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Storia e geografia dei geni umani

Venerdì, 29 Agosto 2003 - 11:20 Inviato da : Lupo

Titolo: Storia e geografia dei geni umani
Autore: Cavalli Sforza Luigi L.; Menozzi Paolo; Piazza Alberto
Anno: 2001
Pagine: 830
Editore: Adelphi
Prezzo: € 24,00
ISBN: 88-4591-336-8














Il primo anno di edizione di questo libro è stato il 1997: è stata una piccola rivoluzione, e non solo in campo genetico e antropologico. Mancano gli ultimi risultati sullo studio del cromosoma Y, che in parte hanno modificato alcune considerazioni espresse nel libro, ma per la prima volta sono stati presentati in un unico volume gli studi degli ultimi trent'anni sulle migrazioni dei popoli, facendone una sintesi ben leggibile ed esauriente.

Il libro è virtualmente diviso in sezioni: se nella prima troviamo le spiegazioni sull'approccio seguito e si fanno considerazioni di carattere storico sulla genetica di popolazioni, nella seconda si fa il punto della colonizzazione umana del pianeta, prendendo in considerazione ogni continente ed illustrandone le peculiarità, genetiche e non.

L'approccio seguito dagli Autori non è infatti solo genetico: i dati ottenuti dalle loro analisi sono affiancati dai risultati della ricerca archeologica, antropologica e linguistica.

La presentazione dei dati conferma il pensiero di Cavalli Sforza, convinto giustamente che solo un approccio multidisciplinare possa far luce sui misteri che ancora avvolgono il passato della nostra specie. Un passato avventuroso e ricco di sorprese; un viaggio che parte dal continente africano e la cui meta è ogni parte del mondo; un percorso di adattamento evolutivo che ci ha regalato nel corso del tempo culture, tradizioni e abitudini diverse.

Tale adattamento ha portato i gruppi umani a interagire con l'ambiente e a cambiare visibilmente la propria fisionomia. Da qui l'impressione che il genere umano si sia diviso in razze con caratteristiche ben identificabili e che si possa, su basi biologiche, stabilire a priori l'appartenenza a una "razza" piuttosto che a un'altra.

Il razzismo scientifico si è basato per decenni su dati antropologici e molti antropologi, mescolando in verità scienza e pregiudizio, oppure travisando senza malizia dati acquisiti in precedenza, ritennero la divisione in razze un dato di fatto. "Storia e geografia dei geni umani" dimostra chiaramente che, dal punto di vista scientifico, il concetto di razza applicato al genere umano non ha alcun senso. La variabilità genetica all'interno di una specifica popolazione è infatti statisticamente più grande della variabilità che si riscontra nel confronto tra due o più popolazioni.

Purtroppo è anche vero che le discriminazioni razziali si basano su sentimenti viscerali o bisogni di comodo, e non certo su dati oggettivi. Nonostante la dimostrazione, al di là di ogni dubbio, dell'inconsistenza delle teorie razziste, esisterà sempre qualcuno disposto a perorare la causa della divisione in razze.

Prendere coscienza della nostra evoluzione e del conseguente adattamento all'ambiente è lo strumento per capire cosa è in effetti la "diversità". Soprattutto è la chiave per capire che la diversità non è un ostacolo o una minaccia, ma una risorsa che ha garantito la sopravvivenza del genere Homo nel corso dei millenni. L'omogeneità genetica, codificata maldestramente in quella che si suole definire "razza pura", è deleteria quanto innaturale.

Il libro aiuta a dipanare diversi interrogativi sulla nostra specie, e nonostante la prima pubblicazione sia di qualche anno fa, costituisce una base solida da cui partire per capire le differenze tra le varie popolazioni e in un certo senso anche noi stessi. Capire infatti i meccanismi di adattamento fa sicuramente apprezzare non solo la diversità biologica, ma anche la diversità culturale.

La nuova sfida è indagare in modo più approfondito il legame tra biologia e cultura, molto più complesso di ciò che abitualmente si pensa. In genere infatti si è portati a credere che i comportamenti umani si siano slegati dai processi "naturali", ma in verità l'ominide che è dentro di noi ci parla ancora, e spesso inconsciamente lo ascoltiamo.

E nell'ascoltarlo sentiremmo anche la storia millenaria di tutta la nostra specie, facendoci sentire parte di un'unica grande "razza"!

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