
Titolo: Immagini del tarantismo - Galatina: il luogo del culto
Autore: Luigi Chiriatti, Maurizio Nocera
Anno: 2002
Editore: Capone
Prezzo: € 12.00
ISBN: 8883490428
Il testo di Luigi Chiriatti, autore e curatore di altri volumi sull'argomento del tarantismo, tra i quali "Morso d'amore. Viaggio nel tarantismo salentino" (2006), e Maurizio Nocera, insegnante di Filosofia e Psicologia presso il Liceo pedagogico di Lecce e autore de "Il morso del ragno. Alle origini del tarantismo" (2005), ha come obiettivo la descrizione del tarantismo pugliese, dalle sue radici storiche fino al fenomeno più commerciale del neotarantismo attraverso una serie di fotografie documentarie, e restituire al lettore, se possibile, l'essenza stessa di una Puglia "patria elettiva" del tarantismo.
Un concetto che per Ernesto de Martino, il primo grande antropologo che si interessò in maniera scientifica al tarantismo e autore del celebre trattato "La terra del Rimorso", è quel complesso di pratiche e rappresentazioni simboliche che identificano in maniera inequivocabile un territorio e una cultura. Ma che, soprattutto, rappresentano una volontà di storia di vita collettiva, un impegno a superare il passato attraverso dei codici condivisi, a partecipare a un sistema culturale tradizionalmente accreditato e socialmente riconosciuto.
Con "Immagini del tarantismo" si cerca di delineare, attraverso un approccio multidisciplinare, l'immagine di questo ethos, di questo apparato simbolico collettivo, non solo con le fotografie "artisticamente descrittive" dei rituali di Galatina (29 giugno, in concomitanza con la festa patronale di San Paolo, protettore dei tarantolati), ma anche attraverso importanti capitoli introduttivi che contestualizzano le diverse fotografie.
Si inizia con "Antropologia, immagine, multitudo" di Marcello Tarì (Istituto Ernesto de Martino) che introduce il lettore nel delicato utilizzo dell'immagine nel campo delle scienze antropologiche e, soprattutto, in quello dello studio del tarantismo: "l'immagine della taranta, ma anche quella del dono o quella del kula ring, quella del cyborg e quella del mago azande, […] insomma tutte le immagini distillate dalle scienze sociali e umane sarebbero, nel senso in cui si sta indagando, altrettante composizioni di immagini antropologiche che corrispondono allo sforzo della conoscenza e quindi alla necessità di dare nome comune a un determinato tipo di eventi" (pagg. 9-10).
Marcello Tarì prosegue in questa direzione, affrontando il tema della distanza tra osservatore/osservato e oggetto della foto, la capacità dell'immagine antropologica di rifiutare qualsiasi estaticità all'evento e riprodurne la sua natura immanente e costitutiva, e ancora (addentrandosi nelle teorie vicine al filosofo Walter Benjamin) la capacità della fotografia di avvicinare l'irripetibile e l'unico alle masse mediante la sua riproduzione.
A seguire troviamo un capitolo di Maurizio Nocera, "I luoghi e le immagini del tarantismo", che affronta analiticamente, attraverso una serie di documenti storici e demografici, il rapporto tra territorio pugliese e fenomeno del tarantismo. Prendendo spunto dalle indagini di Ernesto de Martino, che faceva capo a un'equipe composta da un etnomusicologo, un medico, un'antropologa culturale, uno psichiatra, una psicologa, uno storico delle religioni e un documentarista cinematografico, Nocera sottolinea l'interconnessione micro-simbolica tra il veleno della tarantola e il fenomeno del tarantismo.
"Parlare dei luoghi significa parlare delle immagini e dei simboli che in questi luoghi vivono e sopravvivono, per cui è bene andare alla ricerca del rapporto tra nascita della crisi in un soggetto e contesto ambientale, e quindi immaginale, del luogo in cui si è verificata una crisi" (pag. 31). Con queste parole si annuncia una lista di 23 "tarantolati", stilata nel 1959 da Ernesto de Martino e dallo psichiatra Giovanni Jervis, in cui vengono annotate tutte le caratteristiche del caso e una sintesi delle storie raccolte da Luigi Stifani.
Prima del materiale fotografico troviamo altre testimonianze e documenti che permettono al lettore di inquadrare con maggior precisione l'intento documentaristico di questo volume. Testi brevi che donano alle successive immagini un'ulteriore base contestualizzatrice, come quello di Luigi Chiaritti, studioso impegnato nella documentazione della cultura orale salentina che descrive la sua attività pluridecennale come fotografo del tarantismo, oppure quello di Chiara Samughero ed Emilio Tadini, una sintetica ma esaustiva etnografia delle invasate.
Le fotografie, tutte in bianco e nero e relative a un periodo che va dal 1954 al 2004, raccontano in maniera precisa l'appuntamento annuale dei tarantolati con la festa di San Paolo a Galatina. Si inizia con una piccola galleria delle statue del Santo presenti nei paesi di Giudignano, Seclì, Morciano di Leuca e, ovviamente, Galatina.
Il primo album fotografico è di Luigi Chiaritti, con immagini scattate tra il 1970 e il 1992, per poi passare a quello di Fernando Ladiana (1974) Carmelo Caroppo (1983) Paolo Albanese e Paola Chiari (1980), quest'ultimi particolarmente attenti al pathos psico-fisico dei tarantati. Una sofferenza che, a differenza di tutti i precedenti fotografi, Chiara Samugheo (che ha operato nell'anno 1954) ha cercato di restituire attraverso una narrazione più intima e personale, più concentrata sulla persona umana che non verso le folle accalcate intorno ai frenetici balli.
Infine troviamo Fernando Bevilacqua, fotografo e documentarista, che ha operato principalmente dal 1994 al 2004 per restituire le immagini di un tarantismo “nuovo”, in cui le tarantate lasciano il posto a giovani e meno giovani che affollano piazze, centri sociali, pub, teatri per assaporare musica e danza collettiva.
Indice
Finis Terrae
Antropologia, immagine, multitudo, di Marcello Tarì
I luoghi e le immagini del tarantismo, di Maurizio Nocera
Galatina: san Paolo, di Luigi Chiaritti
Galatina 1981, di Annabella Miscuglio
Chiara Samugheo, fotografa sociale, a cura di Luigi Chiaritti
Le invasate, di Chiara Samugheo ed Emilio Tadini
Fili conduttori, di Gisela Schmeer
Vittoria De Palma, a cura di Luigi Chiaritti
Il mare si calma dopo la tempesta, di Franco Merico
Galatina: il luogo del culto
Riccardo Esposito