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Titolo: Animali e Mito nel Vicino Oriente Antico
Autore: Giancarlo Ligabue, Gabriele Rossi Osmida (a cura di)
Anno: 2008
Pagine: 271
Editore: Il Punto Edizioni
Collana: I know the Central Asia
Prezzo: € 70,00
ISBN: 88-88386-15-7
Note: Pubblicato per conto del Centro Studi Ricerche Ligabue. Prefazione di C.C.Lamberg-Karlovsky. Lingue: Italiano, Francese, Inglese. Testi di: Pierre Amiet, Massimo Cacciari, Sharri Clark, Giancarlo Ligabue, Carlo Lippolis, Richard Meadow, Gabriele Rossi Osmida, Marie-Hélène Pottier, Joan G.Westenholz, Sylvia Winkelmann e Gabriella Brusa Zappellini. Ril. In tela. Ill. b/n e colore; tavv. a colori. Cm. 25 x 29.
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Questo volume splendidamente illustrato rappresenta certamente un utilissimo e atteso strumento di lavoro e approfondimento per tutti coloro che, a qualsiasi titolo, si occupino di Vicino Oriente Antico, in particolare della sua iconografia.
L'argomento trattato è davvero affascinante e cattura l'attenzione del lettore quasi come un romanzo, nonostante il rigore scientifico che caratterizza la presentazione delle sue diverse sfaccettature.
Il punto di forza maggiore del volume risiede innanzitutto nell'apparato iconografico, davvero notevole, per gran parte consistente in immagini di reperti inediti. Dunque un eccezionale e stimolante campo d'indagine.
L'archeozoologo americano Richard H. Meadow, esperto del mondo mesopotamico-elamita e della Valle dell'Indo, offre una dettagliata e utilissima illustrazione e chiave di lettura delle varie specie animali presenti negli approfonditi articoli che precedono il suo intervento, corredato da una ricchissima selezione di tavole a colori.
Chiude ogni articolo una serie di indicazioni bibliografiche per eventuali approfondimenti.
"
Levi-Strauss ricorda che la classificazione degli animali e, si potrebbe aggiungere, la vera invenzione del bestiario mitologico, è la proiezione di una struttura sociale sulla natura che la circonda". In questa citazione dalla Prefazione di Carl C. Lamberg-Karlovsky si rivela l'essenza della figuralità del linguaggio iconico, non soltanto artistico, né esclusivo dell'area Vicino-Orientale.
Gli studi monografici presentati nell'opera, come quello di Giancarlo Ligabue e di Gabriele Rossi Osmida rispettivamente sul drago e sul grifone, creature fantastiche che hanno popolato la nostra immaginazione nel corso di migliaia di anni, rappresentano un'esemplificazione paradigmatica di quest'affermazione.
La
Premessa di Giancarlo Ligabue e Gabriele Rossi Osmida ripercorre le tappe del rapporto tra l'uomo e il resto del mondo animale nel tempo, a partire dalla Preistoria, e nello spazio, con un ampliamento di orizzonti a considerare una visione "etnografica" dell'argomento, attraverso le modalità e le ragioni dell'addomesticamento, la conseguente capitalizzazione del patrimonio animale e la costruzione della mitologia incentrata su figure di animali reali e fantastici e/o mostruosi, con la relativa rappresentazione in differenti forme di espressione artistica su supporti di diverso genere.
La prima sezione del volume accoglie il contributo "
L'alba del mito animalistico" di Gabriella Brusa-Zappellini, del Centro Camuno di Studi Preistorici, in cui la studiosa riprende in esame le motivazioni che hanno condotto al formarsi di una "
centralità animalistica del linguaggio magico-figurativo dei primordi" e al suo successivo graduale affermarsi come fondamentale costituente della vita spirituale ed emozionale dell'uomo.
Viene esaminata minuziosamente una rappresentativa selezione di opere d'arte parietale e mobiliare preistorica, corredata dalle relative immagini a colori.
Nell'articolo successivo, "
Draghi e dinosauri. Considerazioni su di un mito ancora attuale", Giancarlo Ligabue, Presidente del Centro Studi Ricerche Ligabue di Venezia, mette a disposizione la propria grande esperienza di paleontologo, servendosi di un linguaggio accessibilissimo, tracciando una sommaria panoramica storica della "sua" disciplina, per immergersi piano piano, sempre nell'ambito di una visione cronologicamente ordinata, nel cuore dell'argomento, in cui "draghi" e "dinosauri", talvolta sentiti come due entità animali fuse in un unico essere mostruoso, emergono in tutta la loro potente simbolicità fino alla consacrazione nell'immortalità del mito.
Pierre Amiet, Ancien Chef du Départment des Antiquités Orientales du Musée du Louvre, è Autore dell'articolo "
À propos du bestiaire elamite (V-II mill.av.J.C.)", nel corso del quale colloca l'emergere della civiltà elamita nello scacchiere dell'Asia mediorientale e mesopotamica, con la quale gli scambi e le influenze reciproche furono di grande impatto. Spicca il ruolo centrale, ma non soverchiante, di Susa, in un Iran nel quale si scopre che gli animali ricoprivano un ruolo di tutto rispetto in ogni genere di rappresentazione, a fini strettamente funzionali come pure soltanto artistico-decorativi, soprattutto negli splendidi bronzetti.
Il contributo che segue, "
Animali e miti del Vicino Oriente Antico: un'analisi attraverso i sigilli", di Sylvia Winkelmann, dell'Iran Museum di Hamburg, focalizza il discorso sul ruolo delle raffigurazioni animali nei sigilli dell'area che si estende dall'Iran, attraverso l'intero Altopiano Iranico, fino alla Valle dell'Indo ad Est e all'Afghanistan e al Turkmenistan meridionale a Nord, a partire dal III millennio a.C.
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