Io in realtà non volevo unire l'aspetto lavorativo e quello della tesi infatti, proprio perchè è la mia prima esperienza sul campo quindi volevo addirittua prendermi un'appartamentino per cavoli miei di modo che possa stare tranquilla a studiare quando mi pare seza che altri mi disturbino.
Però, pensavo, se trovassi qualcuno interessato al mio progetto, sarebbe positivo, se non, perchè alla fine dopo la tesi mi rimarrebbe qualcosa da mettere sul curriculum.
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DonSalvadorOffline
A. ramidus
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Messaggio   Inviato: 07 Mag 2012 - 03:37 Rispondi citando Torna in cima

Cara Simona,

capisco il tuo dilemma che è quello purtroppo di quasi tutti gli studenti, anche il mio ti assicuro, quando si accingono a trovare un argomento valido su cui sviluppare una ricerca che abbia valore scientifico.
Per onestà professionale e ancor prima nei confronti della tua persona di devo però mettere in guardia da almeno tre fattori:

1-Non sempre si deve andare alla ricerca di una risposta ad un fenomeno che si è valutato ( e quindi preda di pregiudizio) a priori;

2-La ricerca, se si vuole sviluppare con la spinta della raccolta etnografica, non può partire condizionata prima di giungere sul campo. L'osservazione dei fenomeni dev'essere partecipante o comunque aderente al contesto altrimenti rischi di raccontare la tua verità, che per carità è una cosa bellissima (io credo molto nell'approccio soggettivo dell'antropologia alla Scotellari per intenderci, ma non bisogna esagerare).

3-Credo che una preparazione bibliografica "studiata" a priori sulla storia, la cultura, la sociologia e la geografia dell'area in cui vuoi sviluppare la ricerca sia necessaria.
A quanto leggo hai secondo me le idee confuse in merito alle dinamiche che si sono prodotte nell'area Balcanica.
Non puoi ricondurre il nazionalismo Serbo agli avvenimenti degli ultimi 20 anni (cioè dalla morte di Tito in poi), le divisioni e le tensioni etnico-religiose sono da sempre state presenti in quest'area dell'Europa e il tuo studio non può prescindere da letture e considerazioni che abbraccino la storia moderna oltre che quella contemporanea più recente.
Ad esempio, sapevi che i serbi durante le invasioni ottomane del XIII secolo, benché cristiani ortodossi, erano al soldo del sultanato?
Sapevi che essi hanno combattuto contro i cavalieri della terza crociata nella battaglia di Nicopoli attirandosi l'antipatia di tutto l'occidente?

Non è assolutamente vero che le persone da un giorno all'altro hanno iniziato a spararsi........in realtà si sono odiate per generazioni ma il loro odio era attenuato dalle politiche del regime di Tito che, attraverso un sistema educativo di Stato, ha profuso l'idea della grande Yugoslavia proprio come il Soviet ha profuso l'idea della Grande Russia e dell'Unione Sovietica.
Anche li, proprio come in yugoslavia, appena è venuta meno la pressione del regime totalitario le etnie fino a quel momento tenute insieme con la forza e sotto il peso di un simbolismo ( che a volte è stato rappresnetato da un nemico ad esempio il nazismo e altre da un obiettivo sociale) hanno rivendicato un'indipendenza alla quale aspiravano da secoli......a volte millenni.

Non conosco in modo approfondito la storia balcanica poiché non è mai rientrata nel mio interesse di ricerca, ma nel corso della mia formazione professionale e successivamente accademica ho studiato le dinamiche di incontro e scontro tra il cristianesimo e l'Islam.
Credimi i balcani sono un'area fondamentale e da sempre molto calda rispetto a questa tematica.
Ci sono state battaglie, scontri, massacri, conversioni, mercenariati e tutto questo ha contribuito a creare discordia;
una discordia che fonda le sue radici in ben più lontane epoche che non quella del XX secolo.

Cos'hai letto in merito?
Quale bibliografia hai preparato a supporto della tua ricerca?
Senza questi preziosi aiuti non credo ti sarà facile trovare l'argomento giusto per sviluppare una ricerca efficace.
La lettura e la conoscenza quasi "monografica" dell'argomento ti aiuterà a trovare interrogativi interessanti sui quali vale la pena cercare risposte..........ma attenzione dico "cercare" e non "confermare" a priori!

Secondo me nessuno dovrebbe dirti su cosa investigare.
La ricerca deve nascere spontaneamente dentro di te........se vuoi sentirla importante per la tua carriera profesisonale, altrimenti resterà un pugno di fogli scritti per superare una prova, una delle tante alla quale ci mette di fronte la vita.

Infine non ti preoccupare per il mio tempo.......se posso dare una mano, nel mio piccolo, lo faccio volentieri.
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H. ergaster
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Messaggio   Inviato: 07 Mag 2012 - 07:32 Rispondi citando Torna in cima

Simona io credo che leggere qualcosa prima di partire possa farti solo del bene. Perchè devi avere un argomento di ricerca estremamente definito e delimitato. Lavorare sul concetto di identità ai fini dell'organizzazione della ricerca non vuol dire niente, ti crea solo confusione. Devi scegliere un luogo, una città, un paese specifico e in base all'argomento cominciare a pensare a chi potrà farti da gate keeper. Inoltre se devi preparare la tesi di laurea (specialistica) considera un periodo abbastanza lungo di permanenza, almeno di 4 o 5 mesi. Non considerare nemmeno l'idea di lavorare (a parte che non puoi andare all'estero e dire "se trovo qualcosa lavoro" ci vogliono precisi permessi di soggiorno per lavorare). Tu sei li per fare ricerca, sarà la tua prima vera ricerca, goditi il momento e sperimenta lo straniamento dell'antropologo di cui hai sempre e solo letto nei libri.
Vuoi andare in Bosnia? Bene. Cosa ti serve? Per prima cosa LA LINGUA, seconda cosa studiati la geografia dell'area, terza cosa storia più o meno recente. E con un solido progetto di ricerca puoi partire tranquilla. Non spaventarti se sul campo il tuo progetto viene stravolto e lo devi cambiare all'ultimo, a me è capitato. Però sarà meno difficile se hai un progetto ben organizzato.
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A. ramidus
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Messaggio 7 Inviato: 07 Mag 2012 - 12:17 Rispondi citando Torna in cima

Andrò a sarajevo a lavorare cn degli studenti ovviamente per almeno 5 mesi.ovviamente non lavorerò perchè nn credo che ce la potrò fare.
E' il prof che vuole che gli porti l'obiettivo da dimostrare sul progetto.
Grazie per i consigli.
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Messaggio   Inviato: 07 Mag 2012 - 15:50 Rispondi citando Torna in cima

Forse mi hai frainteso. Non lavorerai perchè non puoi lavorare all'estero a meno che tu non abbia un permesso di soggiorno per lavoro. tra l'altro ricorda che per stare cinque mesi ti serve un permesso di soggiorno per motivi di studio (credo).
L'obiettivo è ovviamente obbligatorio. La tua ricerca deve essere programmata su carta nei più piccoli particolari. Altrimenti rischi di partire a caso e di perdere subito il filo del discorso. Anche le interviste dovrebbero essere almeno abbozzate. Poi puoi allontanarti dal progetto, ma devi avere una base solida su cui lavorare.
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Messaggio   Inviato: 07 Mag 2012 - 22:55 Rispondi citando Torna in cima

Ma se partissi con un'idea che ho già?
Sarebbe stupido mettere nel progetto che è un'ipotesi, dal momento che so già che è così?
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Messaggio   Inviato: 07 Mag 2012 - 23:03 Rispondi citando Torna in cima

Beh no. L'antropologia non si fa con le idee che hai. L'antropologia è lavoro di campo per verificare ipotesi. Quello che tu ritieni un dato di fatto, potrebbe essere completamente all'opposto.
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Messaggio   Inviato: 08 Mag 2012 - 12:48 Rispondi citando Torna in cima

Si, ovvio, ma faccio un esempio, vedi questo link:
http://it.peacereporter.net/articolo/13 ... prio+Paese
è questo che voglio indagare.
Poi magari scopro che non è così, dico può andare secondo te come obiettivo da mettere sul progetto?
A me sembra interessantissimo dal punto di vista dell'antropologia politico/sociale l'idea di una quarta identità.
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Messaggio   Inviato: 08 Mag 2012 - 14:36 Rispondi citando Torna in cima

E' un discorso molto delicato quello dell'identità. L'articolo che hai linkato è giornalismo, è appiccicare etichette. Non è antropologia. Se ti trovi a lavorare con persone che ti dicono a me non me ne frega niente io mi sento che ne so, pirata. Che fai? Dici che le identità etniche non esistono? Rischi in entrambi i casi di essere troppo categorica. Leggi molto sul concetto di identità e comunque si come argomento può andare, a me piace. Una cosa tipo "costruzione dell'identità di gruppo nella bosnia contemporanea", oppure "processi politici e identità di gruppo nella bosnia di oggi". Devi avere un'idea solida su cosa intendi per identità, parti dal concetto che l'identità non è numerabile, mutevole e meticcia per natura. Da li, approfondisci studi storici sul concetto di identità, costruisciti il tuo campo assorbendo ogni tipo di info sulla bosnia, struttura bene la tua tesi (è il punto fondamentale che molti studenti dimenticano) che è una tua idea. Puoi esprimerla con un enunciato o con un breve paragrafo. Il campo ti servirà a confermare e dare corpo alla tua tesi o a smentirla, in entrambi i casi ti permetterà di assorbire esperienze per costruire il testo della tua tesi di laurea. La preparazione, il campo e la stesura sono tre momenti della ricerca antropologica che hanno eguale valore.
Consiglio personale: l'antropologia culturale/sociale è una. Le suddivisioni in antropologia politica, economica ecc ecc rischiano di incasinarti. Seconda cosa per come ho fatto ricerca io, per gusto personale, per approccio letterario, preferisco lavorare approfonditamente con poche persone, piuttosto che con un largo numero. Consiglio bibliografico spassionato, compra edito da Minimum Fax, un libro a cura di Piero Brunello (prof di storia sociale a venezia) che raccoglie appunti di Cecov su come fare un reportage. Si intitola "Scarpe buone e un quaderno di appunti". E' illuminante per un aspirante etnografo.
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Messaggio   Inviato: 08 Mag 2012 - 14:57 Rispondi citando Torna in cima

DonSalvador ha scritto:
Ciao Moreno,

ti ho mandato una riflessione sul ruolo dell'antropologo nel mondo della cooperazione.....niente di nuovo magari ma credo faccia bene alla diffusione di questa idea secondo me vincente!

Salvatore


Grazie Salvatore! Smile La tua è una bella riflessione, è possibile leggerla qui:
http://www.professioneantropologo.it/20 ... farfaglia/

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Moreno Tiziani - professioneantropologo.it
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